sei mesi di sinistrato

lunedì, ottobre 13, 2008

"Cercasi per società di alto profilo internazionale SEGRETARIO. Richiesta padronanza delle lingue, buona conoscenza del PC e sensibilità all'internazionale. Ottima retribuzione. Contattare Mr B al n° 0254******"




Mr B - Il prossimo!


Dr A - Salve.

Mr B - Ah, è Lei! E' qui per l'annuncio, immagino...

Dr A- Ebbene sì.

Mr B - E quali sono le Sue competenze?

Dr A - Be', ho militato per 20 anni nel PCI, per cui lo conosco benissimo. So anche chiudere il pugno, guardi...
E per quanto riguarda la sensibilità all'Internazionale, be'... quando l'ascolto, sono tutto lacrime...

Mr B - MA COSA DICE?! Sull'annuncio si parlava di PC non di PCI!

Dr A - .......




design

mercoledì, ottobre 08, 2008

proprio non ce la fanno. non riescono a non parlare di noi. ora non è che possiamo dare spazio proprio a tutti quelli che parlano di noi, però...

qualche giorno fa Repubblica ha re(so)pubblica una delle nostre creazioni. eh già, i rigattieri sono anche designer. ne diamo notizia qui, mica per vantarci - lo sapete che siamo modesti e sprovvisti di amor proprio -, giusto perchè il popolo sappia (e in attesa di resoconti chessò, parigini, americani, o che so io...).




qui intanto sembra di essere tornati ai tempi della pantera, contro la riforma tremonti-gelmini. e noi ci siamo dentro, abbbuso: www.no133pisa.blogspot.com

la sorella eterozigota

lunedì, ottobre 06, 2008

lo sapevo che non sarebbe stato semplicissimo.
quando betti è partito, mi aveva lasciato, quasi fosse una sua ultima volontà pisana, un compito. volevo onorarlo al meglio, ma sapevo che sarebbe stato arduo.
anche se non credevo così arduo.
conoscete tutti i gemelli. i gemelli sono quelli che tutti abbiamo pensato per un certo periodo fossero dei fidanzati, e invece no, erano semplicemente gemelli eterozigoti. o addirittura, più semplicemente, solo fratelli, ma per dimostare una maggiore familiarità ci piace chiamarli "gemelli eterozigoti".
all'inizio abbiamo pensato che i gemelli eterozigoti fossero i più simpatici di tutti, ed effettivamente c'è qualcuno che lo crede ancora. solo che i gemelli eterozigoti hanno un piccolo problema: non sanno fare quello in cui si impegnano di più. il che evidentemente è un problema. ma non è che non lo fanno abbastanza bene: sono negati. Lei, in particolare.
ok, sto esagerando. ma questa storia ve la devo raccontare.

dovete sapere che ho smesso di frequentare i gemelli eterozigoti quando ho sentito per l'ennesima volta dire alla sorella eterozigota: delùs. continuavo a portare libri di deleuze, e lei diceva: ah, vuoi delùs.
la odiavo.
era più forte di me, ho deciso che o io o lei, e per evitare problemi con la giustizia ho preferito smettere di frequentarli. anche se ogni tanto questo delùs mi torna in mente, e ancora mi viene la pelle d'oca. anche perchè ci provavo a spiegarle come si diceva, ma lei niente: delùs, delùs, delùs. convinta, eh. e io non potevo non pensare alla canzone di vasco: ehi tu delusa, attenta che si truoppu arrusa.

poi è successo che circa 10 giorni fa amicobetti le ha portato un libro, e io ero fuori ad aspettare (non volevo entrare, non sono più entrato dopo delùs). c'era amicani con lui. uscendo, amicani ha chiesto ad amicobetti:

- scusa ma perchè ha scritto "daniele", se ti chiami gabriele?

e amicobetti ha detto:

- è sempre così, mi chiama gabriele, sa che mi chiamo gabriele, ma scrive "daniele".

rifletteteci un attimo. siamo davanti a un chiaro caso di schizofrenia: anche fucò non avrebbe dubbi. ma non pensate a lei, pensate a me: che già nel frattempo ero proiettato nel triste momento in cui mi sarebbe toccato, ancora una volta, avere a che fare con delùs. ma erano i giorni di una tristezza maggiore: quella dell'abbandono di viarigattieri, i giorni delle partenze, ed è stato facile dimenticare il tutto.

oggi però ci sono andato.

durante tutto il tragitto ho pensato: e adesso che cosa le dico? mi dai il libro di gabriele dove tu avrai scritto "daniele" (perchè sei matta)? anche perchè se le dico di darmi il libro di daniele lei non capisce, perchè mi associa a gabriele. oppure, che cosa posso fare? che strategia devo adottare?
sapete dove abito adesso, quindi avete idea di tutto il percorso che ho dovuto fare, e per quanto tempo questi pensieri mi hanno tormentato. per fortuna, c'era amicani con me. giunti dai gemelli eterozigoti, mando avanti lei. ok, vigliacco, ma lo faccio per evitare un omicidio. purtroppo, assisto.


AMICANI: ciao, devo ritirare il libro di gabriele.

DELUS: ah sì, me l'ha detto! aspetta che te lo cerco.

lo cerca. non lo trova, naturalmente.

AMICANI: forse l'hai segnato col nome "daniele"...

ora, una persona normale direbbe: scusa, se mi hai chiesto il libro di gabriele, perchè avrei dovuto segnarlo col nome di daniele? ma evidentemente lei, che sa di essere schizofrenica, non avanza alcuna obiezione e cerca daniele. ma niente.

AMICANI: guarda, era un libro di nietzsche, ti aveva detto che passava andrea...

DELUS: ma guarda, sto cercando ovunque, non c'è niente...

AMICANI: prova a vedere nietzsche...

DELUS: mi ricordo, che doveva fare un esame, ma non lo trovo...

ok. già immagino cosa sta per succedere. lo so, ora dirà qualcosa e mi ferirà. lo so. lo voglio evitare a tutti i costi: prendo la parola!

IO: forse avrai scritto "andrea", prova un po'?

DELUS: aaaaaaaaaaahhhhhhhh! ecco!! avevo scritto Andrea-Daniele!!! è un libro di NEZCHI, vero?


AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

post numero 500

giovedì, ottobre 02, 2008

Beh, signore e signori, innanzitutto tanti auguri a nw, maurinho e thomas, che oggi fanno il compleanno. La nostra vocazione è quella di continuare e proliferare ma non certo quella di dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Quindi cari amici, frequentatori e personaggi vari, tanti auguri da parte nostra.

Secondo, un annuncio importante: siamo fuori casa. Ieri abbiamo ufficialmente chiuso la sede fisica di Viarigattieri, come sapete, e probabilmente non ci metteremo più piede. Abbiamo giusto mandato amicofranci in perlustrazione, proprio in questi minuti, per recuperare un caricabatterie: ci dirà che ne è di casa nostra sotto bandiera spagnola. Ma non siate tristi: rigattieri siamo e rigattieri resteremo, anche in esilio.

Terzo: questo è il post numero 500 dall'inizio di questa storia. Cazzo, 500 sono tanti. Sarebbe anche un numero pieno di responsabilità, e onestamente non sapremmo neanche come si fa a onorarlo per bene. Per fortuna ci ha pensato qualcun altro, e la cosa a questo punto si fa veramente, veramente grossa.


ciao

martedì, settembre 30, 2008

oh
è vero
ultimo giorno
viarigattieri finisce qui
saremo telegrafici ed estetici
si annuncia svendita pomeridiana di
nell'ordine: stendini lucine di natale scatole
scatoline scatolone scatole da mettere sotto il letto
quelle blu di ikea, per capirci, insomma. forse anche dell'altro 
ma lo scopriremo solo vivendo, come si suol dire. Adesso arriva Marianelli
a controllare i contatori. Noi puliamo, togliamo munnizza, salutiamo,
infine, questa casa. Arrivata cartolina chicaghese, con su scritto
solo VIARIGATTIERI. Emblematico. Buttate tante cose,
date ai poveri, tante cose anche di voi che leggete.
Vi rendete conto? finisce un'epoca, oggi
 che è anche il mio compleanno
30 settembre 2008
viarigattieri
la fine.

IMMAGINI MALGRADO TUTTO

domenica, settembre 28, 2008

Eh sì, mentre voi girettate, fate le vostre cosine, chissà dove, chissà come, noi smobilitiamo... forse prestissimo daremo una lista in extremis di ciò che è rimasto in questa casa, e che bandiremo nell'asta lastminute più rapida del mondo - ieri sera, in una festicciuola sottotono di commiato silenzioso, abbiamo già assegnato alcuni dei pezzi più preziosi: due tesi di mauro, una di tessa, qualche rivista del '99, specchi, tavole di legno della libreria delfe -, quindi state bene attenti. Nel frattempo mettiamo qualche immagine, che vi dia la misura di quello che sta succedendo.









(si lo so che sembra viarigattieri in stato normale, ma se guardate bene capirete che il casino è dovuto al trasloco)

Dal povero franci: Finalmente l'accordo alitalia...

giovedì, settembre 25, 2008

Dicono che hanno raggiunto un accordo per Alitalia. Il mondo va a pezzi, su tutti i fronti, ma noi abbiamo raggiunto un accordo per Alitalia. Veltroni se ne è preso il merito. Vi prego leggete la sua lettera, le sue dichiarazioni, visitate il sito del PD.

Quella di Alitalia è stata una delle solite danze folcloristiche che di tanto in tanto si ripetono in questo paese. Né più ne meno. Proprio una di quelle sagre paesane che conosciamo bene e che servono a distrarre il popolo stanco dopo un anno di lavoro - un po' come le feste di liberazione, ma qui la gente si diverte.

C'è chi ha usato il caso per vincere le elezioni, chi per perderle, chi per speculare, chi ha per mantenere i propri privilegi, chi semplicemente per masturbarsi un po'. C'è chi ci ha fatto trasmissioni televisive, chi ha previsto catastrofi per l'intero paese... Ma i sindacati hanno lottato questo va riconosciuto...

Ora di questa danza scomposta si delineano le traiettorie, e la gente che se ne intende - e che ha la fortuna di avere direttamente accesso ai fatti - farà i suoi bilanci. Io posso solo immaginare, al massimo condividere la mia immagine con voi. Un personaggio attira più di tutti la mia attenzione e risveglia l'umano sentimento della compassione (compassione/pena, i confini sono incerti).

Quando penso a Veltroni in questa cosa di Alitalia, penso a quei bambini che non vengono invitati alle feste dei coetanei. Quei bambini buoni e giusti che subiscono le angherie degli altri, ma che dopo averci fatto commuovere, con la loro fermezza morale e la loro intelligenza, diventano gli eroi e salvano anche i propri aguzzini...

povero Veltroni... ora si prenda una vacanza, se la merita, ma torni subito, il paese senza di lui, come abbiamo ben visto, non può andare avanti...

dal povero Franci al povero Valter... tra poveri ci si capisce

Armer Franci

martedì, settembre 23, 2008

Ecco a voi una scoperta filologica di Greg fatta durante il soggiorno berlinese. La teoria dell'accanimento contro i franci trova qui incontrovertibile conferma... o no????




Ich bin das Kind der Familie Rigattieri
und heiße Franci.
Ich wäre lieber der Hund der Familie Rigattieri.
Dann hieße ich Senta.
Ich könnte bellen, so laut, dass sich die Nachbarn
empörten. Das würde die Rigattieri nicht stören.
Niemand sagte zu mir: „Spring nicht herum! Schrei nicht so laut!“

Ich wäre auch gern die Katze von Rigattieri.
Dann hieße ich Musch.
Ich fräße nur das, was ich wirklich mag,
und schliefe am Sofa den halben Tag.
Niemand sagte zu mir: „Iss den Teller leer! Lehn nicht herum!“

Am liebsten wär ich bei Rigattieri
der Goldfisch.
Dann hätt ich gar keinen Namen. Ich läge still und
golden im Wasser,
in friedlicher Ruh, und schaute durchs Glas
den Rigattieris beim Leben zu. Die Rigattieri kämen
manchmal und klopften zum Spaß
mit ihren dicken Fingern an mein Wasserglas.
Sie reden mit mir, doch ich kann sie nicht verstehn,
denn durch das Wasser dringt kein Laut zu mir.

Dann lächle ich mit meinem Fischmaul den Rigattieri
zu. Doch meine Fischaugen schauen traurig auf
den kleinen Rigattieri
- und der bin ich -, und denke:

ARMER FRANCI!

Notizie dall’Impero. Parte seconda: Dei sogni mancati, dei colori e delle case inaspettate

lunedì, settembre 22, 2008


In pieno stile Gregano, ci tengo a scrivere un post (il mio primo post) subito dopo la pubblicazione di quello (di estremo valore e successo) del Ferari… così, per pura cattiveria – o forse per rifarmi dell’aver condiviso il letto col Petone per ben 6 giorni, senza trarne, povero me, alcunché di positivo.

Prima di tutto, alcune importanti correzioni:

1. Non si dice Chicagoni ma Chicagoani, che se vogliamo è pure peggio…

2. I bucks devoluti al Papadopoulos non furono 50, bensì 49… ma dato che sono stati pagati da lui, il Petone ha voluto esagerare…

3. In realtà si sarebbero potute mangiare cose ben più sane del cheeseburger, ma il Petone non sa scegliere! Il primo giorno, in un ristorante greco (e sì che Papadopouolos gli avrebbe dovuto insegnare qualcosa…) io ho preso un Club Sandwich, mentre ilfe ha ceduto ad una specialità della casa, che si è rivelata essere un parallelepipedo densissimo di carne macinata condito con ketchup e cheddar… chi è causa del suo mal…

4. Per quanto riguarda la fradicia verdura, ci sarebbe da precisare che se non l’avessi scutullata un po’ mi sarei portato a casa un comodo litrozzo d’acqua, quindi nel caso sono io che c’ho perso! Ciò che poi impressiona, della verdura, non è tanto la nebulizzazione dell’acqua, quanto piuttosto i colori: non è un mercato, è un arcobaleno! Perché il pomodoro dev’essere solo rosso, se può essere anche giallo? E se siete fra coloro che, come me, non sanno mai scegliere fra peperoni gialli, rossi e verdi, che cosa pensereste trovandovi di fronte anche peperoni arancioni e viola?!

Ciò su cui il Petone non si sbaglia, invece, sono le grandi disillusioni. A cominciare da quel gran budello di Rachel, che mi ha liquidato con una mail piccola piccola, mesta e quasi innocua all’apparenza. Leggete, leggete fin dove è arrivata:

“SiSì,

I am so sorry for the wait. I had someone come by and sign a sublease for the aprtment so it is taken. I will let you know if it falls through and you are still looking for something. I am sorry for the wait.

Good luck,

Rachel”

I am sorry for the wait?!?!?! Ti dispiace?!?!?! Poverina… Come potete ben immaginare, SiSì non si lascia abbindolare da queste tiepide scuse; e volendo sfogare il suo astio, risponde… altrochè se risponde! Sentite un po’ qua:

“Dear Rachel,

I use to say things as I think they are, and unfortunately (for me cause I'm wasting my time writing, and for you cause you'll (maybe) waste your time reading) I want to say what I think this time too.

I think you didn't treat me the right way. You told me the dates worked perfect for you, that you was happy to have (again) an Italian subleaser, and after you sent pictures to me I said IMMEDIATELY that I was interested in the flat. Really, I couldn't wait to arrive here in Chicago to come and see my new wonderful flat and the wonderful person that would have subleased it to me.. I trusted you. But then I found out the dates didn't worked so perfect, that the interest you showed on me was actually flown away, and that what I took as a promise was in fact an illusion. You never mentioned that you'll leave on the 19th, or that someone else was interested in the apartment (or that you were putting other announcements on marketplace, too...). I thought you were just waiting for me to arrive, so that you could meet me and I could sign the contract. When I called you I realised immediately that something wasn't going the right way. But I still hoped to hear soon something about you. What I got (not so soon) was a refusal that puts me in big troubles, cause I not only have to find another room, but since I need a place to sleep I'm still staying in a hotel, which is not exactly unexpensive...

Why am I wasting my time writing this to you? Not because I think that it would solve something, but only because I like to be honest with people, and especially with myself. You can take this speech as you want, this is not my problem; at least, I've satisfied my selfish need to be honest - a need that I always prefer to the need of making only his own proper business.

Sincerely (or honestly)

Sisì”

CAPITO, STRONZA?! Non la si fa impunemente a Sisì…

E ringraziate che ho trovato un bellissimo appartamento a 102 sventolanti dollaroni di meno (senza internet… sigh…), altrimenti sarei ancora attaccato coi denti ai polpaccioni di quel tegame...

Notizie dall’impero. Parte prima: i Chicagoni.

venerdì, settembre 19, 2008

Dormire nello stesso letto (a una piazza e mezzo) con CC (SiSì, per gli amici chicaghesi) in maglietta della salute ha anche dei lati positivi. Uno di questi è che mentre tu (cioè io, nella fattispecie) sei lì che scrivi una meil alla penisola, lui legge la guida di Chicago e ti dice che non si dovrebbe dire Chicaghesi, ma Chicagoni (chicagones, nell’idioma locale, che fa ancora più effetto se lo leggi all’iberica). Altri lati positivi, no, ma questo già non è poco.

Apparte questo, allo scadere della settimana dalla nostra partenza, si reclamavano notizie, e tutto sommato il popolo rigattiere se le merita. Non un racconto però, quello è roba da europei che non hanno ancora capito bene che nel postmoderno una cosa come il racconto (la coerenza, la cronologia, l’unità di spazio e tempo) ce la dobbiamo scordare; tanto più che qui è la terra del fasfù, e quindi si va per flash.


Aereo. Al check-in la tipa (una spagnola) ci dice che “l’aereo è bloccato” (primo pensiero: “a che ora sarà la prossima navetta per Milano Centrale?”). Poi si corregge: i posti sono bloccati, perché l’aereo è vuoto, e quindi per questioni di bilanciamento i passeggeri vengono sparsi. Così va meglio, e lo confermano anche sia Amicani, che dice che con meno gente è più difficile la claustrofobia, sia il principio di Newton per cui un aereo più leggero sta su meglio di uno pesante.

Comunque la notizia è che ferary se la cava eccellentemente, circoscrivendo il terrore al decollo e all’atterraggio, e ronfando per le restanti otto ore. Merito particolare va ad Amichigo, che lo ospitava la notte precedente al volo, che lo ha portato a letto alle 3 e svegliano alle 6.15, dopo averlo imbottito di alcool per tutta la sera. Arrivato all’aeroporto carponi il sonno è stato facile anche senza aiutini chimici.

Arrivo. I classici tre giorni di pioggia battente, in una Chicago deserta, tra il puzzo di piedi di due argentini e un italiano in ostello prima e nel lettone a due in una residenza universitaria poi. Costo dell’operazione pernottamento: svariati milioni di bucks.

Cibo. Il pasto più sano della settimana (a parte la pasta di stasera generosamente cucinata da SiSì) è stato doppio cisburgher, doppia patatina fritta e doppia pinta. Ferary mette a segno la prima diarrea fulminante alla terza notte (onorando il nome di Chicagone), e – cosa su cui si pronuncerà la scienza a suo tempo – cacando un prodotto di qualità di gran lunga superiore a quello ingurgitato (si sospetta che tra lo sciacquone dell’International House e la cucina di Noodless ci sia un filo diretto).

Il campus. Esattamente come ve lo immaginate, pulito, ordinato e organizzatissimo. Situato un po’ in culo rispetto a downtown (tipo come stare a Buti e il centro è a Zurigo), ma comodamente servito da un trenino che passa ogni ora e che ti ciula 5 dollari tra andata e ritorno.

Personaggi Chicaghesi – selezione.

I nostri primi dollari sono andati a Nick Papadopolous (nome vero, o almeno spacciato per tale), il taxista greco-chicagone che ci carica all’aeroporto americano. Prima di partire litiga per un quarto d’ora con un nero senza denti che dirige il traffico dei tazzi al terminal 5, dicendo a noi di dire, qualora interpellati dal nero senza denti, che andiamo in due hotel diversi. Per fortuna il nero se la prende solo con lui e, creatasi ormai una fila di taxi di cui non si vede la fine dietro il nostro, riesce a convincere Nick a partire. Lui ci chiede da dove veniamo, e, sentito dire “Italy”, cerca una radio con musica russa e ci guarda tutto soddisfatto (il nesso tra le due cose purtroppo non è uscito dalle sue sinapsi). Costo dell’operazione: 42 dollari, da lui stesso arrotondati a 50.

Wayne Hudston (o Huston). Non è un personaggio comico, ma a lui devo un tributo particolare perché è stato buonissimo con me. Bancario afro-americano (e forse buddista, a giudicare da una statuetta nel suo ufficio) cui ho chiesto aiuto visto che né la carta né il bancomat mi permettevano di prelevare. Lui, che lavora nella banca nel grattacielo più alto d’america, anziché mandarmi a cagare (di nuovo) mi dedica un sacco del suo tempo prezioso, in due giorni diversi, e cerca in tutti i modi di farsi capire. Alla fine non sono riuscito a prelevare, ma in compenso ho aperto un conto alla sua banca. Grazie Wayne Hudston (o Huston).

Rachel. Un budellaccio sfatto. Vedi la categoria: Così finisce il sogno americano.

Barak Obama: un altro immigrato del luogo, che vive 4 strade a nord da dove viviamo noi, e che al momento va per la maggiore.

La spesa. Non s’è ancora capito come si faccia, ma s’è capito che la storia dei prezzi bassi in America è una stronzata. Il fatto che l’euro è forte serve giusto per non essere costretti a sopravvivere a bucce di patate. La frutta è meravigliosa, bellissima, lucente, anabolizzata (c’è di buono che quella non si sa quanto costa perché c’è scritto il prezzo per libbra, e noi cosa sia una libbra non lo sappiamo). C’è pure un meccanismo che annaffia costantemente frutta e verdura con una piacevole nebulizzazione, cosa, per noi di provincia, a dir poco meravigliosa. Però, osserva SiSì, economista ed economo, “L’acqua pesa, e tutta quella verdura bagnata costerà il triplo” (seguono 5 minuti in cui SiSì scuote la verdura in mezzo al supermercato per farne fuoriuscire la truffaldina annaffiatura). Il pollo è arancione.

La fine del sogno americano. Certo, questa terra meravigliosa nasconde anche delle forti contraddizioni.

Tra queste la troia di Rachel, che aveva promesso un appartamento a Carlocò e poi glielo ha negato all’ultimo momento (mettendosi pure a tergiversare, a prendere tempo prima di dire definitivamente di no, perché non è che non voleva dargli l’appartamento, non voleva proprio che avesse un qualsiasi posto dove stare). [presto SiSì pubblicherà su queste pagine gli atti dei loro dissapori].

Tra queste l’impossibilità per Ferary di prelevare i suoi cazzo di soldi (devono aver capito che il credito cooperativo era roba di comunisti).

Tra queste la delusione più grossa. Non si può comprare l’i-phone.

la diaspora

giovedì, settembre 11, 2008

amicofranci













amicobetti


























amicoferi, ciccì











capo.

la svendita

sabato, settembre 06, 2008

La cosa più divertente nella mestizia dell'abbandono di una casa - una casa come viarigattieri, poi - è quella di disfarsi delle cose superflue: operazione quantomai creativa e rilassante nello stress dell'impacchettamento. Dopo 4 anni che vivi in una casa hai accumulato, quasi senza accorgertene, una serie di oggetti, cianfrusaglie, paccotiglie varie (che rigattieri saremmo sennò?) di cui alcune sono utili, altre tutto sommato carine, altre ancora veramente assurde, per quanto tu ci possa essere affezionato. E siccome di lì a poco devi smobilitare, ti tocca fare una cernita di tutto questo; e siccome vivi a mille chilometri di distanza, e qualcosa la devi anche mandare a casa tua, non ti sembra carino mandare proprio tutto tutto (sia perchè è caro spedire i pacchi, sia perchè non vorresti vedere la faccia di tua madre quando vede cose completamente inutili - chessò, la scritta Baloon in ferro larga 3 metri del negozio di sotto che ha chiuso e che può essere sempre utile, e per questo l'hai conservata nel corridoio di viarigattieri per 2 anni, prima di decidere che potevi buttarla). Che soluzione adottare? Puoi provare a regalare tutto ciò che non ti serve e che pensi possa servire a qualcuno, certo. Oppure, più divertente: puoi spostarti nella camera accanto e provare a regalare tutto ciò che hai deciso che non serve più al tuo coinquilino, e sei convinto che possa servire a qualcuno - a maggior ragione quando il tuo coinquilino non ne sa niente. Ma niente è comparabile col fare annunci e vendere le cose - tue o del tuo coinquilino - su internet. E' veramente encre. A me m'è presa la mania. Mò me vendo tutta la casa, pezzo a pezzo. La tv di Mauro. I quadri di Happy. Le mutande di Scaramuzzino. Le mutande di amicoFranci. La libreria di mattoni d'Ilfe. Lo stendino di Betty. Il mio stereo. Il computer di amicAdino. Il nuovo libro di Piggì. I vestitini di Pavi. Tutti i libri di amicaNi che è una vita che gli dico di portarseli a casa. Le pugnette di nw. La lavatrice con tutte le quote di Genny, e Natali. L'ombrello di Ciccì!

Tutto a prezzo scontato, un'offerta irripetibile, ssiòre e sssiòri! Puro usato viarigattieri, vintage, un giorno diventerà oggetto di culto, ssiòre e sssiòri! Faccio annunci irresistibili, fotografo anche pezzo per pezzo, da ogni angolatura, ssiòre e sssiòri!

Sono il capo. Lo faccio ma soprattutto posso farlo! Mò me vendo tutto, tutto!! E non pensare che la cosa non ti riguardi. Sono sicuro che anche tu, passando di qui, hai lasciato qualcosa...riflettici un attimo...ih! ih! ih!

Rigattieri Comunichèscion

mercoledì, settembre 03, 2008








Lesson n. 1, by Happy

Happy, il vostro Stagista preferito, è partito qualche tempo fa da Pisa.
Per vedere un po’ di mondo e anche, incidentalmente, per riprodursi (w Maciste! W la new generation!).

(in realtà la mia missione consisterebbe nella creazione di un centro di potere finanziario-politico-economico per consentire a tutti i Rigattieri di continuare a riflettere su Kant: a proposito, avete finito di leggerlo? Ma quanto è lungo, più di Harry Potter?!).

Al momento tuttavia i nostri sogni di gloria sono ancora un orizzonte lontano.
Ci stiamo lavorando, insomma.
E quindi, nel frattempo, cammin facendo, il vostro Affezionatissimo ha dovuto rimediare un impiego.
E un po’ la casualità, un po’ l’arte di arrangiarsi (= vendere il proprio luogo oscuro inferiore), mi ha condotto in una grande agenzia di comunicazione, nel cuore del mondo milanese.
Ovvero, nella Comunicazione tout-court (o savasandir, come scrive sempre Si-culo).
In questo mondo tristo e selvaggio ho imparato moltissimo: tante nozioni per voi prive di alcun interesse, ma altre che, al contrario, potrebbero un giorno farvi un po’ più scafati nel leggere un articolo di giornale (è usanza dei Rigattieri fottere ogni giorno una copia della Repubblica dalla mensa della Normale perché giaccia inerte sotto i rotoloni Regina).

E così, ho pensato di raccontarvele, non avendo evidentemente di meglio da fare.

Tutto ciò che si dirà di seguito può essere tranquillamente smentito da chi ne sa senz’altro più di me (Giusy, mi fido di te!).

Come prima lezione, limitiamoci agli assiomi fondamentali.
1) L’esistenza - materiale e immateriale, contingente e trascendente - di un’agenzia di comunicazione è del tutto superflua.
2) Il 60% delle notizie economiche provengono da agenzie di comunicazione (ovvero da professionisti schizzati confidenzialmente soprannominati PR).
I due assiomi sono in evidente contraddizione. Come mai?
La storia è lunga (ma sennò perché questa si chiamerebbe lezione 1?). Ci arriveremo con calma.
Intanto, possiamo stabilire sulla base dei due assiomi una prima conclusione: che fare il PR significa appartenere all’ultimo anello della catena alimentare della comunicazione, che è un lavoro inutile (se non di m….) ma di cui, nonostante tutto, i giornalisti senza macchia e senza paura non possono fare a meno.
Fine della trasmissione

p.s.: Ora, perdonate lo spazio dedicato a una questione personale. Capo, ma per queste mie lezioni sai per caso se la Provincia ha stanziato qualcosa? Altrimenti possiamo chiedere, come al solito, al nostro Comitato (tu sai di chi sto parlando, vero?). Grazie, alla prossima.


disdetta, tremenda disdetta

domenica, agosto 17, 2008

è inutile continuare a far finta di niente. abbiamo un annuncio importante da fare. ne va di noi, delle nostre vite, del nostro futuro (forse anche di voi). questa è una lettera di qualche settimana fa.





ebbene sì, ora lo sapete. viarigattieri ha resistito, sto(r)icamente, per 4 anni. ma neanche lo
sprint, quella sostanza marroncina che mettevamo da piccoli nel latte (chi, povero, non aveva il nesquik; quelli delle merendine DAIS, per capirci) aveva una scadenza più lunga: più di 4 anni non si poteva. purtroppamente.




viarigattieri scade. non ve l'aspettavate. neanche noi. epperò le cose gravi succedono e bisogna affrontarle e soprattutto saperle affrontare. saperle affrontarle, insomma.




abbiamo una scadenza, abbiamo una data (forse un giorno avremo anche un film decostruzionista su viarigattieri; un film che, tra le altre cose, documenterà anche il momento in cui tale decisione è stata presa, in cui la disdetta avrà avuto inizio: come a dire che esiste un luogo, esiste un momento, nel quale tutto è cominciato).

è il momento delle decisioni. sin da quando esiste, viarigattieri è luogo insieme fisico e virtuale; oggi è di fatto qualcosa di più, una realtà conclamata, se ne parla su internet, nei libri, nelle tesi di laurea, nell'accademia, tra la gente. il fatto non può intaccare il diritto, insomma.



siamo davanti a una scelta di importanza capitale, com'è evidente ai più. la scelta è, come sempre, tra reazione e rivoluzione. tra chi, per il fatto che un contratto è in scadenza, dei muri verranno a cadere, della polvere verrà eliminata, si sente di dover sacrificare anche questo luogo virtuale, si sente di porre la parola fine a questa storia. Potremmo chiamarli, così, per dare un nome casuale, quelli della Mozione 1: attaccati alla tradizione, pensano che in fondo sia meglio rimanere fedeli ai vecchi simboli, alle vecchie tradizioni; alla stantìa equazione una casa = un blog, allo slogan "ad ogni casa il suo blog" (e dunque: no casa, no blog - vi rendete conto che già ad enunciarlo ha il suono della banalità... *il narratore non è della mozione 2, se ne aveste l'impressione sappiate che vi sbagliate e siete dei fasci*).

Poi ci sono i rivoluzionari, quelli che hanno in mente un blog aperto, una viarigattieri sensibile alle nuove esigenze della gente, attenta al mondo in cui viviamo (quanti di voi, dite la verità, frequentano queste pagine pur non mettendo piede da tempo in casa nostra? quanti non l'hanno mai fatto?) e dunque conscia del fatto che può rappresentare le vite di una moltitudine sparsa per il mondo, tra l'america e le indie, l'europa e l'africa. In maniera corrispondente, e dunque altrettanto casualmente, potremmo chiamarli quelli della mozione 2: il lato allegro di questa storia, che guarda al futuro senza rimpianti, ma col sorriso diretto all'avvenire. Un sorriso che chiede responsabilità e partecipazione ai suoi lettori, oggi più che mai: per una viarigattieri colorata e multiculturale, che si faccia eco delle vite di tutti, in qualunque posto risiedano, quale che sia il tempo che ci divide, chiunque ha condiviso e intende condividere il suo futuro con noi troverà qui il suo spazio (e non faccio i nomi persona per persona, ma vi sapete, sto parlando di te e di te e di te). Questo è il progetto della mozione 2.

Si tratta di prendere una decisione; la vita del blog dipende anche da te.

Il comitato in difesa del blog Viarigattieri

listo

mercoledì, agosto 13, 2008

Nel tentativo di rimpinguare gli accessi col popolo lgbt, postiamo un articolo serio di un amico che trovate su liberazione di oggi

domenica, luglio 27, 2008


oggi sosteniamo liberazione, e l'articolo lo leggete là; nei prossimi giorni verrà pubblicato anche qui. Ecco:

Politica e ipocrisia. Continua il dibattito nel movimento lgbt
Che fine fanno di giorno i tremila tesserati della sauna gay di Pisa?

di Giovanni Campolo

Il gay è morto! Viva il gay benpensante! Ovvero: quante altre prove ci servono per accorgerci che non siamo più - come non siamo mai stati - un soggetto politico e sociale omogeneo? Dovremmo aver imparato da tempo che l'etichetta "omosessuale" non basta, di per sé, a renderci consapevoli dei rapporti di potere nella società e critici verso di essa. Sappiamo anzi benissimo che l'ansia di normalità funziona come potente macchina di consenso e complicità e che, per di più, essa può generare profitti. Lo sappiamo perché siamo senza dubbio la comunità più autoriflessiva del globo: noi stessi e le nostre stesse pratiche sono il contenuto specifico dei nostri social network, dei siti, dei periodici, dei dibattiti. E in questi luoghi il "gay benpensante" è emerso, ha riconosciuto la propria monogamia, la propria normalità e la propria discrezione, fino a farsi base per le rivendicazioni "politiche" o piattaforma di un Pride - di cui ignora la rivolta natale. Portavoce delle idee dominanti, ha assunto la negatività della propria posizione sessuale, e ambisce a muoversi verso l'alto adeguandosi a ciò che già sta più in alto. Un caso da manuale di falsa coscienza.
Certo, sto semplificando: non dubito che molti gay benpensanti desiderino ciò autenticamente, che questa sia - perché no? - la cifra del loro piacere. Ma sono poi felici? Ecco la mia domanda, giacché i gay benpensanti avranno sempre delle «giustificazioni secondarie che si rafforzano reciprocamente» per rispondere a qualsiasi domanda che inizi con "perché", ma inciampano sul "come stai?".
Ma adesso mi sto prendendo troppo sul serio, è che penso ai quasi tremila tesserati della sauna di Pisa sforzandomi di produrre una spiegazione che mi sembri coerente con la loro totale invisibilità urbana. E' che penso, per riprendere il maledetto San Foucault, che non ci siamo ancora liberati dell'idea che il sesso sia una fatalità, (cribbio, non avevo neppure compiuto un anno all'epoca di quell'intervista!) e abbiamo creato dei luoghi specificamente deputati alla fruizione sessuale, confermando così ogni volta che essa era proibita all'esterno. Vorrei interrogare la storia del movimento gay in Italia, ma le mie poche competenze e il mio scarso fiuto nell'interpretazione dei fatti sociali mi rendono incapace: è davvero possibile che qualcuno abbia piamente creduto che i gay, per il solo fatto di essere gay, non avrebbero ceduto al fascino conservatore del capitale? Fino a che punto il lento spegnersi di una lotta di liberazione sessuale è da attribuirsi alle colpe del movimento e da che punto in poi, invece, consegue da altre vicende?
Voglio sapere come emerge il ventenne che è al contempo feticista raffinato, pervertito navigato e monogamo convinto. Costui non vuole che si sappia in giro: ma la monogamia si vede, il resto no! Rinuncia alla pubblicità, il suo personale non è politico se non nei luoghi deputati alla politica. La sua sessualità è vergognosa in tutti i luoghi che non sono costitutivamente abilitati ad accoglierla. Distribuisce vergogna e oscenità sulla base del contesto, di ciò che è permesso, ma ciò non basta a fargli cogliere l'arbitrarietà del potere che orienta l'ordine di questa distribuzione; al contrario egli lo accetta e lo vive. Il vasto mondo della sessualità polimorfa che il movimento ha liberato - e sulla cui liberazione il capitale fa profitto - gli appare come un safari: un'avventura con tanto di brochure.
Quindi sì: l'aver rinunciato a mettere in discussione la monogamia e l'incapacità di rinegoziare i limiti dell'osceno sono, politicamente e socialmente, la nostra più grave perdita. E non ci siamo neppure accorti di quello che succedeva dietro l'angolo, mentre lo elogiavamo, quando ad esempio dieci anni fa in Francia si discutevano i Cuc (poi Pacs...), Bourdieu li analizzava lucidamente denunciandone la radicale paradossalità: costringere degli individui a sottomettersi alla norma dominante per scampare alla stigmatizzazione, pur ottenendo solo una parte dei diritti che la norma garantisce - per non dire della concessione all'ordine simbolico implicita nel contratto familiare e del riconoscimento della priorità dei vincoli di sangue su quelli di scelta. Hanno rappresentato una perdita perché non abbiamo saputo mettere al servizio di un universalismo della sovversione e della rivolta i vantaggi particolari della nostra posizione e del nostro punto di vista. Ma sono grato al gay benpensante proprio di questo, di essersi addossato lui la violenza della rottura con me, rottura mediante la quale non sono più tenuto, in ragione di un universalismo ipocrita del mondo gay, ad allearmi con lui in quanto presuntamente uguale a me. E' nello spazio di questa rottura che la politica ritrova centralità, oltre le etichette. Perché, se è vero che non esiste un'unica eterosessualità, una battaglia di liberazione della sessualità coinvolge anche tutte le persone non omosessuali interessate. E dunque, smascherata la finta comunanza delle essenze, posso godere della comunanza di progetto e pratiche con uomini, donne, trans, intersex secondo cui il problema è l'ordine.
Ho sempre più l'impressione che la struttura della nostra comunità - che viaggia alla velocità della rete, che è e contemporaneamente non è tale, che ha confini mutevoli (se li ha) e non sa dire cosa si debba fare per esserne parte - ci renda la vita complicata, la vita di una collettività senza memoria (ma nel migliore dei casi con un po' di storia polverosa), come colpita da una forte amnesia al punto da non sapere più che farsene dell'antifascismo. Ebbene, vorrei che questa continua perdita di memoria ci portasse almeno a chiedere costantemente a chi ci circonda "come stai? cosa vuoi? chi sei?", per condurre, tra le «lugubri rovine del postmoderno», un progetto politico di liberazione indipendentemente da similitudini presunte; per riguadagnare, con la speranza, la forza di portarlo avanti.

Gli interventi precedenti, firmati da Emiliano Settimi e Aurelio Mancuso sono usciti rispettivamente il 5 e l'11 luglio.

grafomania

sabato, luglio 19, 2008


a volte è veramente un piacere comprare libri usati. per la mia esperienza, da questo punto di vista pisa, città universitaria, è molto più avanti di palermo - o forse è solo che a palermo non conosco i posti in cui cercare; fatto sta che qui capita spesso di trovare bei libri di seconda mano, libri vissuti dai loro vecchi proprietari, annotati, sottolineati in maniera diversa da come faresti tu, disegnati, chiosati, glossati, contraddetti, affrontati in qualche modo. mi è sempre sfuggito il motivo per cui ti disf(a)i di un libro sul quale hai speso tanto tempo, e per il quale ti sei preso la briga di prendere una matita e annotarci a fianco i tuoi pensieri. resta il fatto che te ne sono grato: potrei stare ore a guardare pagine così, e a pensare a quale possa essere la tua storia.

due(ap)punti per un documentario

martedì, luglio 15, 2008

Lombrosiani dell'abbigliamento, o dell'abbigliamento fisiognomico.

martedì, luglio 01, 2008


Il neorigattiere entra in un negozio, a Pisa
DF: Buonasera, ciao.
Rappresentante del settore terziario, o commesso: CIAO! Dimmi tutto!
DF: beh, cercavo dei bermuda; ne hai altri oltre a quelli esposti.
Rappr. del sett. terz., o comm.: Aspetta. Dalla tua fisionomia del volto ho capito che stile cerchi, che persona sei. Torno subito.

E il rappr.del sett. terz., o comm., tornò col modello di bermuda che il neorigattiere, già candidato al Piddì, andava proprio cercando...

ricorrenze

venerdì, giugno 27, 2008



"Io credo, con fede sempre più profonda, che il Parlamento in Italia sia il bubbone pestifero che avvelena il sangue della Nazione" {B. Mussolini, 15 Maggio 1915}








"sono oggetto delle attenzioni dei pm e dei giudici ideologicizzati che sono una metastasi della nostra democrazia" (S. Berlusconi, 25 Giugno 2008)

capo... del piddì

domenica, giugno 22, 2008


scusate ragazzi, io rimango qua, sofri m'ha investito. spero solo di non essermi fatto troppo male.

ringrazio fran-tes-to per la segnalazione e l'impaginazione ecc.

No rigattieri? no party. Con una prolissa introduzione su quegli eventi che doppiano altri eventi.

sabato, giugno 21, 2008

Se questo blog fosse un quaderno di appunti, dovrebbe essere un quaderno ad anelli. Scordatevi la serie di microquaderni monocromo della vostra compagna di banco delle medie, un colore per materia, e in caso di assenza qualche pagina bianca dove copiare gli appunti da qualcun altro. Viarigattieri è uno di quei quadernoni ad anelli grossi, dove alla lezione del 17/3 può seguire quella del 18/2, gli appunti di geografia analitica sono insieme a quelli di fisica, storia con filosofia, o addirittura biologia con inglese, greco con arte. Ogni tentativo di ordinare quei quaderni per cronologia o per materia è inutile, perché prima di essere inanellati quei fogli sono fogli-volanti, e i fogli-volanti - si sa - circolano, come l'amore nel '68 o il potere per il maledettissimo Foucault.
E così è viarigattieri e il suo blog. Accade qui che come gli appunti di geometria seguono nel quaderno quelli di storia, perché la lezione di geometria avviene prima della successiva lezione di storia, così gli eventi dell'universo rigattierano si doppiano continuamente a vicenda, si superano. Pensiamo a questa settimana. Io come Don Franco mi ero promesso di scrivere un piccolo-post sentenza per lamentarmi del male che Il favoloso mondo di Amélie ha fatto alla nostra generazione; non ho avuto il tempo di scriverlo, che l'idea della festa di inizio estate si è concretizzata in una data (il 18 c.m.). Allora, mi sono ripromesso di scrivere un post che proclamassa la festa di inizio estate, magari riportando la mail che molti di voi hanno ricevuto. Nel frattempo, però, il Capo viveva esperienze di malagestione pubblica, che lo portavano a scrivere post dal sapore dolce-amaro, tanto dolce-amaro da far nascere in molti il sospetto che no, magari non è ironia e manco umorismo. Apprezzando così tanto il post del Capo, il post di proclamazione della festa è stato retrocesso a messaggio nel rollino a fianco, mentre un altro post portava a riflettere sul valore profetico della satira italiana. Finalmente, però, era il momento del resoconto della festa di inizio estate, che infatti era stato richiesto a gran voce (del capo). Il post, che era in discussione già il 19, commentava la festa secondo lo schema Ben vestiti-Mal vestiti di Giusy Ferrè su - credo - Corriere della sera MAGAZINE. Mentre aspettavo che arrivassero delle foto, come supporto ai commenti, ecco che le frenetiche attività dei rigattieri continuano a doppiare l'evento festa di inizio estate, producendo un evento che è un grande evento. Oggi, anzi ieri ormai, si laureò Charlie! E il popolo di viarigattieri, da nw a Béri, a Ilfe a Greg, Titubanza e naturalmente charlie, era lì.

Con che coraggio allora spostare l'attenzione dall'ultima grande laurea di un rigattiere? Peraltro uno dei vecchi grandi rigattieri? L'evento meritava post a sè, insomma, e a questo punto il commento alla festa era fuori tempo massimo. Ecco come gli eventi di viarigattieri si accavallano l'un l'altro. E' per questo che, almeno oggi, il relatore di turno di questo blog abbandona la cronaca e riproduce gli eventi della settimana per immagini.

Reperto fotografico numero 1.
Manifesto festoso della festa d'estate.

















Reperto fotografico numero 2.
Charlie, che dopo il successo della laurea si è montato la testa, fino a diventare un pallone gonfiato, passeggia circondato dal popolo di viarigattieri festeggiantelo.

favole sinistre

martedì, giugno 17, 2008

Dieci anni fa eppure qualcosa è rimasto:

There is still something Left.

that's all folks!

lunedì, giugno 16, 2008

vorrei che questo post non fosse frainteso.
non sono uno di quelli che si lamenta sempre di palermo, che qua non funziona niente e là (?) funziona tutto meglio, ecc ecc, assolutamente: non lo credo e quindi non lo sosterrei mai. 
penso che la mia sia una splendida città con una serie di enormi problemi e piccoli difetti, e che in questo (nei difetti) non sia diversa da tante altre (il problema è semmai che qui i difetti sono connessi agli enormi problemi, problemi che non riguardano solo noi, ma che da alcune parti si fanno sentire più che da altre - il controllo capillare del territorio da parte della mafia, ad esempio). (ma anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti).
ciò premesso, vorrei parlare di uno di quei difetti della pubblica amministrazione che a palermo mi ESALTANO - non so come dire. perché ci vuole estro per concepire cose del genere, è l'estro uno ce l'ha nel dna, o non ce l'ha. e noi ce l'abbiamo, non ci sono cazzi. si pensi a un post precedente che avevo dedicato alla biblioteca regionale siciliana. non siamo a quei livelli, ma poco ci manca. 
vengo nominato scrutatore per le elezioni provinciali del 15/16 giugno 2008. 
c'è il mio nome sul sito del comune di palermo. mi verrà notificata la nomina, come sempre, entro qualche giorno prima (attenzione: la nomina viene notificata dai vigili urbani o altri pubblici ufficiali, non dal garzone del bar). 
bene: la nomina non mi viene notificata. e com'è possibile? non rientra nei casi previsti dalla legge. oh, è successo. tattica: danno? riparazione del danno, prima che sia troppo tardi. vedo che viene pubblicato un elenco di "scrutatori sostitutivi", nel caso di rinunce ecc. non vorrei che mi stessero fottendo. agisco.

sabato 14/06/2008, ore 8.30
(al telefono)

Capo: salve, è l'ufficio elettorale del comune?
P.za Giulio Cesare: sì, mi dica
Capo: salve, ci dev'essere stato un problema, io ero stato estratto per fare lo scrutatore ma non mi è stata fatta la notifica, non vorrei rischiare di essere sostituito, può controllare?
P.za Giulio Cesare: il suo nome?
Capo: ... ...
P.za Giulio Cesare: abita in via ... ...?
Capo: sì, sono io!
P.za Giulio Cesare: eh sì, è già stato sostituito...
Capo: come! ma ... scusi ... ma perché sono stato sostituito?!?
P.za Giulio Cesare: eh, perché non ha ritirato la notifica
Capo: ...
...
...
scusi, ma che sta dicendo? siete voi che dovete notificarmi la nomina, non sono io che la devo ritirare!
P.za Giulio Cesare: eh...senta qua abbiamo provveduto a sostituire tutti quelli di cui è tornata indietro, ora non so io...
Capo: ho capito, ma com'è possibile! 
P.za Giulio Cesare: si vede che i vigili non hanno trovato nessuno...
Capo: ah, e allora se ne vanno... che poi nel mio palazzo c'è pure il portiere, com'è che non hanno trovato nessuno?
P.za Giulio Cesare: (con arguzia) ... se chiamava prima...qualcosa si poteva fare...sa quanti hanno chiamato ieri che avevano questo problema? ormai...
Capo: ah, se chiamavo prima... ho capito... grazie molte, arrivederci.

ora, uno che fa? cede al genio o impianta casini? secondo il pescatore di pozzallo con cui ho fatto il viaggio in treno, tanto a noi siciliani c'abbutta, e quindi subiamo e stiamo zitti. non mi rivedo nella sua idea di siciliano e non ci rivedo tante persone che conosco e di cui ho letto. io ho fatto una scelta ben precisa: li ho mandati a quel paese, mi sono andato a fare il primo bagno della stagione a scopello, e ne scrivo qui per rendere pubblica la faccenda, e perché se dovesse capitare di nuovo una denuncia di non so che (omissione d'atti d'ufficio, lagnusìa?) non gliela toglie nessuno. ma siccome ci sono tante cose ben più gravi di cui sdegnarsi e per cui lottare, come non ammirare oggi la grandezza (non ha ritirato la notifica...) e la prontezza (se chiamava prima...) di quest'ufficio? c'è poco da fare, siamo il popolo più intelligente del mondo!



forza

domenica, giugno 08, 2008

Post un po' di destra anche se parla di cose che sembrano di sinistra

martedì, giugno 03, 2008

Iersera la compagine dell'Atletico Comedor ha fatto il suo esordio ai mondiali ribelli.

Diciamolo subito: è stata una serata magica..
Tanto pubblico sugli spalti per seguire le imprese dei propri beniamini, striscioni e cori di incoraggiamento, una telecamera che immortalava le azioni salienti e cercava di catturare le reazioni delle rispettive panchine, insomma tanto entusiasmo e tanta allegria, e anche un po' di emozione (è il primo mondiale della nostra vita, del resto).

Col fischio d'inizio si è capito subito che non si stava a scherzà, e il volemose bbene si è trasformato in un "non voglio solo vincere ma ti voglio popo umilià", di cui ferarino ed io (Naccio, ndr) siamo stati i più grandi artefici: degno di nota l'episodio paradossale in cui amicoferi protesta nei confronti dell'arbitro per un tackle scivolato (amicoferi: "oh arbitro, è entrato in scivolata!" amicoarbitro: "è entrato sulla palla".  amicoferi: "ma si può entrare in scivolata?" examicoarbitro "no"; notare somiglianze con il francipensiero è superfluo). Infine, vengo definito "ladro"di rimesse laterali dalla stessa persona che poco prima compie l'atto più antisportivo della serata, ossia allontanare il pallone mentre cerco di battere celermente un fallo laterale..

Diciamo che in generale non c'era grande fiducia attorno alla squadra, e forse lo si poteva intuire dall'incoraggiamento prepartita del Mister Guglielmo (Roberto Vecchioni in incognito): "oh raga! vediamo di prenderne meno di quindici", oppure dal fatto che a fine partita la consorte del mister viene a congratularsi personalmente con noi per la grande prestazione con uno sguardo basito che gridava: e chi l'avrebbe mai detto che sareste riusciti a fare un gò..

E invece, contro l'incredulità generale, di gò ne abbiamo fatti quattro (e gli altri due, cioè abbiamo vinto)..

Inutile negare che gran parte del merito va a viarigattieri, basta guardare l'azione del primo gò che ci ha portato in vantaggio, nata e conclusa dalla perfetta sincronia che solo due coinquilini rigattieri possono raggiungere (il gò comunque l'ha fatto ferary, NdR): fantasia e precisione allo stato puro. Viarigattieri si arroga anche il merito di aver arruolato il portierone Violet che para tutto il parabile e compie gesti di notevole valore estetico  che le sue fans già si affollano a vedere riproposte su iutùb. Se a questa base di ordine, potenza e creatività aggiungi due neri impazziti che corrono per il campo seminando avversari il risultato non può che essere uno squadrone che a detta di tutti si candida di prepotenza per la vittoria finale.

Una delle soddisfazioni più grandi è stata quella di veder confermata la legge di natura secondo cui si vuole vincere sempre e comunque, altro che l'importante è partecipare..
il miste che poco prima trasudava una giocosa indifferenza sulle sorti della partita, non appena si è reso conto che avremmo potuto vincere sul serio, si è esaltato e ha cominciato a dire frasi del tipo: "oh, gli ultimi cinque minuti voglio in campo la squadra più forte".

e tanti saluti all'odioso buonismo che vorrebbe vedere tutti in campo allo stesso modo.

(NdR. Uno dei nostri giocatori ha giocato con la casacca direttamente sulla nuda pelle, con il risultato che dopo un minuto era fradicia di amicosudore. Il che, di per sé, non sarebbe neanche grave. Lo diventa solo quando la casacca fradicia deve passare al compagno di squadra che entra al suo posto, e diventa gravissima quando questo compagno coincide con Ilfe. Che per fortuna però giocava con la felpa portafortuna del Capo)

noi difendiamo rebeldìa. abbuso proprio.

giovedì, maggio 15, 2008


abbiamo messo un nuovo link, locale, temporaneo e assai importante. vogliono sgomberare Rebeldìa, avamposto di civiltà della città di Pisa. c'è un appello da firmare e far firmare, e una manifestazione a cui partecipare e far partecipare (il 7 giugno). ci raccomandiamo.

ultimopomeriggioadelhi

mercoledì, maggio 07, 2008

ultimogiornodiindia
unpo'agitataunpo'annoiata
annoiataperche'nonpossoandaredovevorreiperche'nonfaccioatempo
allorarimangoapaharganj
manonhopiu'lacamerapercio'nonpossoriposare
alloravagoinquestopezzettodidelhitroppopienodituristifricchettoni
disaduimprovvisatichecredonoancorachel'indiasialaterradellaspiritualita'
checredonochel'indiaverasiaquelladelmahabharata
didonneoccidentaliscollacciate
tropposcollacciate
sara'chesonoentratanellaprospettivaindiana
masonounpo'bacchettonanelguardarequestevestitecomeinspiaggia
soloperche'cisono44gradi
boh
vagoeguardoperl'ultimopomeriggioquestebellemuccheindianechetrainanoquintaliequintalidisacchi
guardoicanistrematidalcaldospiaccicatidisonnosottolepiccoleombre
guardoiisacchitraboccantidifioriaranciofuoridaltempio
el'odorefortedell'incenso
mangioipezzettidicibocheglindianitioffronodopolapuja<>conquell'acquadirosechetioffronoechemifatropposchifo
mae'anchetropposacrapernonberlo
eh
micalapossobuttareperterra
camminoguardoimieipiedi
semprenerimamenodiprima
perche'adelhihofattol'acquistodelmese
unapietrapomice
cosi'ogniseragrattuggioviapezzidistrade
ierituttoilgiornoaolddelhichee'bellameravigliosa
conqueiminuscolivicoletti
vicolettiperognitipodimerce
daglispremilimonedilegno
aisaridaregine
lepentolineperilpranzoalsacco
lespezie
neibanchettidellespeziegliuominivecchilacrimanocertevolte
perche'ilpeperoncinolivinceconlapolveremischiataaquintali
lemilleverdure
gliincensiglioliiprofumi
isacchileborse
cestidipaglia
infinitamentecibo
succhidifrutta
sciroppidicoloricosi'fortiinnaturalichenoncredevopotesseroesistere
lustrascarpe
gioiellifintieveri
sbrilluccichiidispecchiettifermagli
pneumatici
bici
giochi
emillealtrecosedicuinonsoinomidicuinonriescoaimmaginarel 'utilizzo
dodicigiorniinquestadelhi
enonvihomaiscritto
maviraccontero'
mie'piaciutostarequi
perche'hovistol'indiadeipoveriel'indiadeirichhi
l'indiadelledonnepiu'emancipatedelmondo
conunaforzaincredibile
delhideiristoranticonilampadaridicristallo
eitovaglioli
ITOVAGLIOLI!!!!!!!!!!!
distoffaricamata
delhidimonumentibellissimi
delhicaoticaepienadiclacsonamiliardichequandohaimalditestavorrestimorire
equestaseramenevadodaquestopaesechemihatravolto
unpaeseacuivolgiobene
anchesesonostataquipocoperdirlo
anchesehavoltemihairritatael'hoodiato
ierinellafattispeciemisonoscontrataconlaburocraziaindiana
premettolemiecolpe
comesemprequandomidevoscontrareconlaburocraziaarrivoimpreparata
irrimediabilmentedisorganizzata
mal'impresaeratitanica
eiohofallitomiseramente
dovevoritirareunpaccodiunamiaamica
rimastoadelhidatremesi
chegliavevainviatolasuamammaperilcompleanno
maagiustamentenonavevoilc odicedelpacco
enessunfoglioufficiale
mierosentitamoltoorganizzatanelfarmifareunadelegascrittaamanocontantodifotocopiadelpassaporto
dunquearrivoaljandewalapostoffice
caosinfinito
pileepiledifogliemillemillaimpiegatiintentiafirmarecontrolarerifirmaretimbrare
conunmistodiinfinitafrenesiaelentezzaestremachesecondomesologliindianihanno
cercodicomunicare
manoenglish
alloramiassalelosconfortomirimandanoquaela'pervariemezzore
allafinemitrovodavantiall'uomochesal'ingl;ese
ilpiu'ottusodeiburocrati
glispiegolamiamissione
luimidicechesenzacodice
achchanahieh
novabene
occheiloso
maglidicopuo'almenovedereseilpaccoc'e'ononc'e'
nosenzacodiceno
masenonhoilcodiceeneanchelamiaamicacel'hacomesifa
civuoleilcodice
occhei
manoncel'ho
sipuo'avereinqualchemodono?
no
allorailpaccorimarra'quipersempre?
tentodispiegarechelamiaamicanehaestremobisognochecisonodellemedicinedentro-none'vero-
luimidicemaqu inoncisonopacchi
ilpaccoe'statorimandatoindietro
macomeseprimamihadettocheconilcodiceandavabene?
allorainsistocercodiconvincerlo
macredodiaverloirritatoperche'hainterrottolacomunicazione
ehainiziatoaprlarmisoloinhindi
sonostataancoraunpo'maniente
alloraconsconfortohoabdicatodavantialprimograndeincontroconlaburocraziaindiana
malaprossimavoltasapro'l'hindi.
beneilpomeriggiodioggimisembrainfinito
fuorimoltocaldo
continuoaberesucchidiognicosa
questisucchimeravigliosicheinitalianoncisono
succhifreddigustosissimitralapolvereinfinitadellestrade
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vorreiandarealcinema
mahogia'vistoiduefilmcheproiettanoquivicino
uffa
avreiproprioavutovogliadiunpomeriggiodiemozionicomesolobollywoodregala
bollywoode'propriounamacchinadasentimenti
scorrettissimodaunpuntodivistamorale
titrascinainstoriestrappalacrimefelicissimetristissimebuffissime
matuttoalsuperlativosochequestaemaile' unpo'lungaunpo'noiosa
mae'comeilmiopomeriggio
i'msosorry
maoravilascio
nonvogliotediareanchevoi
viscrivogliultimibaciindiani
mavorreistareancoraqui.
aprestissimoaqualcuno
(iveronesi)
aprestoperglialtri
(ipisani)
bacio.
m



BENTORNATA LAMATI!!!!

l'amicoics

sabato, maggio 03, 2008

io volevo dirvi - ché sennò poi uno se le scorda sempre le cose importanti, e parla parla parla ma non si capisce il perché né il percome, né il motivo delle cose, e così via - che una cosa importante di viarigattieri, che chi la frequenta lo sa ma è bene ribadirlo perché poi magari passa e uno se lo dimentica, è che siamo tutti amici. ma il fatto che siamo tutti amici si riverbera inesorabilmente nel linguaggio. il che fa sì che quando tu fai una vita normale fai una vita normale, ma quando hai a che fare coi rigattieri hai a che fare inevitabilmente con gli amici rigattieri. cioè vi spiego: non è che uno incontra gino, incontra - per forza - l'amico gino. e allora può succedere che tu non sei in compagnia di rigattieri, ma poi ne incontri uno, e parli di un terzo, e ne parli (anche davanti a estranei) non semplicemente come di un terzo, ma come l'amico terzo. che sembra una cazzata, però è vero, è quello che succede. io ve lo volevo dire perchè altrimenti poi uno non capisce. per dirvi: in viarigattieri ci sono l'amico betti, l'amico ilfe, l'amica nic, l'amico genni, L'AMICO FRANCI (über alles), l'amico maurinho, l'amico happy, l'amico ciccì, l'amicòin, l'amico tomme, l'amico bush, l'amica pavani, e così via per chiunque abbia a che fare con viarigattieri. che sembra una cazzata, ma pensateci, è veramente quello che succede. non: ma che fa happy? bensì: ma che fa l'amico happy? il che soprattutto avviene con l'amico franci, con l'amico betti, e ultimamente con l'amicòin, deformazione sarda del nome del capo (molto alla lontana - ma la fantasia dei rigattieri non va messa in discussione). magari un giorno qualcuno potrebbe fare la genealogia di questa curiosa pratica.
niente, ve lo volevo dire. 
a futura memoria, insomma.

sonoinindiadaunmese!!!!!!!P.S.

venerdì, maggio 02, 2008

preparandoci, finalmente, al ritorno di lamati - previsto per il 7 MAGGIO -, postiamo le sue ultime due comunicazioni, in cui si fa narra nuovamente di quei treni promessi all'inizio del viaggio, di donne tondeggianti e ritorsolute, di antropologia hindi e danze rajastane, e di tanto, tanto altro, ma soprattutto, di una potenziale e inedita soluzione per l'emergenza rifiuti in campania. riceveremo altre comunicazioni, o ci dovremo preparare solamente a riabbracciare la nostra avventuriera lamati al suo rientro?

di nuovo in terre toccate da internet
rajastan
in realta' gia' seconda tappa
ma alla prima vari blackout di computer e skype
non vi ho scritto
sorry
ho parlato con l'ambroggi
devo ancora riferirvi il viaggio in treno
in treni diversi
36 ore
con tanto di attacchi di maldipancia al bagno (?) del binario tre della stazione di mumbai
very very bad
nahi accha he
e soprattutto con ultima tratta di otto ore in classe generica
classe infima
ma per fortuna solo donne
ma millemila donne
in poco pochissimo spazio
sdraiata nel pavimento piu' lurido
con piedi cavigliere bangles gambe sari strascicati nei bagni sopra la testa
solo gli occhi liberi ad una certa ora della notte
per controllare che enri piu' sdraiata di me non vemisse schiacciata dagli arti delle vecchie indiane
tintinnanti all'inverosimile di gioielli non gioielli rajastani bellissime a modo loro
una pero' aveva tutti gli arti a girandola
le mani
i piedi
storti in cerchio.
testa a testa con la mia vicina sul suo borsone
ho visto la luna sorgere e tramontare sulle brullita' (?) di questo stato
sostenendo incomprensibili conversazioni in hindi o forse in rajastani con le vecchie intorno
tutte entusiaste della nostra presenza
ho imparato che nella classe base le persone si intromettono all'infinito nelle tue posizioni corporeee
ma non per ottenere qualche vantaggio
non so perche'
ti spostano un braccio che non li tocca
ti svegliano per dirti che stai piu' comodo con la testa da un'altra parte
e tu stravolto dallo sballottiio e dalla scomodita' lasci fare
il giorno dopo il viaggio in finito il mio cervello era troppo lento
e' venuta la febbre
ma lo squarcio antropologico del viaggio meritava
oggi siamo a jaipur
e nel frattempo abbiamo toccato udaipur
riuscendo a vedere un'ora prima del treno uno spettacolo di danze rajastane
e un piccolo pezzo di marionette tradizionali
in un cortile meraviglioso.
ora stravolta dalla dall'arte della contrattazione
passo ore a ribattere per ogni cosa
enri si e' comprata una collana da regina
oggi ci siamo un po' smarrite tra bracciali ruote di biciclette maiali cetrioli cammelli fogna molto densa
forse perche' manca l'acqua
e nuvole di adolesxcenti musulmani pronti a concentrarsi intorno a noi
abbiamo bevuto succhi di ananas ogni venti passi
purtoppo tutti col ghiaccio
ma il caldo e' in crescita costante
e il nostro cervello rallenta
e il ghiaccio lurido spaccato nei sacchi di iuta e' troppo refreshing
per dirgli non metterlo in anticipo
speriamo sempre che non lo mettano razionalmente
ma in realta' lo vogliamio tantissimo
domani sera delhi
ritorno alla caotica tremenda
ma con felicita'.
vi bacio tuttissimi

OGGIHOVISTOUNASTALLADIELEFANTI
AVEVANOGROSSECATENEALLECAVIGLIE
MAERANOBELLI
CONLAFRONTETUTTACOLORATACOLORPASTELLO
ECONUNAGROSSALINGUAROSAMANGIAVANOUNABELLAPAGLIETTAGIALLA
EPOIVIVOLEVODIRECHEAUDAIPURHOVISTOUNADELLECOSEPIU'INCOMPRENSIBILIDIQUESTOPAESE
CHEOGNIGIORNOMILASCIASTUPITAMAQUELLACOSAPROPRIODIPIU'
UNUOMO
INTOCCABILEDINOMEEDIFATTO
PRENDEVAL'IMMONDIZIADALRIGAGNOLODIFOGNAALATODELLASTRADA
EPOILAVAVAL'IMMONDIZIA
MAPERCHE'LAVAVAL'IMMONDIZIA?