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Le recensioni desuete

giovedì, febbraio 14, 2008



Probabilmente sarà solo una mia fissazione. Non credo capiti a personaggi così dinamici come i Rigattieri. Però provo lo stesso a parlarvene.
Vi è mai capitato di prendere in mano un libro inattuale (rispetto alle classifiche vigenti), di leggerlo e di trovarvi di fronte al bisogno insopprimibile di farne una recensione?
Intendiamoci, una recensione senza alcun destinatario, totalmente priva di finalità pratiche.
Capita, forse, con quei libri che ti assediano per alcuni giorni in maniera febbrile.
Ora, tenuto conto che la natura di un blog è l’essenzialità, lancio una proposta: la recensione desueta istantanea.

Comincio:
S. D’Arzo, Casa d’altri (1952): un giallo dell’anima che non può risolversi in alcun modo – un’impasse metafisica.
L. Bianciardi, La vita agra (1962): corso pratico di scrittura e di resistenza.
F. Biamonti, Vento largo (1991): grandiosa pittura d’esterno, sulla riviera ligure, con paesaggi rocciosi a picco sul mare e storie di contrabbandieri e donne angeliche.
M. Richler, La versione di Barney (2000): nonostante il divertimento puro, in profondità è la storia del progressivo deragliare di una mente, dalla lucidità allo spegnimento.