Notizie dall’Impero. Parte seconda: Dei sogni mancati, dei colori e delle case inaspettate

lunedì, settembre 22, 2008


In pieno stile Gregano, ci tengo a scrivere un post (il mio primo post) subito dopo la pubblicazione di quello (di estremo valore e successo) del Ferari… così, per pura cattiveria – o forse per rifarmi dell’aver condiviso il letto col Petone per ben 6 giorni, senza trarne, povero me, alcunché di positivo.

Prima di tutto, alcune importanti correzioni:

1. Non si dice Chicagoni ma Chicagoani, che se vogliamo è pure peggio…

2. I bucks devoluti al Papadopoulos non furono 50, bensì 49… ma dato che sono stati pagati da lui, il Petone ha voluto esagerare…

3. In realtà si sarebbero potute mangiare cose ben più sane del cheeseburger, ma il Petone non sa scegliere! Il primo giorno, in un ristorante greco (e sì che Papadopouolos gli avrebbe dovuto insegnare qualcosa…) io ho preso un Club Sandwich, mentre ilfe ha ceduto ad una specialità della casa, che si è rivelata essere un parallelepipedo densissimo di carne macinata condito con ketchup e cheddar… chi è causa del suo mal…

4. Per quanto riguarda la fradicia verdura, ci sarebbe da precisare che se non l’avessi scutullata un po’ mi sarei portato a casa un comodo litrozzo d’acqua, quindi nel caso sono io che c’ho perso! Ciò che poi impressiona, della verdura, non è tanto la nebulizzazione dell’acqua, quanto piuttosto i colori: non è un mercato, è un arcobaleno! Perché il pomodoro dev’essere solo rosso, se può essere anche giallo? E se siete fra coloro che, come me, non sanno mai scegliere fra peperoni gialli, rossi e verdi, che cosa pensereste trovandovi di fronte anche peperoni arancioni e viola?!

Ciò su cui il Petone non si sbaglia, invece, sono le grandi disillusioni. A cominciare da quel gran budello di Rachel, che mi ha liquidato con una mail piccola piccola, mesta e quasi innocua all’apparenza. Leggete, leggete fin dove è arrivata:

“SiSì,

I am so sorry for the wait. I had someone come by and sign a sublease for the aprtment so it is taken. I will let you know if it falls through and you are still looking for something. I am sorry for the wait.

Good luck,

Rachel”

I am sorry for the wait?!?!?! Ti dispiace?!?!?! Poverina… Come potete ben immaginare, SiSì non si lascia abbindolare da queste tiepide scuse; e volendo sfogare il suo astio, risponde… altrochè se risponde! Sentite un po’ qua:

“Dear Rachel,

I use to say things as I think they are, and unfortunately (for me cause I'm wasting my time writing, and for you cause you'll (maybe) waste your time reading) I want to say what I think this time too.

I think you didn't treat me the right way. You told me the dates worked perfect for you, that you was happy to have (again) an Italian subleaser, and after you sent pictures to me I said IMMEDIATELY that I was interested in the flat. Really, I couldn't wait to arrive here in Chicago to come and see my new wonderful flat and the wonderful person that would have subleased it to me.. I trusted you. But then I found out the dates didn't worked so perfect, that the interest you showed on me was actually flown away, and that what I took as a promise was in fact an illusion. You never mentioned that you'll leave on the 19th, or that someone else was interested in the apartment (or that you were putting other announcements on marketplace, too...). I thought you were just waiting for me to arrive, so that you could meet me and I could sign the contract. When I called you I realised immediately that something wasn't going the right way. But I still hoped to hear soon something about you. What I got (not so soon) was a refusal that puts me in big troubles, cause I not only have to find another room, but since I need a place to sleep I'm still staying in a hotel, which is not exactly unexpensive...

Why am I wasting my time writing this to you? Not because I think that it would solve something, but only because I like to be honest with people, and especially with myself. You can take this speech as you want, this is not my problem; at least, I've satisfied my selfish need to be honest - a need that I always prefer to the need of making only his own proper business.

Sincerely (or honestly)

Sisì”

CAPITO, STRONZA?! Non la si fa impunemente a Sisì…

E ringraziate che ho trovato un bellissimo appartamento a 102 sventolanti dollaroni di meno (senza internet… sigh…), altrimenti sarei ancora attaccato coi denti ai polpaccioni di quel tegame...

Comments

5 Responses to “Notizie dall’Impero. Parte seconda: Dei sogni mancati, dei colori e delle case inaspettate”
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Via Rigattieri ha detto...

oh! gliene hai dette quattro! bravo sisì! certo quella al finocchione era ancora più meravigliosa...
ma ora, senza internet, come si fa? userai casa delfe - sempre che ne abbia una? Vedo comunque che avete acquisito coscientemente le sane abitudini rigattieriche: silenzio, poi un post dietro l'altro, mò vedremo quanto altro silenzio ci toccherà...raccontateci, chicagoani, raccontateci!

22/09/08, 09:04
Anonimo ha detto...

E come cantava Fred...

Ecco il dritto di Chicago,
Sugar Bing,
arrivato fresco fresco
da SingSing.

Egli ha avuto da bambino
Al Capone per padrino
e sua madre lo allattava
a whisky e gin.

Viva il dritto di Chicago,
Sugar Bing,
che sparando la pistola
fa lo Swing.

Lui con "Jimmi lo sfregiato"
sette banche ha svaligiato
nello spazio limitato
di un mattin.

Coro:
Ragazzi mamma mia che spago
quando per Chicago
scende a passeggiar.
Ragazzi bravi sorridete
se lo disturbate
certo sparerà.

Ecco il dritto di Chicago,
Sugar Bing
che d'estate va in vacanza
giù a Sing Sing.

Quando guarda una ragazza
quella li diventa pazza
perché Sugar tiene o' fascino latin.

23/09/08, 01:45
charlie ha detto...

Sìsì, ho guardato le foto che hai fatto su un'altra diavoleria di internet, tu sai bene quale, e potresti metterne qalcuna qui!
Guardandole ho pensato che mi piacerebbe girare un po' in una città americana, come in un parcogiochi per adulti e vedere che impressione fa camminare tra sti spilungoni architettonici...e sentire l'odore del fast food ovunque e vedere i tombini fumanti (ma fumano?) e parlare in maniera sconnessa e senza un argomento preciso, come in un dialogo di woody allen, a bocca piena con la guancia rigonfia del boccone di cheeseburger lasciato lì ad aspettare...e chiudere lo sportello della macchina senza usare la chiave o l'allarme o il telecomando, ma lasciarlo semplicemente chiuso-aperto (in USA anche le contraddizioni paiono possibili, vedi Eyes Wide Shut) mentre corri per le scale d'emergenza (quelle metalliche ed esterne agli edifici) a salvare una vecchina o ad arrestare uno spacciatore o a salvare la tua vita e fermare la fidanzata in partenza per san francisco...come nei films.

23/09/08, 14:35
nw ha detto...

sì sì!!
vogliamo le foto di Sissì!

24/09/08, 10:42
nw ha detto...

...poi, se ci sono, anche quelle del BigFarter (o fArtist, as you like)

24/09/08, 10:52