tutta una vita

domenica, maggio 24, 2009


appunti, aforismi, trascrizioni, racconti che creano una storia, come un romanzo, feroce e caustico - caustico -, da una Cecoslovacchia sotto il giogo sovietico. un libro incredibile, che se avessimo un tumblr consiglieremmo nel tumblr, ma siccome non abbiamo un tumblr lo segnaliamo qua, ché ci è piaciuto proprio tanto.

qualche spunto, che potete trovare anche sul blog di Paolo Nori:

- Una volta, in gioventù, avevo chiesto alla ragazza con cui uscivo che cosa le piacesse fare di più. Pensavo che mi avrebbe risposto fare l’amore con te, ma mi rispose senza pensarci un attimo che le piaceva fare le pulizie… Ci ho pensato oggi, più di trent’anni dopo, al mio risveglio, ma senza sorpresa, stavolta, per il carattere insolito di quella risposta, e colpito piuttosto da un altro stupore: «e perché non l’ho sposata?»

- Voznesenskij, Evtušenko: due natiche dello stesso culo.

- Abbiamo dell’alcol ma la bistecca è avariata. Così il computer ha tradotto dall’inglese in russo la frase biblica «Lo spirito è saldo ma la carne è debole»

- Partito comunista cecoslovacco: Society for the prevention of all human activities.

- Quando ero giovane le donne si accarezzavano ancora il culo prima di sedersi.

- Parlare per i muti è una bella cosa. Ma parlare ai sordi è proprio triste.



Jan Zabrana, Tutta una vita, :duepunti edizioni, Palermo 2009

(Dis)integrazione

venerdì, maggio 22, 2009





Essere bambini, e per di più stranieri, è una provocazione crimonosa della sinistra.
Figurarsi avere l'ardire di frequentare una scuola italiana...

Roma. "Nonostante sia stata cancellata dal ddl sicurezza la
norma Presidi-spia gravissimi episodi stanno accadendo all'interno
delle scuole, per quanto riguarda la 'caccia agli immigrati'". Lo
afferma Federconsumatori che prosegue: "Si tratta di segnali
allarmanti che, non solo emarginano sempre di piu' gli immigrati,
trasformandoli in cittadini invisibili, ma che violano i principi
fondamentali della nostra Costituzione, a partire dal diritto allo
studio". "Quello che ci preoccupa, inoltre -sostiene Rita Battaglia,
vice presidente Federconsumatori- e' l'influenza negativa che questa
atmosfera inquisitoria ha sull'educazione all'interno delle scuole
che, invece di favorire l'integrazione, da luogo a comportamenti
discriminatori, che avranno effetti sulla formazione della societa'
futura". Federconsumatori, in quanto associazione per la tutela dei
diritti dei cittadini, "si associa alla protesta della societa'
civile, al fine di respingere provvedimenti di questo genere, che
provocano nel nostro Paese sempre piu' divisioni e intolleranze, non
degne di un paese democratico e solidaristico". (segue)

(Pab/Ct/Adnkronos)
22-MAG-09 12:46

E' giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra

sabato, maggio 16, 2009


"E' come chi decide di fare il filosofo e chi il medico, secondo te chi dei due decide della vita di una persona?"
"Il medico!"
"Bravo. Il medico. Perché puoi decidere della vita delle persone. Decidere. Salvarli o non salvarli. E' così che si fa il bene, solo quando puoi fare il male. se invece sei un fallito, un buffone, uno che non fa nulla, allora puoi fare solo il bene, ma quello è volontariato, uno scarto di bene. Il bene vero è quando scegli di farlo perché puoi fare il male."
Non rispondevo. Non riuscivo mai a capire cosa volesse realmente dimostrarmi. E in fondo non riesco nemmeno ora a capirlo. Sarà anche per questo che mi sono laureato in filosofia, per non decidere al posto di nessuno.




Lunga è la notte.

sabato, maggio 09, 2009



Peppino Impastato (5 gennaio 1948 - 9 maggio 1978).

lotto e complotto

venerdì, maggio 08, 2009

I primi passi del complotto - circa due anni fa - nelle serenate di Capitan Milza

facebook

domenica, maggio 03, 2009

io nella mestizia politica generale, per una mano, se avessi facebook, aprirei subito un gruppo dal titolo semplice semplice:


Veronica, sbancalo.

per una filosofia dell'immagine

lunedì, aprile 27, 2009

sylvie

lunedì, aprile 20, 2009

Let's entertainment!


La casa del padre

mercoledì, aprile 08, 2009

La notte scorsa la conta dei parenti e degli amici è stata la prima cosa. Poi si è rimasti incollati alla tv increduli. L’alba ha portato la luce e anche la proporzione del disastro. Quando la tua terra è così dilaniata, cosa puoi dire? Gli abruzzesi poi sono capetoste, fieri e di poche parole. E così anche fare il giornalista in questi momenti ti sembra una mancanza di pudore.

Mio padre stamattina camminava curvo, come piegato da un macigno cadutogli d’improvviso sulle spalle. Fumava una sigaretta dopo l’altra davanti alle immagini di macerie. Lo sguardo vuoto, altrove. La casa dove è nato (quella nella foto di quest’estate) si è spaccata come una mela dopo un colpo ben assestato. L’hanno già dichiarata inagibile. I muri non stanno più insieme, gli ha raccontato un cugino che non ha voluto infierire oltre.

E’ solo una di una manciata di case buttate su un fianco di una montagna ai bordi dell’altopiano delle Rocche. Cinquanta famiglie d’estate, venti persone d’inverno a Fontavignone. E ieri notte dopo la prima scossa si sono radunate dietro la chiesa, si sono fatte un caffè con i mezzi di fortuna e hanno aspettato che arrivasse la luce. La mattina ha portato poca consolazione. Dopo decenni di anonimato a Fontavignone stava arrivando il momento della riscossa: un ostello della gioventù da inaugurare quest’estate e qualche villetta per villeggianti. Ora non si ha più voglia di pensare alla prossima sagra di paese o ai carri per la festa dei Narcisi.

A 24 - La strada dei parchi. Ovvero: sentirsi Nazione oggi.

lunedì, aprile 06, 2009

Quando ho aperto gli occhi pensavo fosse uno dei miei soliti risvegli notturni, di quelli che intervallano tutte le mie notti e che si concludono con un sorso d'acqua e una giravolta sul letto. È bastato chiudere gli occhi e riaprirli per capire che il risveglio era provocato, ma è stato solo quando d'istinto mi sono ritrovato in piedi davanti alla porta che in testa mi è passata la parola terremoto. Non ricordo di aver avuto davvero paura: non c'è stato il tempo, forse. Ricordo però di essermi stupito più per il rumore che per l'oscillazione di tutta la stanza. Quando ha rallentato e poi smesso ho guardato l'ora: 3.39 [tengo sempre l'orologio avanti, per evitare i ritardi che faccio ugualmente]. Mi affaccio alla finestra e come me tutta via Giovanni Lanza, qui a Roma. Di fronte una famiglia di quattro persone sembra chiedersi come me cosa bisogna fare. Uscire di casa? Gli invidio la televisione e la compagnia e mi rimetto a letto.
Stamattina quando la sveglia è suonata ci ho subito ripensato, ma è stato solo dopo la telefonata di mia madre che ho realizzato che la scossa della notte non era un aneddoto delle mie vacanze romane.
Mi lavo, vado al bar e mi pianto davanti a skytg24, e scopro che esistono le città di Onna, Paganica, Fossa, Villa Sant'Angelo, e sento crescere il numero di quelli che non esistono più (dai 15 di stamattina ai 150 di poco fa).
Esco dal bar, entro in archivio. Esco dall'archivio, cerco ancora il bar, ma prima gli occhi cadono su un cartello stradale: A24 - L'Aquila. Neanche sentire e vedere le pareti del mio B&B tremare mi aveva fatto capire quanto fossimo vicini, io e loro, voi, noi.

il maiale nel pozzo

lunedì, marzo 30, 2009

Nel suo diario di lavorazione di Fitzcarraldo, Herzog racconta a un certo punto di una storia palermitana di cui non avevo mai sentito parlare: e mi chiedo se qualcuno dei palermitani che frequenta questo blog la conosca invece come storia nota, raccontata e riraccontata da amici, parenti e affini. Io non avrei mai pensato di trovare in un libro come questo (distantissimo, in tutti i sensi) una storiellina su Palermo, per di più così curiosa, e sono tanto contento di averla scoperta quanto dispiaciuto di non averla conosciuta sin da prima. Ad ogni modo, la riporto.


"
Santa Maria de Nieva, 14 ottobre '79

Vista dal cielo, la foresta vergine si increspa sotto di me, apparentemente pacifica, ma è solo un'illusione, perché la natura nella sua essenza più intima non è mai pacifica. Perfino quando viene snaturata, quando viene addomesticata, si ritorce contro i domatori e li degrada ad animali domestici, a rosei porcellini che si sciolgono in padella come strutto. A questo proposito mi torna in mente l'immagine, la grande metafora, di cui avevo sentito parlare, del maiale che era caduto in un pozzetto di scolo nel mercato di Palermo: vi era rimasto per due anni e aveva continuato a crescere , sopravvivendo grazie ai rifiuti che la gente gettava nel pozzo, e quando lo avevano tirato fuori - aveva finito per intasare lo scarico - era quasi bianco, grasso, e aveva assunto la forma del pozzo. Era diventato una larva monumentale e bianchiccia, una figura quadrangolare, cubiforme e gelatinosa, un enorme pezzo di lardo, in grado di muovere solo la bocca per mangiare, mentre le zampe si erano atrofizzate ed erano state inglobate dal ventre adiposo.
"


p.s.: le storie, i racconti, le leggende, prescindono da ogni riferimento all'attualità, com'è noto. sarebbe quantomeno riduttivo. chiunque ci riveda analogie con o metafore di qualcos'altro è il solo responsabile di tale accostamento, e se ne assume ogni responsabilità, soprattutto rispetto alla propria fantasia.

dottoressa nw...

mercoledì, marzo 25, 2009

ecco come l'immaginario italiano riesce a pensare di festeggiarti, in omaggio a te, agli anni '70, agli anni '80...









illuminazioni

venerdì, marzo 20, 2009

E luce fu.
Ci sono momenti, nell'esistenza di un uomo, in cui l'inatteso irrompe senza tatto alcuno nell'ordine delle cose che credevi immutabile. Tu magari eri in bagno, stavi leggendo qualcosa per ritrovare una concentrazione che fosse anche stimolante, ed ecco che ti ritrovi come sperduto. Ti vengono a saltare i punti di riferimento: quella struttura rassicurante da cui sei costantemente attorniato senza neanche rendertene conto, e che condiziona in maniera discreta ma irrinunciabile la tua vita.
Può succedere, e per fortuna capita raramente ma per fortuna capita, che il contingente si affacci all'improvviso cogliendoti di sorpresa; e allora di colpo ti rendi conto che il mondo cambia, e le cose possono essere considerate da un altro punto di vista, sotto una luce diversa. Oppure senza luce, al buio.
Mercoledì mattina l'EDF ci ha tagliato la luce.
La burocrazia francese ama agire di soppiatto: una mattina arriva, si nasconde dietro la tua porta, senza avvertire, senza far rumore, ZAC!, e ti taglia la luce. Tu li senti: ti avvicini, chiedi spiegazioni, ma loro ti rispondono che devi chiamare un call center, che quello deve aspettare che il tecnico torni a fare rapporto, che passi del tempo per ratificare il tutto, insomma in due secondi ti hanno modificato la consueta partizione del sensibile. Qualcuno direbbe che si tratta di un atto politico. ... .
Tu allora sei costretto a modificare le tue abitudini: ricominci a lavare i piatti, smetti di pulire la casa, smetti di lavarti, butti il brodo di pesce surgelato e anche le pizze finte, ti metti a cucinare due chili di piselli prima che vadano a male, e così via. E ti rendi conto, anche, che le cose non sono poi così malvagie. Scopri ad esempio che candela in francese si dice bougie, e cominci a ricordare che la luce di candela è bellissima (e ripensi a Barry Lindon, e a quanto fosse geniale Kubrick). E ti ritrovi, di sera, tre cretini attorno a un tavolo che in silenzio leggono a lume di candela. E da quant'era che non succedeva, con o senza candele? L'avvento di internet in viarigattieri ha senza dubbio massacrato le pratiche più creative, quelle che nascevano nei momenti in cui non c'era nulla da fare, fuori pioveva, e dovevi inventarti qualcosa tutti insieme per passare il tempo. Il papa, proust, pioggia giù, per dirne solo alcune.
Così due giorni passati al buio possono far ricomparire tout d'un coup cose che pensavi ormai lontane. Ieri, per esempio, una discussione di soli 5 minuti, verso mezzanotte o giù di lì, a partire da 5 candele di dimensioni diverse. (questo è un post che nasce da una foto, una foto che non esiste: scattata e rifiutata dalla mia macchinetta digitale, che ha deciso di defungere, come per lasciare ulteriore spazio all'immaginazione). Due candele di uguali dimensioni, ma a dire la verità bassine, rappresentavano l'uguaglianza di ciascuno con chiunque, la vera democrazia, il comunismo, il regime estetico delle arti, la politica e così via. Due candele di cui una nettamente più alta e l'altra nettamente più bassa, ancorché più alta delle candele comunitarde, rappresentavano il capitalismo, il liberismo, il regime mimetico delle arti, la polizia (e come spiegare il fatto che, nonostante tutta l'ineguaglianza sociale, la candela più bassa nel capitalismo fosse comunque più alta di quella egualitaria del comunismo? problema grave e serio). Quinta candela, quella solipsista: si faceva i cazzi suoi, ed era a mezza altezza rispetto alle altre.
Ma qual era la candela più felice?

"Attrazione gay" è il problema dell'anatra blu

venerdì, marzo 13, 2009

Rischia l'estinzione. In Inghilterra stanno tentando l'accoppiamento fra uno dei maschi rimasti e l'unico esemplare femmina. Ma Ben e Jerry tubano fra loro

Lei si chiama Cherry, ed è l'unica femmina di anatra blu presente nel Regno Unito. Poi ci sono Ben e Jerry, gli ultimi due esemplari maschi appartenenti alla stessa specie. Il trio di questi uccelli in via di estinzione è ospitato in un santuario del West Sussex, dove, da tempo, si sta cercando di evitare che questa specie scompaia definitivamente dal Paese. Peccato che i due maschi facciano sempre più coppia fissa tra di loro, ignorando di fatto Cherry. E, soprattutto, rifiutandosi di accoppiarsi con lei. "Un caso tutt'altro che raro. E' probabile che i due maschi abbiano vissuto un trauma d'identità", commenta il direttore scientifico del Bioparco di Roma, Fulvio Fraticelli. E così, il destino dell'anatra blu, che è originaria e residente nella Nuova Zelanda, sembra essere segnato, almeno per quanto riguarda la Gran Bretagna.

Teatro di questo mancato triangolo amoroso è l'Arundel Wetland Centre, dove si è cercato, a più riprese, di far interagire i due maschi con Cherry. Il primo a venirle presentato, nel recinto in cui vive, è stato Ben. Ma tra i due non è scoccata alcuna scintilla. Niente tentativi di accoppiamento, e neanche un vaghissimo approccio: la mancata intesa era palese. A quel punto è stato portato al cospetto di Cherry il secondo maschio, Jerry, ospitato fino ad allora in un altro santuario degli uccelli, a Londra. La prima reazione, da parte di Cherry, è stata esaltante, visto che ha da subito mostrato interesse nei confronti del suo nuovo ospite. "Gli si avvicinava, e lo chiamava, proprio come quando ci si vuole accoppiare", racconta uno dei responsabili della struttura. Peccato che quelle attenzioni non fossero affatto corrisposte.

Ma la sorpresa doveva ancora arrivare. Quando, infatti, gli esperti del Wetland Centre hanno deciso di far incontrare anche i due maschi, questi hanno da subito iniziato a fare coppia fissa. "Inizialmente li avevamo messi in gabbie separate. Non volevamo che potessero influire sull'eventuale accoppiamento con la femmina. Ma visto che nessuno dei due era interessato a Cherry, li abbiamo collocati nello stesso recinto - ha spiegato il guardiano Paul Stevens ai giornali inglesi - Da quel momento sono diventati inseparabili, e si comportano, tra di loro, come farebbe un maschio con la femmina. E' evidente che si piacciano".

E Cherry? Non sembra troppo preoccupata, e trascorre buona parte del tempo per conto suo. Al Wetland Centre sembrano ormai essersi rassegnati, anche perché è difficile che i due maschi possano cambiare il loro atteggiamento. "Quando non c'è risposta nei confronti della femmina - sottolinea il direttore scientifico del Bioparco di Roma, Fraticelli - c'è ben poco da fare". Tra le cause di questo comportamento, sottolinea l'esperto, il modo in cui sono stati cresciuti da piccoli: "Si può trattare di un problema di imprinting. Trentadue ore dalla nascita, gli anatidi si identificano con un oggetto o un essere vivente che vedono intorno a loro. Se, ad esempio, sono stati allevati in un'incubatrice, potrebbe identificarsi con l'uomo. Questo processo può causare dei traumi di identità. Ciò avviene anche quando i maschi sono stati allevati insieme".

E che l'omosessualità interessi anche il mondo animale non è una novità: basti citare la classifica, stilata da un gruppo di etologi, delle specie che mostrano comportamenti sessuali sganciati dal bisogno di procreare, quindi con esemplari dello stesso sesso (in cima alla lista si piazzarono i bisonti, seguiti da trichechi e scimmie). "Comportamenti spesso risposta a stress o convivenza forzata", fanno notare gli esperti.

fonte: repubblica.it

Guida, femminile di guido.

martedì, marzo 10, 2009

Teso, inteso.

Flash News: Nuclear Warning!!!

venerdì, febbraio 27, 2009


"I primi quattro impianti previsti dall'intesa Italia-Francia copriranno circa il 10-12% del fabbisogno energetico nazionale, contro l'obiettivo del 25% del governo. Dove saranno gli altri? L'identikit del "sito ideale" è facile: deve essere vicino all'acqua, preferibilmente al mare, immune da rischi sismici e naturali, non lontano da un elettrodotto e da un porto, visto che molti dei componenti delle centrali arrivano pre-assemblati con dimensioni importanti via-mare. L'Enel una ventina d'anni fa aveva stilato un elenco di candidature che comprendeva un'altra area in Lombardia tra San Benedetto Po e Viadana , il delta del Po, un paio di località in Puglia, Avetrana e Carovigno, la Sicilia sud-orientale e l'isola di Pianosa . E Scanzano Ionico in Basilicata era stato indicato come luogo ideale per lo smaltimento delle scorie. Un elenco che conserva ancora una certa attualità."
(fonte: la Repubblica)

Siamo tutti con AmicòFra. 
Siamo tutti di Carovigno.

Pendaison de crémaillère

mercoledì, febbraio 18, 2009

Mesdames et Messieurs,
Cheres amies et chers amis du 78 Félix Faure,
Bonjour à tous!

Nous sommes les nouveaux locataires du troisième étage (porte à gauche); nous vous écrivons pour vous informer du fait que vendredi soir on va inviter quelques amis pour une petite f
ête d'inauguration. Nous ésperons de ne pas vous trop déranger.
Si quelqu'un a envie de boire un verre avec nous il est naturellement bienvenu.

Cordialement,

cobe, cofe, cani, còin

News from Boo C. Cow

lunedì, febbraio 09, 2009

  • allarme allarme, il nuovo blog di Amicofra ci sta rubando tutti i lettori, si richiede uno sforzo di attenzione anche sui vecchi rigattieri, altrimenti saremo costretti a rubare le strepitose invenzioni letterarie di Amicofra (citando la fonte, bien sur) e postarle qui;

  • la casa è un forno, e si attende con trepidazione l'arrivo degli altri due conquilini, ché bisogna fare le pulizie;

  • ciccì è partito, portandosi dentro un pezzo di bucicò (la chiave, notamment), e lasciando un vuoto nel mio lettone - e due cuscini;

  • cobe e io non vediamo l'ora di riabbracciare il parmigiano e il caffé e la caffettiera grande che cani e cofe ci porteranno sabato prossimo venturo (oltre a qualche altra sorpresina);

  • ci piacerebbe avere notizie dai rigattieri vari e amici che da tempo non frequentano questo blog: siete sempre i benvenuti, e forse senza di voi rischiamo di soffocare;

  • l'altra mattina ci siamo svegliati e la pizzeria romanella, che sbaglia tutti i nomi di tutti i piatti italiani e nella quale dunque per quanto mi riguarda non metterò mai piede, era così:


abbucicò

ubu!

venerdì, gennaio 30, 2009

Festeggiamo tutti insieme gli amici Sacchi per la gioia della consegna del premio speciale ubu 2008 con la seguente motivazione:

I Sacchi di Sabbia, per il complesso di un'attività caratterizzata dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell'avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata.




Paris nous appartient

martedì, gennaio 20, 2009

Siamo veramente onorati di ospitare su Viarigattieri un post attesissimo da mesi, simbolo del déménagement che è tuttora in corso nella vita dei rigattieri. Aprendoci ai segreti di una Parigi che ci apprestiamo a conoscere, Silvia K. e Arnò sanciscono con questo post un'apertura internazionale del blog che da troppo tempo era richiesta dal nostro pubblico internazionale. Li ringraziamo veramente tanto per la promessa, per averla rispettata e per l'impegno che ci hanno messo, dimostrando un attaccamento a questo nostro spazio che veramente veramente quasi ci commuove.

Chers Rigatieriens que l'on rencontre boulevard Saint-Michel alors que la vie parisienne nous oblige à courir pour un RDV (les français adorent sigles et abréviations) quasiment manqué,

Comme convenu nous vous envoyons une liste des endroits qui nous plaisent le plus à Paris pour manger et boire, avec des commentaires, et une espèce d'itinéraire spatio-temporel, que nous espérons vous feront penser à nous.

Comme Arnaud est quand même un peu geek, on vous a fait un bonus, allez voir ici:


JANVIER: Pour bien faire semblant d'etre venus à Paris pour ses renommées universités, nous vous conseillons de commencer au Quartier Latin. Un des milliers de thés à "LA FOURMI AILEE", tout près de la renommée libairie anglaise Shakespeare&Co, est ce qui vous fera sentir bien a l'aise dans l'ambiance du quartier. Très recommandés, les gateaux. Pas de restos pour le premier mois: il y a encore les repas de Noel à digérer, mais si vraiment vous avez très faim, allez au REFLET, qui n'est pas très loin: plat à six euros, minimum, vin pas très cher, au milieu des cinémas les plus intellos de la ville. Vous n'en avez pas assez? Allez au MELOCOTON (c'est mieux pendant l'happy hour, en fait...) ou au Bar des Artistes. Envie de Jazz? Tous les soirs après 10h concerts gratuits au CAVEAU DES OUBLIETTES, ancienne prison: à remarquer les inscriptions sur les murs qui datent du XVII siècle.

FEVRIER: Vous avez bien digéré les repas de Noel et il fait froid: il faut des calories! Allez à la PATISSERIE VIENNOISE, un endroit "only for girls" avec un énorme choix de gateaux. Si vous n'êtes pas rassaisiés, CHEZ GLADINE est la meilleure adresse, resto basque à se lécher les moustaches! After dinner, pour les fumeurs: un bon endroit avec terrasse réchauffée, qui ne marche pas vraiment, est LA PETITE PORTE, surtout pour le vin.

MARS: quoi de mieux pour fêter le printemps qu'un rouleau de printemps(attention: le rouleau de printemps n'est pas l'involtino primavera!!!)? Le resto le moins cher de paris c'est un resto chinois pas loin du Panthéon: LA MURAILLE DU PHENIX (menu à moins de 6 euros !!!!!) N'oubliez pas de demander de l'eau municipale! En ayant fait des économies pour la bouffe vous pouvez vous concéder un endroit plus classe pour boire un coup parmi les Germanoprésiens, CHEZ GEORGES, ou à LA RHUMERIE, ou, si les économies ne sont tout de meme pas suffisantes, au 10BAR, où le pichet de sangria est assez bon marché.

AVRIL: Il faut commencer à sortir un peu plus souvent, et non pas rester tout le temps à la maison à ecouter Brassens: GALERIE 88, un bon endroit pour le midi, des bonnes salades, des bo-bo autour, la Seine devant vous....mais si vous avez envie d'Orient, allez découvrir les japonais de la Rue Sainte Anne, surtout ceux qui font les méga-soupes: ça change du sushi (que vous ne trouverez d'ailleurs pas là-bas)!
Pour ceux qui se sentent un peu plus jeunes, des bons rock-pubs sont le TRUSKEL (la moyenne d'age n'est pas très elevée mais la musique est bonne) ou le POP-IN (plus de notre génération en fait). Le summum c'est la FLECHE D'or: concerts gratuits, espaces assez grands audessus d'un ancien chemin de fer...

MAI: Les parisiens découvrent le beau temps et organisent des piques-niques sur les bords de la Seine. Ne vous laissez pas distraire par ces loisirs frivoles, il faut continuer votre tour!
Nous vous conseillons le canal St Martin, en particulier L'ATMOSPHERE, ou LE POINT EPHEMERE, ce dernier en particulier organise souvent soirées et concerts. Pas loin non plus vous pouvez aller faire un tour à LA CARAVANE. Si vous en avez marre de BOs-BOs et vous voulez manger un bon tartare revenez vers St Germain des Près au CHAI de L'ABBAYE, un peu reuch (les français adorent le verlan), quand meme...

JUIN: Vous en avez marre des escargots, de la baguette, et des francais: mangez vietnamien!! PARIS-HANOI, rue de Charonne, s'il n'y a pas la queue...ou indien au MADRAS CAFE (ne ratez pas les magasins indiens dans la rue!), assez cheap. Pour le soir, nous vous conseillons LE LECHE VIN, les photos de Jésus et de la Vièrge qui le decorent font pendant avec les images ultra porno que l'on trouve aux toilettes!

JUILLET: Vous n'aimez pas le 14 Juillet et pour vous démarquer de la foule vous voulez manger un bon hamburger: BREAKFAST IN AMERICA (il y en a même deux) un vrai diner avec serveuses anglo-saxonnes. Une autre bonne adresse c'est le TRIBAL, où certains soirs il y a aussi à bouffer gratos (couscous ou moules-frites, se renseigner pour savoir quels soirs)

AOUT: toutes les bibliothèques sont fermées, reste seulement la BNF. Quoi de mieux qu'un verre de vin en sortant du travail? Restez sur les bords de Seine au même niveu que la bibliothèque: il y a un très bon coin pour des apéros faits maisons et on peut même allez pisser au BATOFAR, qui est juste à coté!! (here again mostly for girls :-), les hommes n'ayant pas ce problème )

DE SEPTEMBRE JUSQU'A LA FIN DE L'ANNEE : finie la glande, il faut bosser ..... en tous cas ne comptez pas sur nous pour vous fournir une bonne excuse :P.

Silvia K. ed Arnò