illuminazioni

venerdì, marzo 20, 2009

E luce fu.
Ci sono momenti, nell'esistenza di un uomo, in cui l'inatteso irrompe senza tatto alcuno nell'ordine delle cose che credevi immutabile. Tu magari eri in bagno, stavi leggendo qualcosa per ritrovare una concentrazione che fosse anche stimolante, ed ecco che ti ritrovi come sperduto. Ti vengono a saltare i punti di riferimento: quella struttura rassicurante da cui sei costantemente attorniato senza neanche rendertene conto, e che condiziona in maniera discreta ma irrinunciabile la tua vita.
Può succedere, e per fortuna capita raramente ma per fortuna capita, che il contingente si affacci all'improvviso cogliendoti di sorpresa; e allora di colpo ti rendi conto che il mondo cambia, e le cose possono essere considerate da un altro punto di vista, sotto una luce diversa. Oppure senza luce, al buio.
Mercoledì mattina l'EDF ci ha tagliato la luce.
La burocrazia francese ama agire di soppiatto: una mattina arriva, si nasconde dietro la tua porta, senza avvertire, senza far rumore, ZAC!, e ti taglia la luce. Tu li senti: ti avvicini, chiedi spiegazioni, ma loro ti rispondono che devi chiamare un call center, che quello deve aspettare che il tecnico torni a fare rapporto, che passi del tempo per ratificare il tutto, insomma in due secondi ti hanno modificato la consueta partizione del sensibile. Qualcuno direbbe che si tratta di un atto politico. ... .
Tu allora sei costretto a modificare le tue abitudini: ricominci a lavare i piatti, smetti di pulire la casa, smetti di lavarti, butti il brodo di pesce surgelato e anche le pizze finte, ti metti a cucinare due chili di piselli prima che vadano a male, e così via. E ti rendi conto, anche, che le cose non sono poi così malvagie. Scopri ad esempio che candela in francese si dice bougie, e cominci a ricordare che la luce di candela è bellissima (e ripensi a Barry Lindon, e a quanto fosse geniale Kubrick). E ti ritrovi, di sera, tre cretini attorno a un tavolo che in silenzio leggono a lume di candela. E da quant'era che non succedeva, con o senza candele? L'avvento di internet in viarigattieri ha senza dubbio massacrato le pratiche più creative, quelle che nascevano nei momenti in cui non c'era nulla da fare, fuori pioveva, e dovevi inventarti qualcosa tutti insieme per passare il tempo. Il papa, proust, pioggia giù, per dirne solo alcune.
Così due giorni passati al buio possono far ricomparire tout d'un coup cose che pensavi ormai lontane. Ieri, per esempio, una discussione di soli 5 minuti, verso mezzanotte o giù di lì, a partire da 5 candele di dimensioni diverse. (questo è un post che nasce da una foto, una foto che non esiste: scattata e rifiutata dalla mia macchinetta digitale, che ha deciso di defungere, come per lasciare ulteriore spazio all'immaginazione). Due candele di uguali dimensioni, ma a dire la verità bassine, rappresentavano l'uguaglianza di ciascuno con chiunque, la vera democrazia, il comunismo, il regime estetico delle arti, la politica e così via. Due candele di cui una nettamente più alta e l'altra nettamente più bassa, ancorché più alta delle candele comunitarde, rappresentavano il capitalismo, il liberismo, il regime mimetico delle arti, la polizia (e come spiegare il fatto che, nonostante tutta l'ineguaglianza sociale, la candela più bassa nel capitalismo fosse comunque più alta di quella egualitaria del comunismo? problema grave e serio). Quinta candela, quella solipsista: si faceva i cazzi suoi, ed era a mezza altezza rispetto alle altre.
Ma qual era la candela più felice?

"Attrazione gay" è il problema dell'anatra blu

venerdì, marzo 13, 2009

Rischia l'estinzione. In Inghilterra stanno tentando l'accoppiamento fra uno dei maschi rimasti e l'unico esemplare femmina. Ma Ben e Jerry tubano fra loro

Lei si chiama Cherry, ed è l'unica femmina di anatra blu presente nel Regno Unito. Poi ci sono Ben e Jerry, gli ultimi due esemplari maschi appartenenti alla stessa specie. Il trio di questi uccelli in via di estinzione è ospitato in un santuario del West Sussex, dove, da tempo, si sta cercando di evitare che questa specie scompaia definitivamente dal Paese. Peccato che i due maschi facciano sempre più coppia fissa tra di loro, ignorando di fatto Cherry. E, soprattutto, rifiutandosi di accoppiarsi con lei. "Un caso tutt'altro che raro. E' probabile che i due maschi abbiano vissuto un trauma d'identità", commenta il direttore scientifico del Bioparco di Roma, Fulvio Fraticelli. E così, il destino dell'anatra blu, che è originaria e residente nella Nuova Zelanda, sembra essere segnato, almeno per quanto riguarda la Gran Bretagna.

Teatro di questo mancato triangolo amoroso è l'Arundel Wetland Centre, dove si è cercato, a più riprese, di far interagire i due maschi con Cherry. Il primo a venirle presentato, nel recinto in cui vive, è stato Ben. Ma tra i due non è scoccata alcuna scintilla. Niente tentativi di accoppiamento, e neanche un vaghissimo approccio: la mancata intesa era palese. A quel punto è stato portato al cospetto di Cherry il secondo maschio, Jerry, ospitato fino ad allora in un altro santuario degli uccelli, a Londra. La prima reazione, da parte di Cherry, è stata esaltante, visto che ha da subito mostrato interesse nei confronti del suo nuovo ospite. "Gli si avvicinava, e lo chiamava, proprio come quando ci si vuole accoppiare", racconta uno dei responsabili della struttura. Peccato che quelle attenzioni non fossero affatto corrisposte.

Ma la sorpresa doveva ancora arrivare. Quando, infatti, gli esperti del Wetland Centre hanno deciso di far incontrare anche i due maschi, questi hanno da subito iniziato a fare coppia fissa. "Inizialmente li avevamo messi in gabbie separate. Non volevamo che potessero influire sull'eventuale accoppiamento con la femmina. Ma visto che nessuno dei due era interessato a Cherry, li abbiamo collocati nello stesso recinto - ha spiegato il guardiano Paul Stevens ai giornali inglesi - Da quel momento sono diventati inseparabili, e si comportano, tra di loro, come farebbe un maschio con la femmina. E' evidente che si piacciano".

E Cherry? Non sembra troppo preoccupata, e trascorre buona parte del tempo per conto suo. Al Wetland Centre sembrano ormai essersi rassegnati, anche perché è difficile che i due maschi possano cambiare il loro atteggiamento. "Quando non c'è risposta nei confronti della femmina - sottolinea il direttore scientifico del Bioparco di Roma, Fraticelli - c'è ben poco da fare". Tra le cause di questo comportamento, sottolinea l'esperto, il modo in cui sono stati cresciuti da piccoli: "Si può trattare di un problema di imprinting. Trentadue ore dalla nascita, gli anatidi si identificano con un oggetto o un essere vivente che vedono intorno a loro. Se, ad esempio, sono stati allevati in un'incubatrice, potrebbe identificarsi con l'uomo. Questo processo può causare dei traumi di identità. Ciò avviene anche quando i maschi sono stati allevati insieme".

E che l'omosessualità interessi anche il mondo animale non è una novità: basti citare la classifica, stilata da un gruppo di etologi, delle specie che mostrano comportamenti sessuali sganciati dal bisogno di procreare, quindi con esemplari dello stesso sesso (in cima alla lista si piazzarono i bisonti, seguiti da trichechi e scimmie). "Comportamenti spesso risposta a stress o convivenza forzata", fanno notare gli esperti.

fonte: repubblica.it

Guida, femminile di guido.

martedì, marzo 10, 2009

Teso, inteso.

Flash News: Nuclear Warning!!!

venerdì, febbraio 27, 2009


"I primi quattro impianti previsti dall'intesa Italia-Francia copriranno circa il 10-12% del fabbisogno energetico nazionale, contro l'obiettivo del 25% del governo. Dove saranno gli altri? L'identikit del "sito ideale" è facile: deve essere vicino all'acqua, preferibilmente al mare, immune da rischi sismici e naturali, non lontano da un elettrodotto e da un porto, visto che molti dei componenti delle centrali arrivano pre-assemblati con dimensioni importanti via-mare. L'Enel una ventina d'anni fa aveva stilato un elenco di candidature che comprendeva un'altra area in Lombardia tra San Benedetto Po e Viadana , il delta del Po, un paio di località in Puglia, Avetrana e Carovigno, la Sicilia sud-orientale e l'isola di Pianosa . E Scanzano Ionico in Basilicata era stato indicato come luogo ideale per lo smaltimento delle scorie. Un elenco che conserva ancora una certa attualità."
(fonte: la Repubblica)

Siamo tutti con AmicòFra. 
Siamo tutti di Carovigno.

Pendaison de crémaillère

mercoledì, febbraio 18, 2009

Mesdames et Messieurs,
Cheres amies et chers amis du 78 Félix Faure,
Bonjour à tous!

Nous sommes les nouveaux locataires du troisième étage (porte à gauche); nous vous écrivons pour vous informer du fait que vendredi soir on va inviter quelques amis pour une petite f
ête d'inauguration. Nous ésperons de ne pas vous trop déranger.
Si quelqu'un a envie de boire un verre avec nous il est naturellement bienvenu.

Cordialement,

cobe, cofe, cani, còin

News from Boo C. Cow

lunedì, febbraio 09, 2009

  • allarme allarme, il nuovo blog di Amicofra ci sta rubando tutti i lettori, si richiede uno sforzo di attenzione anche sui vecchi rigattieri, altrimenti saremo costretti a rubare le strepitose invenzioni letterarie di Amicofra (citando la fonte, bien sur) e postarle qui;

  • la casa è un forno, e si attende con trepidazione l'arrivo degli altri due conquilini, ché bisogna fare le pulizie;

  • ciccì è partito, portandosi dentro un pezzo di bucicò (la chiave, notamment), e lasciando un vuoto nel mio lettone - e due cuscini;

  • cobe e io non vediamo l'ora di riabbracciare il parmigiano e il caffé e la caffettiera grande che cani e cofe ci porteranno sabato prossimo venturo (oltre a qualche altra sorpresina);

  • ci piacerebbe avere notizie dai rigattieri vari e amici che da tempo non frequentano questo blog: siete sempre i benvenuti, e forse senza di voi rischiamo di soffocare;

  • l'altra mattina ci siamo svegliati e la pizzeria romanella, che sbaglia tutti i nomi di tutti i piatti italiani e nella quale dunque per quanto mi riguarda non metterò mai piede, era così:


abbucicò

ubu!

venerdì, gennaio 30, 2009

Festeggiamo tutti insieme gli amici Sacchi per la gioia della consegna del premio speciale ubu 2008 con la seguente motivazione:

I Sacchi di Sabbia, per il complesso di un'attività caratterizzata dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell'avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata.




Paris nous appartient

martedì, gennaio 20, 2009

Siamo veramente onorati di ospitare su Viarigattieri un post attesissimo da mesi, simbolo del déménagement che è tuttora in corso nella vita dei rigattieri. Aprendoci ai segreti di una Parigi che ci apprestiamo a conoscere, Silvia K. e Arnò sanciscono con questo post un'apertura internazionale del blog che da troppo tempo era richiesta dal nostro pubblico internazionale. Li ringraziamo veramente tanto per la promessa, per averla rispettata e per l'impegno che ci hanno messo, dimostrando un attaccamento a questo nostro spazio che veramente veramente quasi ci commuove.

Chers Rigatieriens que l'on rencontre boulevard Saint-Michel alors que la vie parisienne nous oblige à courir pour un RDV (les français adorent sigles et abréviations) quasiment manqué,

Comme convenu nous vous envoyons une liste des endroits qui nous plaisent le plus à Paris pour manger et boire, avec des commentaires, et une espèce d'itinéraire spatio-temporel, que nous espérons vous feront penser à nous.

Comme Arnaud est quand même un peu geek, on vous a fait un bonus, allez voir ici:


JANVIER: Pour bien faire semblant d'etre venus à Paris pour ses renommées universités, nous vous conseillons de commencer au Quartier Latin. Un des milliers de thés à "LA FOURMI AILEE", tout près de la renommée libairie anglaise Shakespeare&Co, est ce qui vous fera sentir bien a l'aise dans l'ambiance du quartier. Très recommandés, les gateaux. Pas de restos pour le premier mois: il y a encore les repas de Noel à digérer, mais si vraiment vous avez très faim, allez au REFLET, qui n'est pas très loin: plat à six euros, minimum, vin pas très cher, au milieu des cinémas les plus intellos de la ville. Vous n'en avez pas assez? Allez au MELOCOTON (c'est mieux pendant l'happy hour, en fait...) ou au Bar des Artistes. Envie de Jazz? Tous les soirs après 10h concerts gratuits au CAVEAU DES OUBLIETTES, ancienne prison: à remarquer les inscriptions sur les murs qui datent du XVII siècle.

FEVRIER: Vous avez bien digéré les repas de Noel et il fait froid: il faut des calories! Allez à la PATISSERIE VIENNOISE, un endroit "only for girls" avec un énorme choix de gateaux. Si vous n'êtes pas rassaisiés, CHEZ GLADINE est la meilleure adresse, resto basque à se lécher les moustaches! After dinner, pour les fumeurs: un bon endroit avec terrasse réchauffée, qui ne marche pas vraiment, est LA PETITE PORTE, surtout pour le vin.

MARS: quoi de mieux pour fêter le printemps qu'un rouleau de printemps(attention: le rouleau de printemps n'est pas l'involtino primavera!!!)? Le resto le moins cher de paris c'est un resto chinois pas loin du Panthéon: LA MURAILLE DU PHENIX (menu à moins de 6 euros !!!!!) N'oubliez pas de demander de l'eau municipale! En ayant fait des économies pour la bouffe vous pouvez vous concéder un endroit plus classe pour boire un coup parmi les Germanoprésiens, CHEZ GEORGES, ou à LA RHUMERIE, ou, si les économies ne sont tout de meme pas suffisantes, au 10BAR, où le pichet de sangria est assez bon marché.

AVRIL: Il faut commencer à sortir un peu plus souvent, et non pas rester tout le temps à la maison à ecouter Brassens: GALERIE 88, un bon endroit pour le midi, des bonnes salades, des bo-bo autour, la Seine devant vous....mais si vous avez envie d'Orient, allez découvrir les japonais de la Rue Sainte Anne, surtout ceux qui font les méga-soupes: ça change du sushi (que vous ne trouverez d'ailleurs pas là-bas)!
Pour ceux qui se sentent un peu plus jeunes, des bons rock-pubs sont le TRUSKEL (la moyenne d'age n'est pas très elevée mais la musique est bonne) ou le POP-IN (plus de notre génération en fait). Le summum c'est la FLECHE D'or: concerts gratuits, espaces assez grands audessus d'un ancien chemin de fer...

MAI: Les parisiens découvrent le beau temps et organisent des piques-niques sur les bords de la Seine. Ne vous laissez pas distraire par ces loisirs frivoles, il faut continuer votre tour!
Nous vous conseillons le canal St Martin, en particulier L'ATMOSPHERE, ou LE POINT EPHEMERE, ce dernier en particulier organise souvent soirées et concerts. Pas loin non plus vous pouvez aller faire un tour à LA CARAVANE. Si vous en avez marre de BOs-BOs et vous voulez manger un bon tartare revenez vers St Germain des Près au CHAI de L'ABBAYE, un peu reuch (les français adorent le verlan), quand meme...

JUIN: Vous en avez marre des escargots, de la baguette, et des francais: mangez vietnamien!! PARIS-HANOI, rue de Charonne, s'il n'y a pas la queue...ou indien au MADRAS CAFE (ne ratez pas les magasins indiens dans la rue!), assez cheap. Pour le soir, nous vous conseillons LE LECHE VIN, les photos de Jésus et de la Vièrge qui le decorent font pendant avec les images ultra porno que l'on trouve aux toilettes!

JUILLET: Vous n'aimez pas le 14 Juillet et pour vous démarquer de la foule vous voulez manger un bon hamburger: BREAKFAST IN AMERICA (il y en a même deux) un vrai diner avec serveuses anglo-saxonnes. Une autre bonne adresse c'est le TRIBAL, où certains soirs il y a aussi à bouffer gratos (couscous ou moules-frites, se renseigner pour savoir quels soirs)

AOUT: toutes les bibliothèques sont fermées, reste seulement la BNF. Quoi de mieux qu'un verre de vin en sortant du travail? Restez sur les bords de Seine au même niveu que la bibliothèque: il y a un très bon coin pour des apéros faits maisons et on peut même allez pisser au BATOFAR, qui est juste à coté!! (here again mostly for girls :-), les hommes n'ayant pas ce problème )

DE SEPTEMBRE JUSQU'A LA FIN DE L'ANNEE : finie la glande, il faut bosser ..... en tous cas ne comptez pas sur nous pour vous fournir une bonne excuse :P.

Silvia K. ed Arnò

Le due torri

venerdì, gennaio 16, 2009



Il vostro aff.mo Stagista reca un grande annuncio alla comunità di Via Rigattieri (ormai non più distinguibile in casa-fuori casa; nazionale-in esilio; qui è un gran casino).


Nonostante la perdita della storica magione pisana e la conseguente diaspora, i nostri sommi tenutari hanno mantenuto fede al progetto di potere originario:
“mandiamo avanti Happy e poi si divide la torta”



Il geniale piano si era apparentemente fermato per più di un anno. Ma era solo una fase tattica di preparazione a una nuova mossa. Le trame infatti continuavano a essere intrecciate, tra Palermo, Roma, gli USA, Parigi e Milano.
E infine, il meccanismo è scattato all’alba del 2009, guarda caso dopo una riunione natalizia nella Pisa tanto amata..

Siamo così lieti di annunciarvi che i Rigattieri, per tramite dell’ormai famigerato Stagista, sono entrati nella Casa di Segrate!


Il moloch dell’editoria italiana...
Seguiranno a breve comunicazioni al mercato azionario.


segue breve resoconto, tratto da giornivariabili

Il primo giorno del nuovo lavoro è coinciso, ma che fortuna, con una bufera di neve come da anni non se ne vedevano più, da queste parti, nella capitale amorale d’Italia.
Mettersi in viaggio era da annoverarsi tra le azioni più idiote possibili (insieme a: prendere la tessera del PD con sottoscrizione a sessantacinque euri, sostenere la riforma dell’istruzione gelminica, credere nell’assunzione un giorno, guidare senza i pneumatici da neve).
Quando alla fine la navetta ha imboccato il raccordo d’ingresso dalla statale, la grigia Cattedrale appariva come acquarellata, nel flusso diagonale e pastoso della neve.
L’accesso è suddiviso in due “torri”: la torre nord, vulgata e collettiva; la torre sud, invece, schivata con pudore dai più, è riservata al Vertice (che, anche semanticamente, individua solo la vaga estremità di un corpo solido).
L’ascensore si ferma al quinto piano, l’ultimo. Aria silenziosa, quasi totale assenza di rumore. Come del resto gli altri piani, anche questo è circondato da pareti vetrate e si trova annidato proprio sotto le volte degli archi di cemento. La vista da un lato guarda alla triste periferia in direzione Crema, dall’altro allo specchio gelato dell’Idroscalo.
Guasto alla linea 2 della metro, treni in ritardo o paralizzati, assenza di mezzi di superficie, macchine che scodavano impazzite: la meta era più un paradosso concettuale che un luogo da raggiungere e, nonostante ora mi trovi all’interno, resta quell’identica impressione di guardare tutto da lontano.

paris. numero 1.

lunedì, gennaio 05, 2009

Bonsoir à tout le monde!
Vi scriviamo da Rue de Pot de Fer, casa di Bettì, già rinominata da mesi Rue Rigattierì, comme vous savez dejà. Il trasferimento di molta rigattieraggine à Paris mi fa ben sperare per il titolo di questo post, numero un, che significa che ce ne saranno tanti altri (e che non sarò l'unico a scrivere - nota polemica - nel caso in cui non si fosse inteso - trattino - ih ih ih).

(nota rivolta in particolare a silvia k e ad arnò, che settimane fa ci promisero di introdurci alla parigi cool - ancora aspettiamo).

tre comunicazioni, rapide ma intense:

1. A Paris ci sono circa 0 gradi, di sicuro è piena di neve e continua a nevicare. Sarebbe stato spettacolare oggi guardare attentamente il Pantheon pieno di neve, se non fossi stato troppo attento a provare a non scivolare e contemporaneamente a trascinare due valigioni enormi.

2. Dopo aver pulito a fondo casa di Bettì, ci siamo diretti verso casa di Bush, momentaneamente senza luce. Zona bellissima (Gobelins), casa un po' buia ma assai graziosa. Divertente per i vicini dev'essere stata la scena di vedere me e Bettì, con fare losco, zuccotto da topo d'appartamento e lucina del cellulare diretta verso il contatore della luce, a porta spalancata, a trascrivere numerini con la fretta di chi ha qualcosa da nascondere.

3. Di ritorno da casa di Bush, che evidentemente vive in zona cool ma quasi direi più cool di Bettì, incontro con la cognata del nostro premier, la mai troppo rinomata attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi. Baci, abbracci, "ma tu che ci fai qui", "ma cose da pazzi", le solite cose insomma. Certo anche incontrare su sorella non ci sarebbe dispiaciuto.

Dopo un doveroso pranzo a crêpes in Rue Mouffetard (di questo si parla, ssiòre e ssiòri), ci attende un pariginissimo brodino con la pastina per cena, ché si fa economia noi, e una serata di ricerca di case. ma forse anche un cinemino ce lo possiamo permettere...

baci e abbracci, e raccontateci di voi, che qui è una noia inimmaginabile, tanto che abbiamo inventato due neologismi: "fanfezione, fanfe", e "ènguardabile, èngua".


dèste

martedì, dicembre 30, 2008


ho dèsterizzato viarigattieri

tre prove dell'inesistenza di babbo natale

giovedì, dicembre 25, 2008

l'altro ieri, passeggiando per via notarbartolo, i miei nipoti mi hanno fornito 3 argomenti a sostegno dell'inesistenza di babbo natale. li propongo alla vostra attenzione:

1) le renne non volano. non esistono animali senza ali che possano volare, e talvolta anche quelli con le ali non volano (vedi gallina).

2) babbo natale è da solo, e per pensare a tutti i regali di tutti i bambini dovrebbe avere i poteri magici. ma se lui avesse i poteri magici dovremmo averceli tutti, visto che non è possibile che uno ce li abbia e gli altri no. (escluso gesù, ovviamente).

3) babbo natale non esiste.

i razionalisti più ottusi potrebbero pensare che l'ultimo dei tre argomenti sia una petitio principii, ma i miei nipoti mi assicurano che è il loro argomento più forte. e io ci credo.

la tombola di natale dei rigattieri

martedì, dicembre 16, 2008


forse non ci eravamo spiegati per bene, sulle innovazioni di questo pranzo di natale duemilassséi+2.
una grande tombola, in cui sarà in palio LA STORIA DI VIARIGATTIERI. la nostra e la vostra storia. (nel senso che molto anche di VOSTRO sarà un premio della tombola).
accorrete numerosi, all'ultimo grande evento di questa grande storia!


viarigattieri. stay tuned.



la sfida inizia già qui. prova a riconoscere la posta in palio, e avrai in omaggio un simpatico cadò.

pranzo di natale, edizione 2008

giovedì, dicembre 11, 2008

CARI SUBORDINATI,
utenti con password o meri lettori,
salute!


è a voi che mi rivolgo, in qualità di capo magno, suprema entità metà fisica di questo onoratissimo blog, per effettuare finalmente la comunicazione ufficiale di quello che da quattro anni a questa parte è uno degli eventi più importanti della città di pisa e d'europa tutta: il PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI.

Celebrazione la cui storia è rintracciabile nell'archivio stesso di queste pagine, e che dunque non ha bisogno di essere illustrata altrimenti: bando alle ciance, si giunga al sodo di alcune rilevanti novità.


2008, ANNO DI CAMBIAMENTI diceva Nostradamus: e in effetti, qualche cambiamento c'è, c'è stato, e ad altri cambiamenti prelude questo pranzo di natale, che riveste dunque particolare importanza all'interno della storia ultima recente.


COMUNICAZIONE PRIMARIA: IL PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI NON AVRA' LUOGO IN VIARIGATTIERI, pur mantenendo lo spirito e le lucine dell'iniziativa. La dimostrazione che un luogo fisico non è altro che ricettacolo di polvere e calcinacci, e che lo spirito non è riconducibile ad essi, sarà data dalla massiccia affluenza di voi subordinati, già annunciata da happy su queste pagine, che vedrà a questo pranzo di natale partecipazioni da all over the world, da parigi a chicago, da roma a berlino, da lizzano ad arese (e non escludiamo sorprese: za-zà!).


COMUNICAZIONE SECONDARIA: IL PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI AVRA' LUOGO IN CASA DI VON TROTTA IN VIA CORRIDONI, che essendo una rigattiera ad honorem ha pensato già da tempo di mettere a disposizione la sua casa per non interrompere la tradizione di una manifestazione che è andata crescendo negli anni, contro ogni vento di crisi, contro le aspettative della politica, per una sana e onesta gestione delle risorse. ONORE E GLORIA A VON TROTTA E COMPAGNO.


COMUNICAZIONE TERZIARIA (e qui mi fermo, perchè non so come si vada avanti: quartiaria?): IL PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI EDIZIONE 2008 INTRODUCE GRANDI NOVITA', in termini musicali a noi più propri potremmo dire variazioni sul tema, a partire dalla grande TOMBOLA DI NATALE 2008, con in premio reliquie, polvere e calcinacci dell'autentica viarigattieri! per non parlare di una serie di altre iniziative che potrete scoprire solo con i vostri occhi. accorrete subordinati, accorrete!


Il regolamento è quello di sempre: ognuno per sé e dio per tutti. no, non proprio: ogn'invitato avrà il piacere di offrire agli altri invitati un saggio della sua sapienza culinaria (pena il rischio di nomea d'insipido), o della sua passione etilica, e di consumare insieme a tutti gli altri in una grande atmosfera di festa. pare che sia atteso anche il famoso tacchino che ha mangiato l'anatra che ha mangiato un cardellino, IN QUALITA' DI INVITATO PERO', fate attenzione. ragioni di ordine pratico, al fine di organizzare le masse, impongono che sia cosa graziosa e gradita comunicare la propria adesione al PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI 2008 al solito indirizzo e-mail del nostro blog (rigattierivia@libero.it), per indicare quanti siete e cosa portate (no fiorini). CHE NESSUNO ATTENDA INVITI PERSONALI, QUESTO E' L'INVITO UFFICIALE AL GRANDE PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI: se stai leggendo vuol dire che probabilmente sei il benvenuto.

aggiungo solo che il TEMA del pranzo di natale di quest'anno, sulla base del quale ogni invitato potrà sbizzarrirsi come meglio crede, sarà l'ESILIO.

IL 19 DICEMBRE 2008, INTORNO ALLE ORE 13, VIENI ANCHE TU AL GRANDE PRANZO DI NATALE DI VIARIGATTIERI "IN ESILIO" 2008!

cordialità,

il capo

vento e sanità

domenica, novembre 30, 2008


In America ti può succedere di essere sfortunatamente, o per tua fortuna (dipende dai punti di vista), l'unica testimone di una scena davvero divertente; talmente divertente che, mentre te la stai godendo, già cominci a sentire la voce del capo che ti fischia nelle orecchie e che ti avverte che se non scrivi qualcosa a riguardo sul blog sei davvero un'ingrata e che quindi questa volta non potrai dire "m'abbutta!!!".
Anche questo sabato mattina sono andata al mio corso di inglese che si tiene ogni sabato alle dieci e dura tre ore (una condanna si potrebbe dire). I corsi di inglese in america sono generalmente popolati di "cacariso" (come mi è stato insegnato a chiamarli al mio arrivo…) poco comunicativi (coreani, cinesi, giapponesi, vietnamiti), e di una buona percentuale di latinoamericani logorroici, messicani perlopiù.
Per il primo mese del corso sono stata l'unica italiana.
Il secondo mese decide di intraprendere “l'esperienza del corso di inglese” anche un italianissimo rigattiere assiduo scrittore di post e direi tra i più celebri e nominati del blog, al quale vengono attribuiti i post anche quando non è lui a scriverli.
Ci accordiamo però, io e lui, di sederci sempre distanti e di non parlare mai tra di noi, quasi quasi all'inizio facendo finta di non conoscerci.
Così in america mi è capitato un po' per caso di trovarmi ogni sabato mattina nella stessa aula insieme ad ilfe (che faccio finta di non conoscere), latinoamericani logorroici e cacariso asociali.
Questa mattina Jim, il "robusto" e un po' sad insegnante di inglese (tra le prime persone di cui mi sono innamorata in america), ci ha fatto fare un divertente giochetto: ognuno doveva scrivere alla lavagna nella propria lingua qualche proverbio e poi tradurlo e spiegarlo agli altri in inglese. I proverbi presentati erano tra i più vari: quelli vietnamiti e giapponesi che non sembravano granché sensati (ma bellini scritti con gli ideogrammi), un paio turchi e poi quelli spagnoli che invece avevano più senso e corrispondevano ai nostri, come per esempio "chi dorme non piglia pesci". Il giochetto era anche divertente perché si riconoscevano i proverbi corrispondenti nelle diverse lingue e si faceva lo scambio cul-turale.
Ad un certo punto arriva il turno del nostro eroe.
Ilfe si alza dal suo posto con molta serietà, prende il pennarello in mano, va alla lavagna e comincia a scrivere i suoi tre proverbi (forse preferiti). Parte con il primo:
"IN TEMPO DI CARESTIA OGNI BUCO E' GALLERIA!". Ilfe cerca di spiegarlo, anzi, lo spiega senza apparenti ostacoli argomentando bene in inglese e rivolgendosi al coreano con gli occhiali sbigottito che non capiva nulla (io ridevo tantissimo e non ci potevo credere); il messicano capisce qualcosa e ride anche lui; jim non ride e imbarazzato cerca di trovare un corrispettivo proverbio in inglese. Ilfe vigoroso sbattacchia il pennarello come uno che sta insegnando l'alfabeto a un bambino a scuola. Quando gli sembra di aver esaurito la spiegazione ecco che arriva il secondo proverbio:
"QUANDO LA BOCCA PRENDE E IL CULO RENDE, SI VA IN CULO ALLE MEDICINE E A CHI LE VENDE". Questo è un po' più complicato, nessuno capisce bene e nemmeno io, ma ilfe traduce, eccome se traduce, e io rido a crepapelle con la voce del papà-capo nelle orecchie "pavi il post, pavi!!!" Un po' noncurante del fatto che il coreano e il giappo non capiscono nulla, ilfe è impaziente di arrivare alla fine: ilfe vuole rendere partecipi tutti, ma proprio tutti (cacariso e messicani di ogni sorta) del suo cavallo di battaglia, della sua rivendicazione più agguerrita, forse della sua metafora di vita o comunque della sua frase più, oserei dire, performativa (!!). E glorioso scrive di gran carriera:
"VENTO DI CULO, SANITA' DI CORPO!"
E via con la traduzione, la perifrasi, il significato, il senso della metafora, la soddisfazione profonda....Questa metafora di vita viene capita un po' di più, la vietnamita lancia un timido sorriso, la messicana logorroica qualche gridolino, il coreano si lancia in traduzioni nella sua lingua!!! Ilfe è talmente glorioso che nemmeno ride. No, non ride, è serio nella sua presentazione, come sono piuttosto seri tutti i partecipanti del gioco tranne me che rido abuso con le mani nei capelli. Finita la spiegazione dei suoi proverbi preferiti ilfe abbassa il pennarello e jim lo manda al posto con il timido applauso dei presenti che forse ben poco avevano capito ma qualcosa d'ilfesco avevano colto. Il nostro eroe se ne torna così al banco da vincitore, con il suo sorriso da gatto beffardo che ha finalmente spiegato il suo alfabeto.

Questo post è da intendersi in due modi: 1) una testimonianza davvero divertente sul gestirsi di un rigattiereviareggino fuori dal suo habitat. 2) Un significativo contributo all'eliminazione della musichettachefafarefiguredimerdainbiblioteca. per questa campagna anche cpfemmina arriva a scomodarsi!!! a bientot

PUBLIC SERVICE ANNOUNCEMENT: DARIO HAS A SUPERMEGA CAR

sabato, novembre 29, 2008






"My friend Dario has a super mega car


Drives too fast, drives too flash

The noise the wheels make screeching on the tarmac

Echoes in his head, then echoes in his pants



My friend Dario has a super mega car

Drives too fast, drives too flash

Doesn't care about a crash



Dario knows it's prohibited,

You either drive or either drink

But he can't resist the pleasure

To down a bottle before a trip



My friend Dario has a super mega car

Drives too fast, drives too flash

Doesn't care about a crash"


I Rigattieri che vennero dal freddo

giovedì, novembre 27, 2008






Tempo: 27 novembre 2008, mattina

Luogo: ufficio Happy, Milano (nascosto in bagno) - ufficio Capo (??!!), Cosenza



Capo: Happy.

Happy: Ciao Capo, come stai?

Capo: Bene, bene, che stai facéndo..

Happy: Ho finito con la rassegna stampa, e tu?

Capo: Sono a Cosenza. Mi sto preparando. Devo andare in ufficio. (sono le 10.30, ndr)

Happy: Ah, capisco. Senti, devo dirti due cose: 1) Maciste è tornato all'asilo (aveva contratto il citomegalovirus, ndr); 2) mi sa che vengo a Pisa!

Capo: Vero? E quando?

Happy: Mah, pensavo verso il 17, giù di lì.. Che dici? Sei contento?

Capo: Sì, ma non ti posso ospitare.

Happy: ...

Capo: Comunque fai bene.

Happy: Perchè? Chi c'è?

Capo: Eh.. tutti, torneranno da tutte le parti.. America, Parigi, Roma, Berlino...

Happy: Incredibile!! Tornano tutti!!



Già, cari lettori e cari Rigattieri,

TORNERANNO TUTTI



...prossimamente...

Una grande produzione
Via Rigattieri Productions

stay tuned

post di servizio.

mercoledì, novembre 26, 2008

Questo è un post che serve a qualcosa. Non è uno di quei post che scrivi perché hai qualcosa da dire di divertente, serio o encre. Non è neanche uno di quei post che scrivi perché il capo ti scrive sms minatori minacciandoti di toglierti l'account se non scrivi un post, e quanto sei stronzo se non scrivi un post, ava'.
Questo è uno strano post, un post di servizio, che serve e fa qualcosa di immediato. Questo è un post che non ha bisogno di essere letto per servire a qualcosa, infatti. Non ha bisogno di lettori muti o commentatori assetati per potersi dire pienamente riuscito, e non sarà dal piacere di chi legge che l'autore troverà soddisfazione. Ciononostante, quasi in una sorta di altruismo involontario o un piacevole effetto indesiderato, questo post finisce per far piacere anche ai lettori perché il suo servizio è di primaria importanza.
Questo è un post che ha una missione, un post missionario, di quelli che magari non rientreranno nelle pagine della storia dei post di viarigattieri, ma sarà ugualmente servito alla grandezza della stessa o almeno alla sua continuità.

Questo è il post che punta alla salvezza di questo blog, con piccoli mezzi, giocando a essere prolisso. Questo è il post che ritarda la scrittura, rallenta la lettura, ma allunga e velocizza il tempo necessario alla salvezza di questo blog.

Grazie a questo post, forse, si contribuirà a eliminare la musica d'er piotta dalla prima pagina di questo blog.

DF.

PS: che poi, in realtà, credo che il problema sia risolvibili dalle impostazioni, scegliendo il numero di post visualizzabili per pagina, ma siccome il capo dice che bisogna essere forti e non usare i mezzucci....
PPS: io però alla playstation quando ero ragazzino usavo sempre i trucchi che mi passavano i compagni di classe, quelli per avere più vite o vedere il livello segreto etc.

lezione ventuno

domenica, novembre 23, 2008

mettiamo carne al fuoco, che non ne posso più ne di questa storia di f.c., né della canzoncina ecc.

volevo fare una recensione non autorizzata di Lezione ventuno, di Alessandro Baricco, che ho visto ieri all'arsenale. senza argomentazioni, perchè che palle. e anche perchè ho visto ieri su youtube un video di nanni moretti a 24 anni che discuteva con(tro) Monicelli e gli ho invidiato una carica vitale e una freschezza di idee che sento mancarmi. accidenti (a me, non a lui).

t'è piaciuto Lezione ventuno di baricco? più no che si.

e perchè? vaffanculo.

ok, allora cosa vuoi dirci? beh che un po' mi ricordava tim burton, per certe cose visionarie, e forse è un aspetto apprezzabile del film. però a me le cose visionarie non è che mi piacciano troppo, sono mio malgrado un realista, e quindi le stesse cose che capisco si possano apprezzare a me non mi piacciono. è il motivo per cui ad esempio a fellini preferisco rohmer.

beh però come primo film, baricco ha dimostrato grandi doti, o no? forse. certo quel bambino alla harry potter era un po' locco. direi che sì, se l'è cavata col mezzo cinematografico (che non è detto che possedesse, che non è cosa da tutti), dopodiché è un film che in fondo mi ha annoiato.

tutto? la ringrazio di offrirmi la possibilità di precisare questo mio pensiero. no, non tutto. baricco ha una dote straordinaria, innegabile secondo me (e ovviamente negabilissima): è un grandioso affabulatore. mi ricordo quando, ai tempi del totem con vacis, stefania rocca, eugenio allegri trasmesso su rai2 quando ero al liceo, parlava credo sulle note del guglielmo tell di rossini (se rossini ha fatto un guglielmo tell). o raccontava hubert selby jr, o gadda, o qualcos'altro. ipnotico, per me. e questa cosa l'ho ritrovata nella parte centrale del film, l'unica non noiosa: quando racconta cosa Beethoven volesse fare con la sua Nona sinfonia. alternare le musiche al racconto della lotta, della vecchiaia e così via è la parte che più mi ha coinvolto.

ritiene questo un pensiero sul film di baricco, di qualche interesse per qualcuno? no, sennò ci scrivevo una recensione.

e quindi? boh.

ah. eh.

cosa le manca di più, da spettatore? vorrei vedere cose nuove, clamorosamente nuove. credo che quando sono apparsi, i film della nouvelle vague, di moretti, di ciprì e maresco, di mille altri ma non stiamo qua a fare un elenco, checché se ne pensasse, fossero clamorosamente nuovi. e insieme freschi. alcuni più freschi di altri, ovviamente. non ricordo quale sia l'ultimo film fresco che ho visto. ma mi piacerebbe respirare di più al cinema.

vada a fare una passeggiata, allora. vado. anzi no, m'abbutta, forse mangio.


p.s. il professore del film è chiaramente orlando.

la scomparsa della cronogeolocalizzazione

venerdì, novembre 21, 2008

si stava ragionando, no?
c'era stato un grande post di sisì, in cui facevamo un nome che forse non bisognava fare.
personaggi scomodi, i rigattieri, si sa. (sisì)

e allora ecco un commento fuori dal comune, ma proprio fuori anche dalla regione e dalla nazione: un commento ammeri'ano.
a nome dell'innominabile.

ne nasce una querelle: che potrete ritrovare nei commenti al post precedente.
saggiamente giocandolo invita a consultare la cronogeolocalizzazione. a me piace un sacco controllare la cronogeolocalizzazione. anche solo parlare di cronogeolocalizzazione. mi do un tono. anche se sono da solo.

dicevo: saggiamente giocandolo invita a consultare la cronogeolocalizzazione, cosa che io mi appresto a fare.
non sapevo che cosa mi stesse aspettando.
ecco lo spettacolo sconcertante che mi si è presentato.





dov'era finito il solito rassicurante tasto che compare tra i link e l'archivio? il tasto della cronogeolocalizzazione? SCOMPARSO.
primo segnale inquietante.
"ma chissà cosa sarà successo...ma come mai...oppoffarbacco..." dico tra me e me, come si usa nei racconti, per manifestare lo stupore dell'attante.


ma si sa (sisì) che i rigattieri mica si danno per vinti.


comincia quindi la ricerca.
e ricerca, ricerca, ricerca (NO ALLA 133 - QUESTA E' UNA PUBBLICITA' NEANCHE TROPPO OCCULTA, USARE CON CAUTELA), e ricerca ricerca ricerca, alla fine riusciamo ad accedere alla nostra cronogeolocalizzazione, vagando per la rete.
ed ecco che cosa troviamo.





si erano resi conto di tutto.
erano stati più veloci di noi.
ma noi ce ne siamo accorti. non volevano, ma ce ne siamo accorti.
e però vi renderete conto che la cosa non è tanto normale.
giusto giusto, proprio ora, quando giocandolo mi suggerisce di controllare la cronogeolocalizzazione, giusto giusto, che succede? è in manutenzione.


MA TU GUARDA! CHE SOLERZIA!


è evidente che stavano manomettendo la nostra cronogeolocalizzazione.
non volevano farci indagare. non vogliono farci scoprire la verità.
e infatti...


cosa succede oggi? la cronogeolocalizzazione è tornata al suo posto, col suo solito rassicurante tasto. è evidente che chi ha fatto sparire il tasto della cronogeolocalizzazzione, ieri notte, pensava di averla fatta franca, di non essere stato scoperto.
facevano finta di niente, insomma.
ma noi sappiamo che non è così! e li abbiamo anche documentati.


decido di stare al loro giuoco. chi conosce il giuoco del poker sa che al momento giusto bisogna saper bluffare.
stanno tentando di farci credere che tutto è tranquillo, tuttapposto.
ma non è così. basta cliccare sul tasto della cronogeolocalizzazione per rendersene conto.
ci clicco. (sul tasto della cronogeolocalizzazione).
ecco cosa compare:





cliccando sveliamo il bluff.
beh ma che mossa è questa? tutto sembra fin troppo facile, direte voi.

"eh però così è ancora troppo semplice", devono aver pensato loro. "qualcuno potrebbe accorgersene!".


non ci conoscono.
si, ok, hanno pensato che potessimo anche accorgercene (qualche minuto dopo).
ma non sanno, in maniera incontrovertibile, che noi siamo fuuuuurbiiiiiiiiii, e che ce ne siamo già accorti...
qualche ora dopo, dunque, decidono di raffinare la loro tattica.


cliccando sul solito tasto, appare finalmente tutto normale.
ma solo ad uno sguardo superficiale.
senonché, quando provi a capire la cronogeolocalizzazione vera e propria, quella degli ultimi 15 accessi...






tadà! sgamati.
non solo non ci fanno accedere, ma ci promettono persino grosse novità!



(è come, mettiamo, se uno andasse al governo, sputtanasse tutti i soldi, e poi promettesse di tagliare le tasse e insieme creare un milione di posti di lavoro).

(o chessò, dicesse che tagliando i fondi all'università aumenteranno le risorse della stessa).

(cose incredibili insomma).


non solo non ci fanno accedere, insomma, ma anzi ci dicono anche che l'acquisizione del traffico web (è un nome in codice, trattasi della cronogeolocalizzazione, l'avrete capito) continua regolarmente.


SOLO CHE NOI NON LA SAPREMO MAI.



bene, rigattieri e fans vari, bisogna trarre delle conclusioni.
io mi sono fatto la mia idea.

è evidente che siamo entrati in un giro più grosso di noi. ed è evidente che la storia di sisì non è solo la storia di sisì.
il nome che sisì ha incautamente scomodato, è qualcosa di ben diverso da quel che lui crede. e non centra solo la AT&T.

o forse c'entra.

ma dobbiamo credere che la AT&T non sia solo la AT&T.


faccio solo due ipotesi, ma vi prego di essere molto cauti.


center of investighescions of americans


united for obama


e chi vuole capire capisca, io non parlerò mai più di questa storia. e mi auguro che anche voi facciate lo stesso. aumm' aumm'.