NRC IV - Inception

lunedì, settembre 27, 2010













Non mi va di usare il termine capolavoro. È un termine semplificante, riduttivo in un certo senso.
Sì, perché come Memento ha segnato l’ultimo scorcio del secolo scorso, così oggi Inception può a buon diritto aprire la strada per i prossimi anni del cinema (americano).
L’intento di Nolan, sia nel primo sia in questo film, è infatti quello di costruire una trama avvincente, appassionante, credibile per mettere in scena un’immensa, struggente autodafé.
Dopo l’eccelso tirocinio compiuto sul personaggio di Batman, Nolan riesce a costruire un kolossal dell’immaginario, un action movie dell’inconscio. E se si accetta di correre insieme a lui, beh, diventa impossibile non restare senza fiato da metà film in avanti. Una sceneggiatura diabolica e impeccabile, effetti speciali che mescolano vecchi trucchi al digitale e infine una storia semplicemente bellissima.
Senza svelare nulla (è impossibile, servirebbero dieci pagine…), vorrei soltanto suggerire di non lasciarvi influenzare dalle solite recensioni che parlano di Freud, Matrix e vari luoghi comuni.
Il protagonista di Inception è un cavaliere oscuro che diventa boia di se stesso, custode delle sue colpe, dannato al ricordo perpetuo.
Come accadeva in Memento, anche qui il vero nucleo di senso è fornito dal rimpianto, dal dolore per qualcosa che si è perduto. La medesima pena che doveva scontare Guy Pierce, smemorato seriale. Proprio come diceva lui, alla fine, rivolto alla sua amata. Non riesco a ricordarmi di dimenticarti.

(per non venir meno alla consegna, lascio solo queste poche righe. Su giornivariabili verrà presto un testo più argomentato)

Comments

29 Responses to “NRC IV - Inception”
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capo ha detto...

io non vedo l'ora di vederlo!

27/09/10, 07:53
abcdeeffe ha detto...

Condivido che con l'immaginario non abbia nulla a che vedere, semmai con la fissura del simbolico nel reale, lacanianamente... E che il tema del rimpianto è portato avanti da un'ottima sceneggiatura. A proposito, l'hai vista questa?

http://images2.fanpop.com/image/photos/14300000/Inception-Infographic-inception-2010-14388548-1000-1500.jpg

Se Inception apra la strada de futuro (americano) è da vedersi. Secondo me Nolan sta facendo un'operazione interessante nella narrativa cinematografica: umanizza l'eroe. Come fece Leone nel western. Il rovescio della medaglia, però, è che così si umanizza, ossia si relativizza, la giustizia.

27/09/10, 12:09
neomi ha detto...

Chissà se Cobb potrebbe aiutare il povero Monni...
http://www.youtube.com/watch?v=A9keR8kPnCM

27/09/10, 13:11
Happy ha detto...

@abcdeeffe

non ho capito la faccenda della "relativizzazione" della giustizia. perché batman è un fuorilegge? ma è un fumetto... non so, forse non ho capito io.
secondo me l'interesse del lavoro di nolan consiste nella relazione tra la narrazione "cerebrale" e la trama cinematografica.
ovvero, come posso raccontare la memoria (memento) e il sogno (inception). a ciò si aggiunge l'utilizzo geniale del "plot" action movie come struttura fondamentale del racconto interiore. è, letteralmente, un thriller della psiche.

27/09/10, 13:23
Happy ha detto...

ah, fichissima la timeline.
grazie
;-)

27/09/10, 13:24
Ciccì ha detto...

E vabbè, allora venerì si va al doc film a vederlo..

27/09/10, 16:16
abcdeeffe ha detto...

@happy,

sono stato troppo sintetico, scusa. Mi spiego meglio.
In Memento il protagonista cerca la vendetta - cioè una forma di giustizia - ma per il suo problema mnemonico, la ricerca si fa complessa. Non è un eroe tradizionale che si vendica, è un poveraccio che per ricordare delle cose se le deve tatuare.
In Batman vediamo l'apoteosi dell'eroe pieno di dubbi, in cui i buoni diventano cattivi e viceversa. E (il concetto del)la giustizia traballa.
In Inception il tipo strafico che sa "navigare" l'inconscio - e quindi potrebbe distinguere meglio di altri le basi di ogni morale - lo fa alla fine solo perchè tormentato dalla sua colpa. Il che è in sè un tema interessante, come rilevi, ma dalla prospettiva della giustizia è limitato e limitante.
Ecco, questo percorso (non unico nè esclusivo, certo) io ravviso nel lavoro recente di Nolan.

27/09/10, 18:33
Happy ha detto...

adesso capisco meglio.
secondo me il discorso può avere una sua rilevanza in Memento, dal momento che il presupposto del film - il punto di vista del protagonista - è la ricerca di un assassino: soltanto poi (tornando indietro nel tempo, ovvio) si capirà, purtroppo, che egli ricopre da tempo quel ruolo...
per Batman, trovo che il tema giustizia faccia parte del "genere" fumettistico. è comune a molti altri personaggi, da superman agli x-men. Nel Cavaliere oscuro viene forse più evidenziata la perfetta compensazione tra Batman e il Joker: è quest'ultimo a giustificare la propria genesi proprio a partire dall'esistenza di Batman.
L'uno non esiste senza l'altro.
Inception, infine, è troppo al di là delle convenzioni del realismo per proporre il tema della giustizia. almeno, così la vedo io. sarei insomma più propenso verso la drammatizzazione della coscienza, la messa in scena di un'ossessione. Comunque, a certe cose che mi hai suggerito non avevo mai pensato, grazie.

28/09/10, 00:45
Anonimo ha detto...

@happy ma se me lo vado a vedere in tedesco, capisco? fra

28/09/10, 10:09
Happy ha detto...

dipende da quanto sai bene il tedesco ;-)
comunque, secondo me è molto complesso. ma loro non li doppiano, giusto? mettono i sottotitoli...
se è così ti consiglio di leggerti un po' la trama. certo, becchi un po' di spoiler ma almeno riesci a seguirlo...

28/09/10, 12:33
Anonimo ha detto...

@ happy:
- chiaro che dipende da quanto lo so, ma la domanda era: "happy, conoscendomi, immaginerai sicuramente che progressi io abbia fatto con il tedesco, dunque secondo te posso vedere il film?

- i tedeschi doppiano tutto e doppiano male. Ma perché tutti sono convinti che i tedeschi non doppino?

- che caspita sono gli spoiler? una di quelle cose che devo rispondere: «tu ma'»...

- ma è possibile che ti devo spiegare sempre tutto?

fra

28/09/10, 13:53
indignato82 ha detto...

cafone, ignorante ecco cosa è uno spoiler:

«Il termine spoiler (dall'inglese To spoil, "rovinare") è spesso usato in ambito cinematografico per segnalare che un testo riporta delle informazioni che potrebbero svelare i punti salienti della trama del film».

E vai su wikipedia almeno, prima di infamare happy!

28/09/10, 14:12
Happy ha detto...

@fra

è che io ho un'altissima opinione di te.
certo che ci vuole coraggio a doppiare un film in tedesco... pensavo avessero il buon gusto di lasciare l'audio originale.
comunque, consigliavo di leggere qualcosa prima perché trattasi di un film parecchio complicato (a matrioska, direi...). e lo dico io che l'ho visto splendidamente doppiato nel mio idioma natìo.

28/09/10, 15:11
neomi ha detto...

cioè in alessandrino? ganzo!

28/09/10, 15:43
ex ortonimo82 ha detto...

non diffiderò più tutti i miei imitatori, ma da questo momento io non userò più lo pseudonimo ...82, visto che me lo usano cani e porci per infamare il poverofranci.
(anzi, cani no, poverina, però porci sì)

28/09/10, 15:51
Happy ha detto...

oggi il mondo piange un grande ortonimo

28/09/10, 16:25
Anonimo ha detto...

@ex ortonimo82, grazie, per un momento pensavo fossi stato tu e mi è crollato il mondo addosso. Adesso questo tuo messaggio mi ridà fiducia nell'umanità. ma come ti riconosceremo d'ora in poi? perché non usi l'ortonimo di tu ma'?

fra

29/09/10, 09:57
capo ha detto...

allora, esco or ora da Inception. devo dire che è un film molto godibile, ma che in generale non mi sembra epocale, per le stesse ragioni che ravvisi tu ma invertite di segno: non mi pare che la tematica dell'inconscio, né quella del sogno, siano approfondite più di tanto, anzi mi sembra che siano lo sfondo per un film d'azione non particolarmente intricato (ero pronto a non capirci niente, e invece tutto fila liscio) né particolarmente innovativo (ci sono i quattro livelli e tutto: ma il succo è - provoco - lo stesso dello Speed di Keanu Reeves). è vero che è scritto bene e ti tiene, ma sono neanche due ore che sono uscito dal cinema e già sto pensando ad altro. è vero anche che non sono un grande appassionato del genere, e questo è (lo confesso con sincera invidia e dispiacere) un mio grosso limite. per dire: ero uscito molto più contento (tu mi dirai, giustamente, che non c'entrano niente: ma come vedi è sintomo della mia incomprensione di questo tipo di cinema) da The Departed di Scorsese, ma anche di quello 5 minuti dopo non ricordavo più nulla. ma se ne prendiamo un altro più simile a questo Nolan mi sembra che Shutter Island sempre di Scorsese sia molto più interessante. poniamo che le ambizioni di questo Inception siano più alte (potrebbe essere, sarà sicuramente, uno di quei film che vengono analizzati in chiave filosofica): mi pare esile, mi pare filosoficamente esile. ci sono alcune cose che sembrano appiccicaticce da Pascal e soprattutto da Bergson, ma sembrano veramente un ammiccamento secondario, e in fondo poco riuscito - da quel punto di vista Matrix lo era molto di più. molto più interessante mi sembra il discorso che fai sulla colpa, e sul diventare boia di se stessi, collegato anche agli altri film di Nolan: ma anche quello è tutto sommato poco esplorato, no? non avremmo voluto sapere di più di questa storia di Cobb? non doveva puntare più direttamente su questo filone, e indugiare meno sugli altri? non ci rimangono molti dubbi anche, per dirne una, sul meccanismo architettonico dei sogni - che era una cosa interessante ma poi mollata lì? non so happy, non mi convince, mi ha fatto un po' un effetto Deception. ma aspetto tue più lunghe considerazioni su giorni variabili, perché - ti ripeto - ci entro difficilmente in film come questi.

per la questione umanizzazione/giustizia, vedendolo mi chiedevo cosa intendesse abcdeeffe, ora capisco un po' di più, ma mi piacerebbe molto - la comprenderei di più - estenderla agli ultimi film di Eastwood, forse perché la affrontano più direttamente. comunque mi sembra una cosa molto interessante. in generale - e mi rivolgo a entrambi - siete riusciti a individuare delle linee di continuità sul lavoro di questo autore che a me sfuggivano completamente, e ragionare così è proprio bello, oltre che utilissimo, quindi vi ringrazio per questo post e per questa discussione - che immagino e spero continuerà.

29/09/10, 23:53
mc ha detto...

ma riallaccio al giudizio del capo, in parte condiviso (certo non però sul fatto che sia troppo esile dal punto di vista filosofico - tu quoque, coin? - o sul fatto che Shutter Island possa essere, in qualsiasi senso, meglio di Inception). quello che condivido è che sostanzialmente non è molto di più di un action movie (pur nell'impostazione a scatole cinesi), e che il subconscio resta solo lo spazio in cui l'azione si svolge (e il fatto di essere subconscio non restituisce niente di propriamente subconscio, ma si limita a dare una certa libertà nell'utilizzo degli effetti speciali e delle scansioni temporali - che non è poco, dal punto di vista narrativo: è ciò che fa di Inception un grande film d'azione: non un action movie dell'inconscio o sull'inconscio, ma, al massimo, nell'inconscio). tanto più che non sembra ci siano trovate geniali al riguardo, ma anzi spesso un certo impaccio a gestire una materia così intricata (nei sogni si passa da un subconscio all'altro, il che sembra molto strano, e soprattutto inspiegato; oppure, perché quando fischer muore finisce nel sogno di Cobb, e non nel limbo, come doveva, limbo nel quale finisce per esempio Saito, tanto più che Cobb manco stava dormendo (al terzo livello, quando fischer è morto)? o finiscono in limbi diversi? ma perché poi cobb e Juno possono andare nel limbo senza morire? [avevo pensato di mettere uno spolier alert, ma secondo me spoilerare questo film in questo modo è impossibile, e se qualcuno capisce qualcosa leggendo queste frasi senza aver visto il film, lo candiderei issofatto al nobel]).
detto questo, e segnalata la struttura molto semplice (mera matrioska) dei sogni nel sogno, la parte più interessante è forse la sorniona ambiguità del primo livello [da qui sì, spoiler alert], quello dell'aereo. di questo non si capisce effettivamente se sia sogno o realtà, e non solo per la didascalica trottola finale [non si dà fantascienza senza citare Balde Runner], ma per mille indizi, che spingono in una direzione o nell'altra (siamo in un sogno di Cobb oppure siamo nella realtà). (o ancora, due ipotesi molto seducenti trovate su internet, al primo indirizzo che google mostra digitando "inception spiegazione": solo il finale è un sogno, oppure, soprattutto, che tutto sia effettivamente un sogno di cobb, e che la moglie intervenga nel suo sogno per riportarlo alla realtà, alla quale lei è tornata buttandosi dalla finestra - per esempio, e questo l'ho pensato io lì per lì, perché la moglie si butta dal cornicione del dirimpettaio e non da quello della stanza?).
da questo punto di vista, della coesistenza di ipotesi incompossibili (per compiacere il capo con un termine filosofico), il film dà moltissimo. (ed è per questo che film non ci regala un atteso coup de theatre nel finale, come speravamo io e cani: perché non vuol fare un film a chiave).
Quindi, in conclusione, la sparo: altro che Matrix, altro che analisi dell'inconscio: il vero riferimento di questo film, la sua vera pietra di paragone, è Mulholland drive: come si filma un sogno spacciandolo per realtà, e viceversa? come se ne rendono porosi i confini tra i due? come si rendono, in ultima istanza, indiscernibili?

30/09/10, 12:10
Happy ha detto...

attenzione: prosegue il pericolosissimo spoileraggio della mi ma’

Stavo per rispondere al Capo, quando mi sono trovato davanti a questo commento strabiliante.
Qui si vola alto, eh.
Dunque, provo a rispondere brevemente a entrambi:

@Capo: Fatto salvo il tuo giudizio di valore (insindacabile), rilevo che il paragone con Scorsese è un colpo basso. Tu sai che è il mio cineasta vivente preferito, essendo Kubrick defunto. Comunque, ti seguo su questa strada. E ti dico che possono essere raffrontati soltanto Shutter Island e Inception. In particolare sul comune terreno della presenza di Di Caprio come interprete/vittima di un senso di colpa collegato a un mistero famigliare. Tematica freudiana, dunque, che rende perfettamente complementari due film altrimenti diversissimi per intenti e linguaggio.
(continua)

30/09/10, 13:05
Happy ha detto...

(prosegue e chiude)
@mc: fichissime le tue interpretazioni sul finale. Beh, io molto più banalmente, sono stato vittima del mio stesso inconscio. Essendo padre di un bimbo, ho provato una tale scossa nel vedere i figli di Cobb che ho interpretato il tutto come “realtà effettiva”, come una liberazione totale, come lo scioglimento di una tensione che attraversa tutto il film, e non viceversa come un’ulteriore illusione (d’altronde, la trottola “sta” per cadere, ma sarebbe stato davvero inelegante farlo vedere: l’attimo sospeso non toglie spazio alla corretta lettura del film, secondo me). A meno che, ovvio, l’inconscio di Cobb non sia riuscito, alla fine, ad aggirare la censura sul volto dei figli: e perchè? ecco che trovo difficile la soluzione del sogno che rincorre sogno. (questi casini, però, piacciono un sacco a Nolan: di Memento girano a tutt’oggi 27 ipotesi diverse...)
dal punto di vista filosofico, trovo che Inception batta di gran lunga il fumettone Matrix, su cui si sono scritti fiumi (inutili) di inchiostro filosofico: soprattuto considerando come la saga sia andata presto a puttane con i capp. II e III.
Quanto alla rappresentazione dell’inconscio, a me invece è piaciuta moltissimo. Proprio perché è lo sfondo di un action movie, un sfondo originale e riuscitissimo (la sequenza iniziale del sogno devastato dall’acqua e dai crolli è da storia del cinema...).
Su Lynch vorrei puntualizzare. Quel genio assoluto gira i film utilizzando del materiale onirico. Mulholland Drive è infatti un sogno a tutti gli effetti: dal punto di vista formale, prima che tematico. Ed è per questo che Lynch è un mito inarrivabile.

30/09/10, 13:05
neomi ha detto...

Bellini che siete. E anche bravi, svasan.
Ho apprezzato tantissimo i vostri spunti di riflessione. Cui oso aggiungere una mia personalissima intepretazione. Che, badabèn badabèn, non contrasta né inficia le vostre brillanti analisi.
Cobb è innamorato di Saito, e cosa non fa per poter vivere liberamente questo suo amore! Sconfigge l'istanza repressiva e normante Juno, e, giunto nel profondo del suo inconscio, invece di seguire la giovane e comprensiva Arianna (Ariadne nell'originale) e risalire a suon di calci verso il risveglio, va alla ricerca del solo che potrà restituirgli la sua verà libertà, c'est à dire, la libertà di vivere la propria vita serenamente e in piena accettazione di se stesso. E i due, così come si vuole colà dove si puote (i.e.: ad Holliwood, patria dell'happyending), potranno ancora, e finalmente, essere "giovani insieme"!

30/09/10, 13:21
Happy ha detto...

inorridisco all'immagine di un amplesso tra Cobb bagnato e puzzolente e il vecchio Saito.
Juno tutta la vita (vuoi mettere?)

30/09/10, 15:51
SìSì ha detto...

vabbè, però gente, non è che su fb mi scrivete IMPAZZA LA POLEMICA, e poi vengo qui a leggermi i commenti e voi mi raccontate il film - seppur avvisando.. ora mi tocca aspettare a domani sera, quando andrò a vedere il film solamente per poter finalmente finire di leggere i vostri commenti..

se foste dei pubblicitari, sarebbe geniale.

30/09/10, 19:24
Happy ha detto...

lo spoiler è potere

01/10/10, 00:35
SìSì ha detto...

vero, ma come ci insegna spider man, da un grande potere derivano grandi responsabilità..

01/10/10, 03:08
SìSì ha detto...

NOOOOOOOOOO!!! hanno cancellato la proiezione!! merda merda e merda!!

01/10/10, 18:44
Happy ha detto...

ho rielaborato il film.
e ho scritto contemporaneamente contro la critica crociana e a favore di un'interpretazione autentica del testo.
qui:
http://giornivariabili.wordpress.com/

04/10/10, 17:29
Zazie ha detto...

Devo dirvi che leggere i vostri commenti mi è sembrato molto più interessante di vedere il film. Che mi è piaciuto, davvero, però ho avuto un po' lo stesso problema del Capo: dopo due ore me l'ero praticamente dimenticato. Lo scrivo consapevole che sia un mio limite. Il giorno dopo aver visto Inception mi sono imbattuta in un film argentino fatto di niente, e ci penso ancora adesso a distanza di due mesi (vivo in Francia e Inception qui è uscito all'inizio di Agosto). E l'ho trovato anche eccessivamente lungo (tutta la parte sulla neve faceva un po' film di James Bond, no? Dico un'eresia?). Vabbé, sono pronta ad assumermi le mie responsabilità.
Comunque è molto bello leggervi, Rigattieri!

06/10/10, 00:53