bombaysupermoderncityforsecomparseabollywooddomanipoioceano

lunedì, aprile 21, 2008

troppa pausa dalle ultime notizie di lamati. la botta elettorale s'è fatta sentire. il popolo giustamente reclama. noi siamo rimasti indietro col resoconto, e recupereremo in fretta - anche perchè è ormai cosa nota che le mail di lamati sono diventate il riferimento imprescindibile di chiunque, di qui in futuro, intenda recarsi in quelle lande lontane.
di come mati giunge finalmente allo scopo del suo viaggio, e diventa un'attrice di bollywood.

prossima meta ganapatipule
costa sud del maharastra
380 chilometri da bombay
dicono molto meglio di goa
spiagge pulite isolate
acqua proprio tropicale trasparente
poca gente
forse difficile trovare pernottamento ma ce la faremo
il nostro treno domani sera ore 23
arrivo sulla costa alle 5.40
almeno quello previsto
oggi millemila chilometri a piedi
in barca a elephanta
a vedere uno shiva enorme scavato secoli e secoli fa nella roccia
e aincontrare lálbero piu'profumato del mondo
rami grossi spogli
e fiori bianchi carnosi macchiati di rosso sulle punte
un vezzo infinito di una natura capricciosa
bombay non e'solo supermoderna
un po' fuori tra vicoli e miliardi di venditori riemerge a tratti l'india piu'india
quelle delle mucche color stracciatella legate davanti ai templi pieni di fiori
con gli incensi tra la frutta da spremere
e límmondizia nei rigagnoli di schifo
l'india
che sa odore di india
quello che la sera ti lavi
e rimane
e sai sempre e comunque di masala ovunque
e'la pelle che lo imprigiona
ma poi ti abitui
e non lo senti piu'
o comunque solo a tratti
oggi io e enri siamo andate a ritirare dal sarto i nostri vestiti
proprio bravo
solo sconvolto che lo avessimo raggiunto
in un pertugetto tra i palazzi
lontano da ogni persona color bianco giallo
dopo mille ore che cercavamo un ladies taylor
che ero tutti esclusivamente for gents
una signora a un tabaccaio ci ha dato le indicazioni
e siamo apparse a questo ometto un po'severo ma alla fine buono
che ha cucito il nostro punjabi pijama really well.
ora e'quasi proprio notte
e dopo un succo di melograno squisito
e una cena pessima in un posto muslim
in cui tutti ci guardavano malissimo
ci dirigiamo verso la nostra apollo guesthouse.
millemillebaci.
m

bombay
e la modernita'trasforma l'ndia
nel centro pochissime mucche pochissimi cani
banche negozi occidentaleggianti
shampi balsami cosmetici
troppo diversa da tutto quello che ho visto finora
ma bella a modo suo
molto british
lunghi viali
palazzi stile impero
non lo so
una strana commistione di odori indiani eimmagini europee
donne emancipatissime percorrono la citta'con scollature profonde e jeans aderenti
forse questa sera vado al cinema
ma non ci sono sottotitoli
only hindi
boh
ieri mi avevano ingaggiato con enri per fare la comparsa a bollywood
ma poi abbiamo pensato chissa'dove ci portano
ma se ce lo ripropongono fermiamo qualcunaltro e andiamo
sarebbe proprio divertente
vedere come girano quegli assurdi film
come sono veramente gli hero
oggi abbiamo camminato millemila chilometri
e ci e' anche capitato di bere del succo di mango squisito ma pieno di ghiaccio
purtroppo per lígiene
ma per fortuna per il benessere che nella calda umida mattina ci ha dato
il ghiaccio qui non e'proprio pulito pulito
sempre appoggiato su straccetti neri sul portapacchi delle bici o sui marciapiedi
speriamo che il mio stomaco ormai
dopo aver bevuto varie acque non packaged e dopo il bagno nel fiume santissimissimo sia in grado di sopportare tutto.
vi penso molto
ma qui nellíndia modernerrima non si trovano internet
e'un mistero che non ho ancora risolto
boh.
vi bacio ora
forse nei prossimi giorni ci dirigiamo verso mari tropicali
mille mille baci
m

The day after

mercoledì, aprile 16, 2008

Il voto, il veto, il vuoto

lunedì, aprile 14, 2008

Elezioni 2008: il paese di fronte a un cambiamento potenzialmente epocale

ovvero

Le elezioni di Viarigattieri
sottotitolo
Il Voto, il Veto, il Vuoto


Questo è uno di quei post che a riguardarlo nel futuro farà un certo effetto: quali erano le aspettative, i sentori, le speranze, insomma come viveva Viarigattieri queste elezioni 2008? Già alle ultime elezioni, 2 anni fa, nei commenti al post elettorale seguimmo l'incerta vittoria del secondo governo Prodi fino a notte fonda; questo post vuole essere dedicato proprio a questo, a commentare e seguire tutti insieme questa tornata elettorale, dagli exitpoll fino al voto finale. Tutti invitati, amici e visitatori occasionali di questo blog.
Intanto bisogna dire che molti di noi voteranno per cose diverse: camera e senato (ma non tutti, qualcuno non ha l'età per la scheda gialla), comune, provincia, regione. Chi scrive ad esempio ha votato per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana e del suo Presidente, dopo le dimissioni di Cuffaro per i cannoli - non per la condanna, per i cannoli.
Ma la vera cifra di queste elezioni 2008 è senz'altro che molti di noi, almeno quelli con cui mi è capitato di parlare in queste ore, voteranno cose diverse: e non solo cose diverse gli uni dagli altri, e ciascuno rispetto alla sua classica scelta di voto, ma anche cose diverse ognuna da se stessa, tipo un partito alla camera, un altro al senato, un altro ancora alla regione, con combinazioni le più fantasiose, le più calcolate, le più arzigogolate...
Diciamo che è forse possibile tentare un resoconto, parzialissimo, di queste elezioni 2008 utilizzando tre categorie, non separate, talvolta coestensive, di certo confuse - segno dei tempi?

IL VOTO: sono quelli che magari hanno anche fatto diversi kilometri per tornare a votare, perchè pensano che sia giusto, importante, epocale, e così via. Tra questi ci sono quelli delle soluzioni fantasiose; quelli che prendono alcune schede e altre le lasciano, per astenersi (chessò) alla camera; quelli che le prendono tutte e votano tutti i partiti, o mettono un bel simbolo dell'anarchia, per protesta; quelli che votano come hanno sempre votato; quelli che votano come non hanno mai votato; quelli che cambiano voto ad ogni elezione per essere equi; quelli che hanno fatto dei calcoli bestiali perché sanno come votano le persone; quelli che fotografano le schede, e andranno in galera (magari al posto di chi gli dice di fotografarle, le schede); quelli che...

IL VETO: il veto è quello che più di ogni altro motiva questo voto 2008. A partire dal ricatto morale del PD e dei suoi elettori: se non votate noi sale Berlusconi. Classico, insopportabile ragionamento. Che vuole che qualunque cosa sia meglio di Berlusconi. Che nega alla radice ogni forma di dissenso. Il voto come veto. Per carità: qualcuno sarà ben convinto del progetto di Uòlter. Qualche altro no. Ma i primi hanno la forza del ricatto: se non voti noi è colpa tua, sale Berlusconi. Senza possibilità di appello. Ma siccome è un ragionamento insopportabile, appunto, c'è un'altra forma di voto come veto. Voto qualunque cosa, basta che non sia PD né PDL. Ci avete rotto le scatole: non vogliamo che l'alternativa sia solo tra voi due. E allora vetiamo contro di voi. Ed evitiamo che siate i più votati. Votiamo i partiti piccoli non necessariamente perché ci riconosciamo perfettamente in essi, ma per dare un segnale, CONTRO DI VOI. Altro voto come veto. (Idem come sopra per Sinistra Critica rispetto ad Arcobaleno, per Comunisti dei Lavoratori rispetto a Sinistra Critica, per Santanché rispetto a Comunisti dei Lavoratori, ecc).

IL VUOTO: il resto. Quelli che veramente si sono rotti, e non gliene può fregà de meno. Come dargli torto? difficile; difficile quanto dargli ragione, perché pericolosamente il dissenso totale si avvicina al qualunquismo. epperò che ce vuoi fà? Se nessuno ti convince, se ti pare tutto uguale, se non pensi che anche votando siamo di fronte a un qualunque cambiamento, se né il voto né il veto ti danno una qualunque soddisfazione, non ti rimane che il vuoto - di dissenso, di scelta, di protesta, quello che vuoi. Ma non è voto né veto: è vuoto. Non hai torto, forse non hai nemmeno ragione. Però ti sei perso la matita sulla scheda, qualunque cosa tu avresti voluto farci, che comunque dà sempre (chissà perché) una certa soddisfazione..


E VOI? CHE AVETE FATTO? VI RICONOSCETE IN QUESTO RITRATTO? AVETE ALTRE OPZIONI?
ELEZIONI 2008 DI VIARIGATTIERI - LA VERA ALTERNATIVA

solopocheparoleperdirtichestobenenessunoggettonessunoggettoinfine...bagno nel gange!

giovedì, aprile 10, 2008

Riassunto delle puntate precendenti: lamati è in india. Ogni tanto ci manda una mail e ci racconta quello che fa. Noi assistiamo così al suo viaggio, partecipiamo al suo diventare santa - misticamente e orientalicamente santa -, e ci godiamo i suoi racconti. Si moltiplicano nel frattempo le parole incomprensibili, come potrete notare. Nella puntata numero quattro, assisteremo alla collezione di qualche mail (eravamo rimasti indietro, scusate, ma più si legge più si gode, per la legge quantitativa del Ferari), nelle quali avviene la graduale trasformazione di lamati in vacca (da inappetente a mangiante abbuso), con annesso bagno nel Gange. Per chi fosse invidioso si raccomanda vivamente un tuffetto in Arno.

varanasivistaconunalucediversa
conunaluce
invecedisolacupazza
e'moltobella
haunasuagioia.
ancheseavoltesofferente
vedopianonelgangequalcosadipiu'
scoprocos
qualcheparolainhindianche
lacasae'moltobella
eunasignoraconidentipiu'improbabilidelmondo
tuttiaraggiodecrescenteinorizzontale
cucinacibidelicatibuonifreschi
cosi'ricomincioamangiare
dormoechiacchiero
sonomoltopiu'serena.
ierisonoandataadellecascatebellissime
hoanchefattoilbagno
vivorreiscrivereall'infinito
maoradevoscappare
pero'tornopiu'tardicredo
comunquevedomontagnedigelsominibianchiefioriarancio
evipensointuttoquestoprofumi
.
apresto.
m

lamiavisioneerafalsata
dalbuiodallatristezzadall'inappetenza
benares e' un LUOGO MERAVIGLIOSO
(MI SFORZO ORA DI SCRIVERE STACCATO)
UNA VENEZIA SUL FIUME
CON MINUSCOLI VICOLI PIENI DI MINUSCOLI CIBI STOFFE SARTI PROFUMI INCENSI BRACCIALI LATTE LASSI POLPETTINE FIORI
E SE TI TOGLI LE SCARPE CI ENTRI MEGLIO IN QUESTA CITTA'
PIU' DELICATAMENTE LA CAMMINI
NON IN TUTTE LE STRADE MA IN TUTTI I LUOGHI CHIUSI
I MIEI PIEDI NON SONO STATI MAI COSI' NERI
MA SONO FELICI DI PERCORRERE VIE CHE PER QUALCUNO SONO INFINITAMENTE SANTE
MI VESTO DA INDIANINA
PER EVITARE SGUARDI DI DISAPPROVAZIONE
SEMPRE MOLTO COPERTA
MA QUESTA MATTINA DUE RAGAZZE
MODERN INDIAN STYLE
MI HANNO FATTO UN SERVIZIO FOTOGRAFICO SUI GHAT
VICNO VICINO AL GANGE
MILLE FOTO
A ME!!!!!!!!!!
ERO IMBARAZZATISSIMA
PERO' ME LO AVEVANO CHIESTO IN UN MODO COSI' CARINO CHE NON POTEVO RIFIUTARE
SPERO ME LE MANDINO PER EMAIL
EPPOI ANCHE IL GANGE RIVALUTO
LO GUARDO ALL'INFINITO
A TUTTE LE ORE E CON SOLE
E CON MOLTA PIOGGIA
ED E' EFFETTIVAMENTE SANTO NEL SUO INCEDERE
NON E' COSI' INQUINATO COME SEMBRA FORSE
CI SONO MILLE PESCIOLINI E ANCHE LE CONCHIGLIETTE CON DEI PICCOLI PAGURI
ORA VI LASCIO ANCORA
E' ORA DEL MIO THALI
PASTO COMPLETO
DELLA SIGNORA SHANTI
PERCIO' VADO
TORNO PRESTO
SPERANDO DI SCRIVERE UN PO' MEGLIO.
OGGI E' UN GIORNO SANTO
OFFERTE DI FIORI ROSSI E COCCHI CON LUMINI BIANCHI.
NON MI RICORDO IL NOME.
BACIMILLE
AH .... IMPARO PICCOLI PEZZETTI DI HINDI

benares
primo giorno del nuovo anno
2065
ieri grandi festeggiamenti
miliardi di fiori nel gange e scampanellii infiniti
molti cocchi rotti nei tepli
spaccati sotto l'immagine sacra
ieri si celebrava il nuovo anno
e molto era in onore di durga (?)
l'immagine terribile di shiva
il lato distruttore
ma troppo bello
e dopo la puja
preghiera
distribuiscono piccoli cibi eacqua di rose a tutti
questa mattna ho molto camminato sui ghat
e ormai le mie braccia si riempiono di braccialettini
millemille negozi pieni solo di bracciali
bangal credo
di mille color
solo braccial
non esste qui una donna senza gioielli
anche le piu'povere straccione senza cibo
hanno i pols che sbrilluccicano
e un fiore d'oro sul naso
ah...
mi sto appassionando di bollywood movie
mille bollywood video clip
appena arrivo a bombay vado al cinema che la'ci sono i sottotitoli
e quando torno vi illuminero'sulle nuove frontiere del kitsch
voi non potete immaginare un indian style piu'indian style dei bollywood heros and heroins
pero'ieri sera ho vistoun intero spetacolo
tipo sagra tipo cabaret in hindi
troppo buffo
bevendo mille chai in minuscole scodelline di terracotta che qui usano per tutto
cé'stato anche uno spettacolo d katak
danza indana
di bambinini
mi e'piaciuto
ora e'sempre tempo che io vada a mangiare
che láppetito mi e'tornato normale
anzi di piu'
e non e'che resisto molto
e po all'una e mezza shanti shanti toglie i cibi
allora vado
ma stamattina sono incappata in un vicoletto terribile
pieno di vecchi e vecche seduti
e ognuno aveva un cobra e me lo porgeva perche'' ovviamente e'folclorstico
io volevo morire invece!
sono fuggita
mi veniva da piangere
serpenti ovunque
anche se obbedienti
ma sempre serpenti
uno ne aveva uno gigante
tipo pitone non so
enorme
che schfo
va bene vi bacio
aapresto.
m

alla fine...
ho fatto il bagno nel gange.
really really good
niente dead man around me pero'
l'ho fatto sulla sponda opposta alla citta'
e prima dei ghat crematori
percio'shanti shanti (tranqui)
e mi sono anche purificata
nei limiti dela mia condizione di intoccabile
no
pero' molto bello
al tramonto
e benares davanti
tutta arancio e oro
e i lumini con i fiori
ho anche fatto un'offerta al gange con due bimbette
gelsomini bianchi e petali arancio
una foglia verde con appiccicato sopra un lumino bianco
grata alla madre ganga
per essersi rivelata prima nella veste nera distruttrice cupa
e per lasciarsi scoprire ora cosi' incantevole e rassicurante
come una luce liquida che mi fa sempre ritrovare la strada
quando puntualmente mi perdo tra melanzane viola e fiori rossi nei vicoli minuscoli di questa citta'.
piano piano imparo
ad esempio che bere toccando la bottiglia con la bocca e' veramente incivile
troppo incivile
allora mi esercito a bere a garganella senza toccare
per essere piu' polite
eppoi ho scoperto che qui le persone veramente chic si mettono una goccia di profumo nell'orecchio in alto
sopra il buco
dove c'e' come una chiocciolina
il bordo esterno diciamo
perche' li' si mantiene all'infinito
e quando passi in un posto che puzza appoggi il mignolo all'orecchio
eppoi lo porti al naso
cosi' senti sempre profumo di fiori
bello no?
eppoi oggi ho bevuto succo di melograno puro
squisito
rosa chiaro
spero non ci fosse acqua
ma ormai i miei anticorpi sono combattenti
in prima linea
sempre
comunque...
pensate a una mati felice
e che oramai mangia ABBBUSO.
vibacioassai


per una polisemia dei soprannomi

domenica, aprile 06, 2008

data la pressante richiesta di esprimere un parere sul sondaggio rigattieri che spopola in interne
mi vedo costretto a rompere il mio ostinato e duraturo silenzio sul blogghe, da alcuni considerato vergognoso, indegno e individualista.
davanti all'occhio interno della coscienza ho sempre giustificato la mia non-presenza in questo luogo che dovrebbe essere anche mio con la paura di essere infettato da quel morbo che, a buon diritto, può essere considerato una delle peggiori piaghe contemporanee: la internettite acuta, meglio conosciuta come "internet dipendenza".
riconosco che una paura di questo genere possa sembrare pura paranoia di stampo nickiaco, tuttavia non è così. io ho la fortuna-sfortuna di vivere a stretto contatto con un individuo malato di internettite, e vi assicuro che non è una bella storia...interne è totalizzante, ti monopolizza, e in questo modo smette di agire per la vita, anzi blocca la vita, la uccide. chi ha letto nietzsche può capire (io ovviamente non l'ho letto ma proprio per questo motivo ne parlo, in ossequio al principio cardine del pensiero ferariano).
detto questo, veniamo al nocciolo della questione.
prima di tutto vorrei sottolineare la faziosità con cui è stato progettato questo sondaggio: la domanda posta agli intervistati contiene già una delle possibili risposte, la quale, guarda caso, rappresenta il punto di vista del promotore del sondaggio stesso.. VERGOGNA!!!
inoltre ho provato più volte ad esprimere il mio voto e sono stato ripetutamente censurato: come ci insegna berlusca i brogli elettorali sono sempre in agguato, almeno quando si perde.
la mia anglofilia mi porterebbe a schierarmi con "betty" forever,
tuttavia la semplicità e l'immediatezza di "betti" mi affascinano moltissimo.
che dire..è una vexata quaestio.
forse l'unica risposta possibile è quella di non rispondere, di lasciare che ognuno esprima se stesso scegliendo di volta in volta "betty" o "betti".
forse questo è l'unico modo per salvare la ricchezza semantica di un soprannome la cui origine, badate bene, si perde nella notte dei tempi della vita liceale palermitana.
per tanto, invito tutti quanti a smettere di analizzare questioni tanto importanti in termini di "giusto" o "sbagliato", "coretto" e "scoretto" e ad apprezzare la polisemia insita in tale sopranome.

ALBASULGANGE

venerdì, aprile 04, 2008

lamati numero tre significa prosieguo del viaggio, crescita, nuove immagini dall'india. io che mi occupo dell'impaginazione delle sue parole sono così colpito che non ho alcuna voglia di cambiarne neanche gli errori di battitura, men che mai l'impostazione grafica. lamati con gli spazi, per la prima volta, di sua sponte. cosa significherà? parole pubblicate con qualche giorno di ritardo per farcele assaporare meglio. per farci gustare con la giusta attenzione il percorso di lamati.
Stay tuned.

cinque del mattino.
gange.
su una barchetta con il mio nuovo amico parigino e due grossi innamorati olandesi percorro tutti i ghat che si immergono nella grande madre.
centinaia di indu' si purifcano nel fiume santo.
nel fiume santo c'e' qualsiasi cosa
forse per uesto dovrebbe essere santo
perche' racchiude il creato.
migliaia di coppette fatte con le foglie e piene di fiori con un piccolo lumino in mezzo rischiarano l'alba
-piccoli puntolini luminosi ciclamino e arancio-
offerte nell'indefinibile marciume del fiume
immondizie di ogni genere
frutta chapati taniche ghirlande avanzi di pezzi meccanici
ma il gange scorre lento verso la mattina che si fa notare
e gli abitanti di varanasi lavano chili e chili di stoffa sui ghat
infinite tele colorate stese ad asciugare sul lungo fiume
ovviamente, il che non mi rende proprio raggiante, anche le lenzuola degli alberghi e dell'ospedale.
un vecchio santone vestito di arancio con lunghi capelli e barba bianca si lava i denti con cura
tra i fiori marci e gli sputi rossi dei suoi vicini
cani obriobriosi scimmie e mille caprette si inseguono nei ghat
interrompendo con i loro versi le lunghe litanie
in uno degli ultimi ghat stanno per cremare due corpi
prima li immergono nel fiume
poi rivestono le barelle di fiori incenso e una specie di carta argentata sbrilluccicante
intanto piu' in alto su un enorme bilancia viene pesata la legna
per la pira funebre
e inizia il fumo di uomo
abbastanza denso odoroso
ma coperto da molto incenso
prende allo stomaco
-il mio gia' cosi' instabile in questo posto-
me ne vado prima della fine
forse non voglio piu' vedere degli uomini bruciare.
varanasi mi fa paura in ogni caso
una spiritualita' molto corrotta
fiori rupie incensi mance legna piu' o meno costosa per i morti
il sandalo e' il piu' prezioso
forse anche per il profumo
seta capre immondizia all'infinito
mendicanti di tutte le forme
e soprattutto polizia molto armata ovunque
non mi piace molto qui.
mi sento un po' oppressa angosciata
da tutta questa religione e violenza latente
e odori disorientanti.
domattina alle dieci me ne vado
nella citta' in cui buddha ha avuto l'illuminazione
ci vado con il mio amico philippe
un parigino che studia criminologia e psicologia e ha un ristorante di famiglia in rue de rivolimolto simpatico
forse un po'troppo preciso
si lava sempre le mani con una lozione disinfettante prima di mangiare e bere.
vuole mangiare solo dove dice la lonely planet e avere sempre una camera con il balcone
io vorrei semplicemente una camera con le lenzuola.
oggi ce le ho
ma sono piene di macchie di unto impronte di piedi e resti di insettini
e se sono state lavate qualche volta e' stato sicuramente nel gange.
allora era meglio senza.
in ogni caso
domani dovrei raggiungere un piccolo posto tranuillo tra le risaie.
un po' di verde
meno schifo.
mi mancate molto.
ma molto proprio che mi viene un po' da piangere.
ora vi bacio e riposo un po' che la sveglia e' stata alle quattro e un quarto.
scrivero' presto.
pensatemi sempre.
m

Trenindiani.Notsobad

domenica, marzo 30, 2008

lamati puntata numero due. Di come la nostra avventuriera prosegue il viaggio nella lontana india, poco dopo il suo arrivo. Di come dedicare una mail a un argomento per parlare di tutt'altro. Di come parlare con grazia della cacca. Di come autorizzare viarigattieri sui diritti di ogni sua parola. Di come diverremo ricchi e famosi.
Stay tuned.


stazionedibombay.lamiamattinainiziataalleseimenounquartoe'gia'adulta
duemicrobananeeunchainellostomaco
miinoltroneibinari
enormebrulichiodivite
suibinariincostruzionepiccoliasinellischiacciatidaquintalidipietreeferrivecchi
nelbinariomillefamigliemendicantisemiricchi
tutticonillorotelopiu'omenograndelacerocoloratosedutiperterra
afareditutto
iol'unicanonindiana
unicaunicissima
mimettovicinoaunafamigliaconunpiccolobambinellosgambettanteurlacchiante
chemicoinvolgenelsuogioco
indicarevelocetuttiitopichebevonocoprronosquittisconotrabinari
milleemilletopienormi
luiindicaeride
miguardacomplice
allafineperingannareiltempomifacciotrascinaredallacontadeitopi
comunquesuibinariindianic'e'troppacacca
troppa
dituttiicolori
maNONSISENTELAPUZZA
sara'checen'e'gia'troppaingiro
mamisonoconvintachelecaccheumaneeanimaliindianenonpuzzano
tuttiqueimisericanirindagi
migliaiastravaccatiperterrainognimetro
nonfannolacaccachepuzza
enefannoanchepoca
forse,hopensato,selamangiano
oesisteunanimalemangiacacca
boh
comunquel'indiaahaglianimalipiu'buonidelmondo
ferminellaloroinattivita'marcianonsembranocurarsideldelirochelicirconda
nonreaghisconomai
anessunostimolo
dinessunsenso
forseperche'nonhannofame
quinessunohafame
c'e'troppociboovunquenellestradedituttiitipi.
comunquel'internetpointchiude
vivolevodirecheoggisonofelice
hovistoiltajmal
enonc'everboaggettivocongiunzioneimprecazione
salivomuta,ancheperche'nonc'e'conchiparlare,l'ultimascaladimarmobianco
e'strabiliante
eppoisoprattuttooggihovistouncammellochetrascinavauncarroelescimmie
migliaiadiscimmietteinquestacitta'
siarrampicanoovunque
anchesullemuccheimmobileebellissime
quicisonolemucchepiu'belle
bellissime.
oravadoamangiare
eppoisalgosullaterrazzadelmiosquanfidoalberghetto
chesara'anchemiserrimo
madaltettolavistaedilussoestremissimo
tajmallunascimmie
alberelli
.vibacioatuttifortefortissimo
nonsmettetedipensarmi
domaniviraccontodeitreniindianiacuiavevodedicatol'emailmanonc'e'piu'tempo.
m

p.s.
andreasceglitucosavuoimetteresulblog
haicartabianca
seiilmanagerdellemienotizie

Ferari: l'uomo medio.

venerdì, marzo 28, 2008

A volte internet è portentoso. Talvolta ti capita di leggere una cosa e di pensare, con impeto faustiano: Detente! Eres tan bello!, oppure ti credi per un attimo Susanna e quasi esclami: Sembra fatto inver per me!, a causa dell'esattezza di testi che non sono scritti per noi, ma che sono talmente calzanti che ci emozionano nel vederceli dipinti addosso. E questa adeguazione sembra creare una bellezza quanto meno inusuale. Mi è successo questo oggi, nel rivedere la scena di (quasi) ogni mattina in viarigattieri leggendo la descrizione dell'atteggiamento dell'uomo medio nel fare la doccia. Il testo è un'analisi sociologica sulle differenze tra uomo e donna nell'atto di lavarsi. Due mondi diversi sotto la doccia: "cambia l'atteggiamento, l'umore, l'intento, l'attenzione ai dettagli e all'ordine e pulizia della casa".
Riporto la descrizione, ma vi inviterei a concentrarvi su LUI. Che, per non essere espliciti, è Ferari.

Lei: si toglie i vestiti, li piega e/o li mette nel cesto della biancheria sporca, separando colorati e capi chiari. Infila le ciabatte e l'accapatoio e, passando davanti al marito, se lo lega ben stretto in vita. Va in bagno, si guarda allo specchio, si tira le ruge con la punta delle dita, si solleva il seno con le mani per vedersi diversa, prende mentalmente nota di fare qualche addominale in più per rassodare la pancia. Finalmente si infila sotto la doccia e per diversi minuti fa lo scrub alla pelle del viso con un esfoliante all'albicocca, finché non diventa bella rossa. Riempie la spunga di bagnoschiuma (delicato) e lava accuratamente tutto il corpo. Passa la pietra pomice sotto i talloni e si risciacqua. Per i capelli, uno shampoo naturale con almeno una quarantina di vitamine. Due lavaggi, per esser sicura che siano lucidi e puliti. Balsamo ai frutti vari, profumatissimo. Una bella passata di rasoio (rosa che fa più fine) sotto le ascelle e sulle gambe. Poi esce dalla doccia, facendo attenzione a mettere i piedi sul tappetino per non bagnare in giro, si avvolge i capelli in un asciugamano sproporzionatamente grande, spruzza la doccia con il detersivo aticalcare, lucida i pomelli e le pareti con una veloce passata, se ne va in camera da letto con addosso l'accappatoio e in testa un turbante di spugna.

Lui: si toglie i vestiti e li abbandona dove si trova, per terra, uno sorpa l'altro. Va in bagno nudo e scalzo e se sul suo tragitto incontra la moglie, agita il bacino per mostrale la sua mascolinità facendo anche «wooo-oooo» per sottolinare la prestanza. Si guarda allo specchio, ammira il proprio fallo con soddisfazione, si gratta una chiappa e via sotto la doccia. Si sciacqua la faccia e poi passa la maggior parte del tempo a lavarsi (e ravanarsi) le parti intime. Si soffia il naso nelle mani e poi fa colare tutto sotto l'acqua. Fa i rumorini e poi ride divertito per i suoni emessi. Si fa lo shampoo con il primo barattolo che gli capita a tiro e si fa la cresta da moicano con i capelli tutti inschiumati. E la cosa lo appaga molto. Arraffa una saponetta, se la passa velocemente sul corpo e se la infila ben bene tra le chiappe, lasciandoci sopra anche un paio di peli neri e ricciuti. Fa una luna pipì divertendosi a disegnare cerchi sul piatto doccia, si sciacqua ed esce, evitando rigorosamente di mettere i piedi sul tappetino della doccia e bagnando ovunque. Acchiappa un asciugamano a caso e si asciuga, ma solo le ascelle e il sedere. Passando davanti al lavandino, prima di uscire, fa disegnini sconci col dito sulla condensa che s'è formata sullo specchio. Dà una scrollatina al pisello per vedere le ultime goccioline d'acqua cadere e poi si dirige in camera da letto nudo. E se sulla strada del ritorno incrocia la moglie, le fa di nuovo ondeggiare il suo "coso" davanti agli occhi dicendo ancora «wooo-oooo».

O no?

Re: dell'impattoedellasperanza

mercoledì, marzo 26, 2008

Riportiamo, fedeli latori di missive altrui, il testo di una mail speditaci da ignota Zia C., pseudonimo di casa editrice veneta che più di qualche indizio ci fa ricollegare a lamati; non ne cambiamo l'impostazione grafica per non tradire quella che è la vera cifra stilistica della nostra giovane esploratrice in missione indiana. Significativo anche il titolo della missiva, che riportiamo paro paro come titolo del post, nel quale si fa evidente riferimento a un qualche scognito monarca indiano, aduso a nomignoli ancora più curiosi dei classici toroseduto, nuvolabianca, ecc., di cui probabilmente lamati ci informerà nelle prossime comunicazioni.
Stay tuned.



mucchnereecanigialliqualcheuomoconlosguardodisumano
sudetritimarcidiunenormemercato
nottebuissima
macaoticainlontananza
l'impattocondelhiunpo'duro
c'e'statograndesconforto
l'albergoatrestelleinrealtanonhalenzuolane'asciugamanine'cartaigienica
pero'
ede'moltopiu'fondamentale
haunapiccolascortadiacquaconfezionatafredda
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ilquartieredelmioalbergoe'labirinticoemeraviglioso
cortivicolianimalifagioli
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canimucchebambiniditutteledimensioni
coloriall'infinito
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latengoperlafine
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momicaccianodall'ineternetpoint
millebaciestrabaci
cercodimangiarenellavichefannomillecose
odorossissimeebellissime
einrealta'zozzissime.
mamidovro'purnutrire...
apresto


lamati #2

lunedì, marzo 24, 2008



ok lamati, va bene, ci arrendiamo. Te ne vuoi andare? E vattene, vai, parti, torna fra ssèi mesi, non ti preoccupare, saremo qui ad aspettarti. Tanto lo sai, ci vedi, siamo in forma. Così ti salutiamo e così ti accoglieremo. Gente che fa palestra, chibbozzi, piscina, che ti pare a te. Però non ti dimenticare di noi, che poi là in mezzo, con tutte quelle vacche per strada, non è che ti senti in isvizzera? Non è che pensi che puoi fare avanti e indietro con una lancia Y targata sampdoria? Guarda che l'india è un po' più lontana, lamati, già te lo diciamo. Ci arrendiamo, ma già te l'avevamo detto, eh?
buon viaggio lamati

Il punto della situazione.

venerdì, marzo 21, 2008

C'è confusione, sotto il cielo di viarigattieri. Molti parlano di un vero e proprio fuggi-fuggi, che come tutti i fuggi-fuggi non può che essere un fuggi-fuggi generale.

Dove sono i rigattieri?
E gli amici dei rigattieri?

C'è chi si è laureato, lo abbiamo visto, e ha detto che sarebbe rimasto a Pisa, ma a Pisa non c'è. Si parla di fughe in Triveneto.
C'è chi dovrebbe dirigere la baracca, e invece è via da chissà quanto tempo (a Palermo? in Calabria? in Insubria?)
C'è chi ha lavoretti da fare (da far fare) in case in affitto (?) a Roma, e quindi parte sul più bello, e ora non si sa dove stia.
C'è chi dice che a Pisa, ma a Pisa non c'è, e viene accusato di essere alternativo-trasgressivo.
C'è chi accusa, per l'appunto, che dopo varie prestazioni alla consòlll partì.
C'è chi organizza tiri al bersaglio per il venerdì santo.
C'è chi FELICEmente passa la prima Pasqua in una vera famiglia, sua per giunta (anche se è presto per le uova)
C'è chi NORMALmente si vede a giro per Pisa, correre da un punto all'altro, inseguire macchine che posteggiano svizzeri, o svizzeri che posteggiano macchine; e ora tace.
C'è molly che gira per via Paoli in cerca di guai e trova solo DonFranco.
E infatti ci sono io, che venerdì prendo un treno alle 7:59, tra 6 ore&40 minuti, per raggiungere Bologna.


E poi c'è chi rende sicura la base e offre la copertura a tutte le nostre mancanze: Féràri. Gloria&Onore a lui, ché quando tutti passano, lui resta.

Passa questo mondo
passano i secoli
solo chi ama non passerà mai...

[ci facevano cantare i preti a Pasqua]


Post di servizio per superare la diaspora viarigattieresca ai suoi massimi storici:
rigattieri, dove siete?
chiunque sia un rigattiere, si senta tale o abbia notizie di un rigattiere, o sia/si senta un amico dei rigattieri dica semplicemente dov'è, e cosa fa.

yes, we k-now - considerazioni attuali

giovedì, marzo 13, 2008








antipolitica = indica genericamente l'opinione pubblica, controprova per eccellenza del corretto funzionamento democratico degli organi delegati. Si tratta dell'esercizio primo e fondante del confronto politico. Ad essa appartengono il dibattito civile e l'informazione, intese come forme di partecipazione politica, di intervento e di opinione, finalizzate ad ispirare e a controllare il legittimo svolgimento delle attività di governo. L'espressione antipolitica tende ad escludere dall'ambito politico tali forme di partecipazione e ad interpretare quello che è un flusso d'opinione fisiologico del gioco democratico nei termini di un irriducibile contenzioso tra due fazioni ontologicamente contrapposte.



Partito democratico = tautologia. Il partito è per definizione democratico. Non si dà partito se non in una democrazia. Esso può indicare solo come categoria vuota un organo totalitario e dittatoriale. Si parlerà allora di 'partito unico'. La denominazione di partito democratico suggerisce l'idea che gli altri partiti non siano democratici, e cela l'intenzione di rappresentare l'unica scelta possibile in un quadro propriamente democratico. Paradossalmente l'aggettivo democratico rincorre qui - anche se solo idealmente - il sogno totalitario del 'partito unico'.



Popolo delle libertà = Denominazione che sorge dall'inversione del concetto di 'libertà del popolo', pretendendo di voler significare la medesima cosa. L'inversione determina invece anche un capovolgimento di valori. Il nome comune 'popolo' da entità impersonale e incommensurabile, cui attiene la sovranità, si restringe all'idea di 'un certo popolo' delle libertà cui si contrapporrebbe uno contro le libertà. Per un gioco di inversioni, le 'libertà del popolo' divengono allora prerogativa di 'un certo popolo', ovvero 'libertà del popolo delle libertà', vale a dire privilegi. Più sottile ma equivalente è l'indebolimento dell'idea di sovranità, allorché viene riferita ad 'un certo popolo', in modo tale che - a maggioranza ottenuta - esso ritiene di poter assurgere alla totalità incommensurabile del 'popolo sovrano', sostituendo di fatto quest'ultimo.



Onorevole = degno di onore. Titolo onorifico, che rende per l'appunto onore a chi si sia reso 'degno di onore'. Nel contesto politico è il titolo assunto da chi è stato chiamato a legiferare. Il termine suggerisce che chi legifera sia degno della carica concessagli. Il titolo ha subìto però un processo di svuotamento fino a ridursi, a mo' dei titoli nobiliari e aristocratici, ad un vacuo appellativo privo di reale riferimento ad un'effettiva levatura morale, con la sola differenza che nel grigiore repubblicano manca perlopiù qualsiasi filtro dettato dall'etichetta o dall'educazione. Il titolo, insomma, non indica né richiede alcuna tenuta onorevole.



Deputato = incaricato, delegato. Indica persona che è stata incaricata, o deputata, a ricoprire un certo ruolo e a svolgere determinate funzioni. Rispetto a qualsiasi altro titolo esso mette l'accento sul valore di rappresentanza contro la concezione d'Ancien Régime, secondo la quale si potevano svolgere le suddette funzioni 'per grazia di Dio'. Di conseguenza, il titolo è strettamente connesso all'idea di sovranità del popolo, esprimentesi per libere elezioni di rappresentanti.



Voto = da non confondersi con il 'voto religioso', inteso o come sacrificio assunto dal fedele in cambio di beneficenza divina o come sottomissione iniziatica. In politica esso rappresenta la preferenza espressa da ciascun cittadino avente diritto a partecipare alle elezioni. In questo senso dicono bene i francesi, dotati di spirito tendenzialmente e tendenziosamente politico, riferendosi al voto in termini di 'voix', voce.



Rappresentanza = Condizione che consente di operare in vece di qualcuno. Si tratta del principio che permette a comuni cittadini di ricoprire legittimamente le funzioni di governo, in quanto delegati a ciò dal popolo sovrano tramite libere elezioni. Il concetto rischia spesso di risolversi, per assonanza, nel senso di rappresentazione, o mise en scène, riducendo a strumento scenico il principio di rappresentanza e offrendo all'elettore il ruolo di spettatore.

minilauree-grandi feste

mercoledì, marzo 12, 2008






Viva La Mati!
Viva Béri!

Viva i minirigattieri!


[Don Franco]

serata herzog e crauti #1

giovedì, marzo 06, 2008






AGGIORNAMENTO

aiuto sono vicino alla malattia o forse no: sono malato

mercoledì, marzo 05, 2008

Ariel ha deciso di rendere pubblica la sua personale battaglia contro la internet dipendenza aprendo un blog nel quale racconta, come in un conto alla rovescia verso la rinascita, le sue serate disconnesse.

Ognuno ha la sua sedia, che qui è rappresentata da una pagina web nella quale accanto ad una foto ed a una breve descrizione di se stessi, si deve rispondere a tre domande: qual è il sintomo più preoccupante della tua dipendenza tecnologica, perché vuoi staccare la spina e quali sono i tuoi progetti per le tue cinquantadue notti libere? Le risposte lasciano senza parole. Elise da San Francisco crede di aver toccato il fondo giocando ad una partita di solitario con il cellulare mentre ascoltava musica dal lettore mp3 e guidava, Lawrence ammette di non riuscire a percorrere serenamente il tragitto da casa al lavoro perché sente di star perdendo di vista le notizie del web e le mail nella sua casella. E ancora. Lily riconosce di tenere d'occhio in maniera compulsiva i social network ai quali è iscritta per controllare eventuali risposte.

Quasi per tutti la decisione di allentare il rapporto ossessivo con gli apparecchi tecnologici nasce dal desiderio di trascorre il tempo libero rimasto dopo il lavoro facendo qualcosa di diverso dal mirare ottusamente uno schermo. Per quanto riguarda poi i buoni propositi per occupare il ritrovato tempo libero settimanale ce n'è per tutti i gusti. Dal gettonatissimo leggere un libro al preoccupante fare sesso, dal romantico scrivere lettere a mano al modaiolo fare la maglia.

Il meccanismo del sito si basa proprio sul confronto delle esperienze e gli utenti, dopo essersi presentati, possono lasciare dei commenti sulle pagine altrui o conoscersi discutendo sul forum. Gli argomenti più seguiti sono le brevi descrizioni delle notti senza spina. Eddie racconta che per la sua prima "nigth unplugged" ha scelto di leggere un libro ma dopo solo poche pagine si è ritrovato davanti al computer, non senza provare un enorme senso si colpa. Nel testo era citata una frase in francese e doveva assolutamente chiedere a Google cosa significasse (aiuto sono malato). Altri racconti, più di successo, sono quelli che fa l'ideatrice Ariel. Alla sua seconda notte di fioretto ha riscoperto il piacere di una cena con un vecchio amico e alla terza ha ritrovato la passione per la danza che aveva abbandonato da tempo.

Insomma il sito sembra proprio funzionare come un corso per tabagisti che vogliono smettere di fumare. I benefici si iniziano a vedere dopo alcune settimane ma per tutti c'è l'euforia di fare un sacrificio che fa bene al corpo e alla mente.

Anche il dottor David Levy, professore presso l'Information School dell'Università di Washington, lo ricorda: "Bisogna fare attenzione. Quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni non è sano e non fa bene all'uomo. Condurre una vita qualitativamente soddisfacente significa trovare una forma di equilibrio e un po' di tranquillità. Bisogna domandarsi quali sono i limiti tra mente e corpo e tenere presente i danni che l'inquinamento informatico può causare".

di come la filosofia ha un senso per la vita

martedì, marzo 04, 2008

Oggi vorrei proporvi un'esemplificazione possibile del senso che la filosofia ha per la vita. Il senso della vita per la filosofia, potremmo dire, coi monty python. 

Esperienza naturale: 

guardo fuori e vedo l'albero nel mio giardino. E' un ulivo. 

Medesima esperienza, MA dopo aver letto Husserl: 

se intendete parlare di quella cosa che sta lì fuori nel mio giardino in quanto cosa che sta lì fuori, né io né voi possiamo parlarne senza parlarne e, per parlarne come di quella cosa che sta lì fuori con quelle certe sue proprietà naturali, dobbiamo far ricorso alla capacità di un segno di designare e di indicare (nel caso nostro, di noi che parliamo questa lingua, il segno è la parola "albero"); il segno è una espressione capace di designare (riferirsi a riferendo di) qualcosa e che vale per il modo in cui usiamo questa sua capacità; il segno in questione ci serve perché c'è una cosa lì fuori in giardino [...] con certe proprietà naturali che noi vogliamo indicare per poterne parlare; la parola "albero", la generale capacità designativa che la parola albero ha in quanto segno, diventa il mezzo per indicarle; ciò che con la parola "albero" indichiamo è il suo significato; la parola "albero", usata per indicare quella cosa lì in giardino, acquista un significato ostensivo [...]; questo significato è il contenuto designativo della parola "albero", il significato della parola, ma in realtà esso non è distinguibile dal significato dell'albero in quanto cosa (se non nel senso che mi vieta di parlare di un significato dell'albero in quanto cosa proprio perché non posso parlare di un significato della cosa distinto dal significato della parola con cui la designo; ma, per converso, mi rendo conto che ciò che la parola designa, il suo contenuto designativo, il suo significato (ostensivo) è un insieme di proprietà naturali e, in quanto tali, non posso parlarne senza attribuirle alla cosa di cui parlo - non posso propriamente parlarne come di proprietà naturali della parola). 

Autore del testo che riportiamo è G.M.B., Filosofia come esperienza Trascendentale, Le Monnier, Firenze 1977, ma giuro che il passo riportato è solo un'ottima esplicazione del pensiero (a livello di fenomenologia descrittiva, natürlich) di Husserl.

viarigattieri ha presentato: 

"il senso della vita per la filosofia"

rubrica riconosciuta di interesse nazionale culturale 
dal ministero delle cose graziose

Quaestio I. De sgualcitione librorum

giovedì, febbraio 28, 2008

In Viarigattieri tira aria di reazione. Lo si vede dalla disputa che nasce dalle critiche che spesso gli alti ranghi rivolgono ai giovani esuberanti e un po' maldestri. Non si rovinano i libri. Non si sgualciscono, non si spiegazzano. Attenzione ad aprirli, che se si esagera poi si sgualciscono; meglio aprirli appena, e cercare di intuire quello che c'è scritto dentro. Non si sottolineano con l'evidenziatore, né con la penna, né con l'uniposca, né con cinghiale (il grande pennello). Non si fanno, MIODDIO!, le orecchie alle pagine. Non si usano per sollevare il computer, e neanche per sostenere il materasso. "No che non te lo presto, il mio libro: tu sei un maiale" minacciano e rimproverano i capi retrogradi, e i vari ciccì al seguito fanno sì con la testa. I libri, dice il decano dei radicalscìk, devono restare al loro posto, da contemplare, al massimo da sottolineare con una matita 6H e con un righello. Al limite ci si può scrivere (sempre a matita) nome e anno (giusto per semplificare il lavoro ai posteri quando apriranno il Nachlass e ordineranno le letture dei trapassati) a pagina 3, quella delle dediche.




Ecco. Qui i subissati giovani esuberanti esigono la loro rivincita. Neanche a farlo apposta viene fuori un libro dimenticato, saggiamente sottolineato (a penna, savandir), nelle righe che riportiamo.




"Leggo solo libri usati (...). Leggo gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di un libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d'inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma, ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale". (Erri de Luca, Tre cavalli).

Tiè.


LA FAMIGLIA

lunedì, febbraio 25, 2008

Gianfranco Micciché, ex viceministro del secondo governo Berlusconi, ex presidente dell'ARS, uomo di punta di Forza Italia sicula e nazionale, è un appassionato di internet: non solo si batte perché la Sicilia sia all'avanguardia (...) per ciò che concerne il mondo della rete, ma ha anche un blog nel quale racconta quotidianamente della sua vita personale e politica.
Nelle ultime settimane Micciché ha intessuto un lacerante braccio di ferro all'interno della sua coalizione, perchè voleva a tutti i costi candidarsi come presidente della regione Sicilia: col piccolo problema che Totò Cuffaro, su di lui, aveva imposto un veto insuperabile. Micciché non si è tirato indietro: ha minacciato strappi sensazionali, diceva che sarebbe andato avanti a tutti i costi, checché ne avesse detto Berlusconi, e così via e così via.
Tutto questo io lo so perchè lo raccontava sul suo blog - visitatissimo, peraltro, anche da me.
Noi ci speravamo. Noi elettori siculi di centrosinistra ci auguravamo che non facesse marcia indietro, e che si andasse alle elezioni con 2 candidati per il centro-destra, e solo uno per il centro-sinistra. Purtroppo Gianfranco Micciché ha fatto marcia indietro.
E lo ha spiegato ai suoi fedeli - e dunque anche a noi. Lo ha spiegato sul suo blog. E ha intitolato il suo post: "In prima linea, salite?"

Il post è un capolavoro. Lo riporto quasi integralmente: sottolineandone alcune parti in grassetto, e rosseggiando qualche commento mio, spero di non alterare il senso del post.

"Sono qua, un deluso che ha trovato comunque una strada, insieme al Presidente Berlusconi, per rendere utile alla Sicilia un progetto che sembrerebbe fallito. Partiamo dalla conclusione poi racconto quello che successo [sic]. Sino all’altro ieri ho lottato perchè si capisse che non era così necessario il collegamento con Lombardo colpevole [chiedo scusa una volta per tutte per l'uso criminoso che Micciché fa delle virgole], a mio avviso, di trascinarsi dietro colui che mi aveva minacciato di non farmi candidare [e cioè Totò Cuffaro](e, purtroppo, c’è riuscito) . Quando ho capito che la mia candidatura non sarebbe mai andata in porto con il PdL ho provato insieme a Stefania Prestigiacomo (che ha dimostrato di essere per me come una sorella) [familiare numero 1: la sorella] di lanciare la sua candidatura.
Insieme però, alla fine, abbiamo trovato un muro da non potere abbattere. Mi ha richiamato per l’ennesima volta il Presidente [Silvio Berlusconi: lo si riconosce dal fatto che parla di sé in terza persona] che mi detto una cosa che mi ha convinto: “guarda Gianfranco, io sono convinto che sui numeri hai ragione tu ma siamo arrivati ad un punto in cui, se noi lasciassimo l’MpA, si creerebbe nel Paese la convinzione che Berlusconi perde pezzi e che adesso può perdere le elezioni [qui il Micciché non chiude le virgolette ma sono convinto che avrebbe dovuto]. Io sono uomo di marketing, prima che politico, ed ho capito che era vero [do per scontato che sia Micciché "l'uomo di marketing prima che politico", ma ci ho dovuto pensare un attimo]. Gli ho ribattuto che non potevo permettere comunque di darla vinta a chi mi aveva intimidito e che rappresentava quel metodo clientelare che io volevo abbattere [e cioè Totò Cuffaro]! Mi ha detto che senza il mio OK non avrebbe chiuso ma che a quel punto era già deciso il suo ok a Lombardo [meravigliosa logica berlusconiana: farti pensare che il tuo pensiero abbia un qualche peso pur dichiarandoti che non ne ha. Micciché ci casca perfettamente]. Pensate quanto vale oggi la pressione dei media e dell’opinione pubblica! ma era così [apprezzabile l'afflato favolistico che assume qui la narrazione]. Ormai, non avendo più la speranza di realizzare un sogno, mi sono chiuso con i miei amici più stretti e ho cominciato a pensare cosa fare [gli amici: quelli più stretti sono quasi familiari, in fondo]. Avevo lasciato il Presidente dicendogli che lui doveva chiudere con Lombardo [politichese che anche ai ritaexpressini d'annata richiamerà molte cose, pur nella variante "chiudere con": non significa "farla finita", "tagliare i ponti", bensì "decidersi in maniera definitiva", "concludere per", non ha cioè valenza negativa bensì assolutamente positiva], se riteneva questo inevitabile, ma che io mi sarei sentito libero di fare quello che volevo [eccheccazzo, è o no la casa, pardon, il popolo della libertà?]. Mentre ragionavo sul nostro futuro mi ha ancora richiamato il Presidente ed io ho ancora resistito [bravo Micciché! Forza!]. Poi il Presidente ha chiamato Marcello dell’Utri (che ancora una volta è stato per me come un secondo padre [familiare numero 2: il secondo padre) pregandolo di convincermi a trovare una soluzione positiva. Ci siamo incontrati anche con Stefania [cioè la sorella] e gli altri ragazzi che sono stati quasi un mese con me a Roma, Pippo, Mario, Gaspare, Michele [familiare numero 3? i cugini?], ed abbiamo cominciato a ragionare su cosa fare. Fino a quel momento avevamo rifiutato qualsiasi offerta [bravo Micciché!]. Mi ha richiamato il Presidente [potremmo identificarlo come una sorta di suocero, e dunque familiare numero 4? no è una domanda..], era quasi mezzanotte, e mi ha detto: “se vai da solo farai certo una bella battaglia ideale ma, alla fine, non porterai a casa nessun risultato per la tua Sicilia. Ti chiedo invece di essere, per me, il garante di quel processo di cambiamento e di rafforzamento delle infrastrutture di legalità di cui tu parli sempre. Solo stando insieme a me [attenzione: sembrerebbe un ricatto, ma non lo è, non fraintendete, e soprattutto non scambiate i discorsi di uno statista per chiacchere da caffè] avrai la possibilità di influire realmente sui nomi che costituiranno la prossima giunta di Governo Regionale, potrai garantire un futuro ai tuoi uomini ed offrire un futuro ad una nuova classe dirigente che inizi quel ricambio generazionale che ti sta a cuore!”
Sapevo che accettando avrei deluso tanti di voi e me per primo, ma mi hanno insegnato che quando si ha davanti la certezza di una sconfitta bisogna sapere trasformare i problemi in opportunità [realpolitik, così ci piaci].
Sognavo salire di salire in un altro autobus, accetto di salire su questo ma con il fastidioso ruolo di controllore [ma manco shakespeare! questa è poesia! fine metafora politica!].
[...] Lo so che tanti di voi penseranno che mi sono venduto per una poltrona (qualcuno ha anche guadagnato scommettendo [scommettendo che si vendesse per una poltrona?]) ma voglio dimostrarvi che il mio progetto di rinnovamento e rafforzamento della legalità è vero [Miccimicci! ma noi ti vogliamo bene! stai tranquillo, su..]. Ho detto al Presidente Berlusconi che io oggi sono fortemente condizionato dal mio blog che ha raggiunto livelli di interesse fenomenali [cioè praticamente, miccimicci, se mi metto in contatto col tuo blog mi tieni in considerazione pure a me? grazie micci! ma io ti contatto subito!].
Ho comunicato che presenterò una lista elettorale che rappresenti la tanta gente di centro destra che vuole cambiare il vecchio metodo di una politica fallimentare e vuole gridare la propria voglia di cambiamento [al grido di: "mai più barattare le idee per le poltrone!", I suppose]. Bene, io voglio continuare a stare con voi ed è per questo che vi invito tutti a partecipare a questa lista [io ci sto miccimicci, non ti scordar di me]. Voglio essere sicuro che tanti di voi sono interessati realmente al futuro della nostra Sicilia e allora vi invito alla sfida! voglio una lista che nasca dal blog e si formi nel blog [sì!]! voglio che vi facciate avanti, voglio che alcuni di voi diventino deputati regionali [SI!!miccimicci, SI!!!]. Io ci metterò le risorse per fare conoscere la nostra lista (che non ha ancora un nome e si accettano suggerimenti) [se tipo facciamo che noi siamo quelli che ti seguono, i fedeli del tuo blog, potremmo dire tipo che siamo i tuoi figli putativi (familiare numero 5) ... perchè non chiamiamo la lista GRANDE FAMIGLIA?]. Voglio vedere di che pasta siete fatti. Voglio ricevere centinaia di curricula per iniziare subito le selezioni e voglio con voi iniziare una battaglia che ormai è diventata realtà [ma che è a tipo cococò? ma poi finisce che pigliano i raccomandati! dai micci, conosciamoci di persona!]. Anche dopo la delusione iniziale. Speravamo di iniziare ed avere subito successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata [NOSTRO FIGLIO!!!!NOSTRO E TUO!!! NON SARA' MICA UN INCESTO?(familiare numero 6?)]. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E’ difficile ma aiutiamoci a vincere. YES WE CAN [giuro, non è sarcasmo mio, miccimicci chiude con YES WE CAN, lo slogan di Obama, lo slogan di Uòlter!! E facciamola questa grande famiglia, su!!]"

Gianfranco Micciché


A NOME DEI RIGATTIERI, GRAZIE GIANFRANCO.

una storica giornata, o l'inizio della fine?

martedì, febbraio 19, 2008

skype

sabato, febbraio 16, 2008

giusi: ciao.
capo: ciao.
g.: stamani mi sono operata alla gamba.
c.: ma che dici! ma sei a pisa?
g.: si.
c. ma vero? e perchè ti sei operata?
g.: perchè mi faceva male.
c.: e allora ti sei operata.
g.: mA NULLA DI GRAVE.
c.: ti sei operata per sport
     tanto per
     per non saper né leggere né scrivere
g.: si, io ogni 2 anni, per sicurezza, mi opero al menisco destro.
c.: ma sul serio?
g.: essì. vatti a fidare, con la sanità che c'è oggi. poi ormai fanno tutto in giornata.
c.: eh già. e allora tanto vale operarsi periodicamente, giusto.
g.: pensa che per giugno ho già prenotato il gomito, e a settembre faccio carpo e metacarpo, insieme!
c.: azz! io per ora c'ho solo la rotula a luglio..ma dici che se gli dico che sono amico tuo me lo trovano un buco per dare una controllatina all'alluce? in day hospital, s'intende.
g.: massì, penso di sì. anche perchè ho sentito che per ottobre c'è magra, giusto i soliti tedeschi ma per il resto la gente rimane a casa..
c.: ah, meno male, allora ora telefono.
g.: senti, oggi pomeriggio mi accompagni in sedia a rotelle al sittin contro la 194? m'hanno detto che c'è tutta la gente in.
c.: volentieri, ma guarda che è a favore della 194, che la vogliono togliere. forse.
g.: la vogliono togliere? ma che dici! ma se funziona così bene!
c.: e che te devo dì, dice che non è civile, che ci vuole più sofferenza perchè c'è troppa leggerezza.
g.: e se si limitassero a togliere il day hospital?