giusto un anno fa..

sabato, maggio 26, 2007

Da un messaggio ufficiale del Presidente della Provincia di Modica:

"Un anno fa di questi tempi sbarcavamo in sicilia festanti...non c'è viaggio in treno che ricordi con più affetto..."

Sollecitati da cotanta Istituzione, memori di ciò che fu e che rimane ancora nelle coscienze, aggiungiamo solamente qualche immagine, augurandoci che anche questo possa essere un post a più voci tra blog amici...





(foto di Daniele D'Alleo)

Comments

7 Responses to “giusto un anno fa..”
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il presidente della prov.MODICA ha detto...

grazie per la citazione...
vedo che le mie sollecitazioni più o meno autorevoli sono andate a buon fine...voto 8,servizievole capo(da leggere con la voce di ziliani che da la pagella a kakà);)

26/05/07, 12:44
un blogger amico ha detto...

Tocca farlo anche a me; prossimamente...

26/05/07, 14:52
greg ha detto...

... ma che ne pensa il siciliano medio?

è proprio una questione di punti di vista.... nel mio pessimismo mi sarebbe solo venuto da pensare:"giusto un anno fa avevamo perso lo stesso". Detto questo, ritaexpress pare esser stata proprio una gran cosa, lo dice uno che in quel periodo era lontano, ma che lo stesso ha sentito indirettamente l'entusiasmo. Ricordo gli adesivi con l'italia capovolta appicciacati da Amsterdam a piazza risorgimento, proprio sotto le mura del vaticano. Ricordo un uomo vestito da donna (un eroe per quanto mi riguarda, il più grande di tutti) partire in treno e affrontare un viaggio di due giorni per unirsi ai suoi compagni.

Ancora, detto questo, mi chiedo: "Ma alla sicilia è servita questa spedizione?" agli studenti fuori sicuramente si. Sono stati bravissimi.
Ma io mi chiedo, fuori da ogni polemica, cosa ne pensa il siciliano medio del progetto che tanto coragiosamente avete portato avanti. Dall'esterno pare proprio che la magnifica spedizione sia stata del tutto inutile, c'è qualcuno tra i tanti analisti politici che si è posto il problema e che saprebbe darmi chiarimenti su questo tema.

La mia è solo una curiosità. Ieri, con il capo, guardavo alcuni video pieni di entusiasmo ma anche di povera retorica. Tra una parola e l'altra, una frase ha attirato la mia attenzione: "la sicilia, quella vera siamo noi". Bella frase, ma che forse, sfortunatamente, non corrisponde a realtà... o no?

27/05/07, 10:45

le ragioni della sconfitta sono tante, e purtroppo sono le stesse che ci hanno fatto perdere pure le amministrative la settimana scorsa.
la campagna elettorale della borsellino ci ha dato una strada(quella dei movimenti,dell'apertura alla società civile,etc)che ha supplito alla più grave mancanza d'identità nei partiti del centro sinistra siciliano.ma purtroppo, come sappiamo,non basta.non si possono sconfiggere partiti radicati e la loro rete di clientele,con i ragazzi del ritaexpress o cose simili...e forse è vero la sicilia quella vera non riusciamo a capirla bene,e questo è peggio di una sconfitta elettorale.

27/05/07, 12:02
Carlocò ha detto...

A volte anche in me il pessimismo dilaga, soprattutto nel giorno delle amministrative nel mio falsamente ridente comune di origine: 31000 abitanti (non so quanti aventi diritto al voto, ma non molti più della metà) e ben 750 candidati. Fra cui: giovani non ancora diplomati che, assieme ai non residenti nel Comune, vengono candidati solo per disperdere voti; professionisti e medici specializzati che promettono prestazioni straordinarie in cambio di un voto (esemplare il commento di un odontotecnico che, dopo essere diventato consigliere provinciale alle scorse elezioni, pronunciò la mitologica frase "Questa vittoria mi costerà un sacco di dentiere!"); furbi o presunti tali che organizzano feste di compleanno per le loro mogli proprio il giorno prima delle elezioni - quando la campagna elettorale è ormai finita - invitando poveri anziani ai quali promette un nuovo pranzo se lui riuscirà a diventare assessore; candidati sindaci che promettono un posto di lavoro ad ogni persona che riesca a procurargli 30 voti (in una città in cui il tasso di disoccupazione giovanile è sopra il 50%).

Di fronte a queste cose la mia speranza scema, il mio buon cuore si spezza. E quelle manifestazioni come ritaexpress che ti dovrebbero far dire "Allora forse una speranza c'è ancora", mi sembrano solo belle invenzioni di quei giovani pieni di senso estetico che le hanno vissute.

27/05/07, 12:06
Carlita ha detto...

Pur condividendo le origini con carlocò, io mi sono rifiutata di affrontare un viaggio lungo un giorno per andare a votare e dover scegliere tra persone al limite della follia: chi è convinto che "Il-lo-la-i-gli-le" sia il presente del verbo essere, chi scrive nei suoi volantini: "Votami, non è poi tanto difficile" stampandosi una bella croce in faccia e, sopratutto, chi si arraffa mia nonna che grazie all'arteriosclerosi passa il tempo a inventare animali e la distoglie da questo simpatico passatempo per farle mangiare cose che, oltre a peggiorarle la pressione e il diabete, la dovrebbero convincere a votare una certa persona.
E' arteriosclerotica, non deficente.
E, giusto per sconcertare carlocò, c'è anche un nostro caro scrittore del liceo...

27/05/07, 14:24
Martamé ha detto...

Mio caro Carlocò, io vengo da un paese di 10 mila abitanti, provincia nella provincia. Non ti so dire quanti abbiano il diritto al voto, ma so che il mio è il paese col più alto tasso di tossicodipendenti nella provincia. La disoccupazione sta diminuendo perchè molti ragazzi della nostra età sono andati via da tempo: non c'è un'industria, non una cooperativa che ti assuma, se vai a lavorare negli orti vieni pagato 50euri al giorno (in nero). La cosa più divertente da fare il sabato notte è andare a spiare le coppiette imboscate in campagna. L'ambizione, se lavori, è comprarti una macchina di 2 mano per andare a imboscarti in campagna il sabato notte.
Anche da me ci sono state le elezioni comunali. Ha vinto la coalizione del centrodestra per la 2 volta con poco più del 30% di preferenze. Gli altri voti sono andati metà al centrosinistra, metà a quella parte di centrosinistra che si è separata dall'altro centrosinistra per vedersi garantite due poltrone in comune (che altrimenti non avrebbe avuto). Tra i "giovani" che si sono candidati c'è una persona a me molto cara di 31 anni, "studente di scienze poliche" e cameriere sottopagato nella pizzeria cool. Alla sua età mio padre aveva un lavoro, i contributi versati, una casa, un mutuo, una moglie e aspettava la prima figlia.

Mio caro Carlocò, veniamo da posti che non sono dimenticati da Dio, ma da chi ci vive. Perchè la nostra unica soluzione, o forse quello a cui siamo abituati da sempre, è fuggire "in continente" o piangerci sopra. O ancora peggio criticarci gli uni con gli altri. Nonostante tutto amo il mio paese, la mia gente, gli abbracci (a volte finti perchè provenienti da persone invidiose) che ricevo quando torno a casa. Ma caro mio, non dimentico che da noi una cosa come il "Ritaexpress" non è neanche immaginabile perchè a noi sardi piace la nostra Sardegna del niente. E ammmiro le "belle invenzioni" e "i giovani pieni di senso estetico che le hanno vissute" che citi tu perchè da noi non non solo non esistono, ma non sono neanche contemplate. Ricorda che la società civile è una cosa ben diversa dall'elettorato: sensibilizzando la prima si riesce ad accedere alla seconda. A Palermo c'è stato lo sdegno e la delusione della società civile, da me non c'è stato niente.

Un caro abbraccio a tutti i giovani pieni di senso estetico, da buona sarda vi invidio.
Spero che un giorno anche da me si possa dare vita a una bella invenzione come la vostra.

31/05/07, 16:16