quei loro incontri

venerdì, giugno 05, 2009


oggi parigi era piena di polizia: dev'essere stata una specie di festa, non so.
insomma questa festa consisteva nel fatto che praticamente oggi i poliziotti parlavano con un sacco di persone, proprio le fermavano per strada e ci parlavano - forse oggi avevano un sacco di cose da esprimere, non so.

io stamattina ero un po' di fretta, ché rischiavo di arrivare tardi al mio corso di francese. però un poliziotto in motorino doveva sentirsi molto solo, e ha deciso di parlare un po' con me. ho provato a dirgli che avrei avuto molto piacere a parlare con lui ma non in quel momento, ma lui ha proprio insistito. e allora abbiamo parlato un po'.

devo dire che sono sempre contento quando un francese parla con me, non capita spesso e quindi bisogna approfittare di ogni occasione. per qualche momento quando il poliziotto mi ha detto di fermarmi ho anche pensato di chiedergli se voleva fare un tandem con me. meno male che mi sono tenuto: questo poliziotto era proprio noioso.

insomma, vi racconto un po' quello che ci siamo detti. facciamo un patto: io dico quello che ci siamo detti, e metto in corsivo quello che avrei voluto dire per approfondire un po' la nostra conversazione, se solo il poliziotto non fosse stato così noioso. d'accordo? vai.


Flic: Monsieur, accosti.

Chef: certamente.


F: Lei è passato col rosso.

C: sì, lo so.


F: è proibito passare col rosso.

C: (ma va?) Sì, ha perfettamente ragione, ma sa, avevo molta fretta, il mio corso di francese sta per iniziare e io sono in ritardo.


F: patente e libretto

C: ?


scherzo, non era così burlone. anche lui si è reso conto che ero in bicicletta. ecco quello che ha veramente detto


F: documenti e patente.

C: ? (Lei lo sa che la sua richiesta è oltremodo incongrua, dal momento che non è necessaria alcuna patente per condurre una bicicletta? Ha voglia di scherzare con me? Anch'io vorrei tanto, cher ami, ma le ho già detto che ho un po' di fretta...)


gli mostro la carta d'identità.


F: sa che è proibito in Francia passare col rosso? Non so come funzioni in Italia, ma qui è interdit.

C: Vous avez tout à fait raison (quanto mi piace dire tout à fait), ma sa, avevo fretta, normalmente sono rispettosissimo del codice della strada, ma questa mattina sono proprio in ritardo, lei ha perfettamente ragione. (Beh quanto alla questione italiana, devo dire che la sua domanda, apparentemente retorica, forse artatamente ironica, non è poi così banale. Nel senso che non saprei dirle con certezza quale sarebbe stato il comportamento dei suoi colleghi d'oltralpe nei confronti di una bicicletta che passa col rosso all'incrocio con una stradina da cui non sta arrivando nessuno. Ho idea che sarebbero stati più permissivi, ma questo è un altro discorso, che avrei molto piacere di intrattenere con lei, ma come le ho detto, ho un po' di fretta, ché il mio corso di francese sta per iniziare...)


F: Lo sa che a Parigi 7 ciclisti sono morti per incidente?

C: Mi scusi ma questa è proprio una cazzata. Se non precisa il periodo di tempo che sta prendendo in considerazione, la sua proposizione è veramente ambigua, e non permette di reagire adeguatamente. Se mi dice che sono morte 7 persone dal 1900 potrei dire che mi sembra una buona media, se invece sono morte 7 persone nell'ultima settimana significa che dovete fare qualcosa, ritirare qualche patente, ma così mi sembra veramente che lei stia parlando a vanvera, cher ami, perchè non mi fornisce tutti i dati necessari acciocché io possa farmi un giudizio.


F: Vuole essere l'ottavo?

C: Questa è ancora peggio: perchè oltre a essere una cazzata, è l'ennesima domanda retorica che lei mi porge. Non considerando la fretta, anche la mia pazienza ha un limite, cher ami. Non si può fare un uso così smodato del vaniloquio. Io le ho dato fiducia, mi sono messo qui ad ascoltarla, ma lei non sembra impegnarsi neanche un po'. Se non aveva niente da dirmi, perchè mi ha fermato? Se invece vuole comunicarmi qualcosa, perchè non la smette con tutte queste cazzate e non prende il toro per le corna? Perchè non va direttamente al nodo della questione? Vuole forse la botte piena e la moglie ubriaca? Chi parla male pensa male, se ne ricordi, cher ami. E adesso mi scusi, veramente, che il corso di francese è quasi iniziato e siamo ancora neanche a rue de Rennes. Su, oggi c'è il sole, Parigi è piena di gente, trovi qualcun altro con cui giocare, qui c'è gente che lavora.


F: La prossima volta faccia più attenzione, non si passa col rosso.

C: Non mancherò. Grazie, arrivederci, buona giornata. (peccato. io ti avevo creduto. mi eri piaciuto. perchè mi hai deluso? avrei anche fatto un tandem con te. perchè ti sei comportato così? ma soprattutto, dove vai? perchè stai passando col rosso? ah vero, tu puoi).


Morale della favola (che io ci tengo sempre): altri tre semafori rossi ho dovuto prendere, pur di arrivare in un ritardo decente. Oggi ho commesso la mia prima incivilité parigina.

Comments

5 Responses to “quei loro incontri”
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nw ha detto...

ma davvero le flic ti ha chiesto la patente???
mais c'est pas possible!!!
ma lo sapeva che tu sei il capo??
ma secondo me no....
ma ma ma!!!

06/06/09, 14:51
Còca ha detto...

Se guidavi la bici con una girandola gialla in bocca mentre rapivi un bambino degli anni '40, peraltro incomprensibilmente felicissimo, ha fatto bene a chiederti anche la patente. Io avrei fatto lo stesso.

06/06/09, 20:14
Françoie ha detto...

c'èunmucchiodiFLICAILLEingiroperchéc'èOBAMAAAAA!!!!!!

07/06/09, 10:41
nw ha detto...

dite la verità: anziché andare ad annoiarsi con sarkò&carlà all'eliseo è venuto a cena a buscicò!

07/06/09, 13:48
SunOfYork ha detto...

ecco il bello di essere una donna. puoi sempre scoppiare a piangere e fare gli occhioni da bambi e nessuno ti romperà le palle per una piccola effrazione :-)

(se non ti spiace, ti linkerei sul mio blog perché ti ho beccato su anobii e vorrei tornare a leggerti)

sunofyork

21/06/09, 12:16