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meditazioni notturne su spesa e diritti dei lavoratori

mercoledì, luglio 08, 2015


Pisa, 2001.

Ricordo nitidamente l’indignazione con cui la mia coinquilina toscana apprese la notizia dell’apertura domenicale della COOP sotto casa. Quella che a me, migrante siculo appena sbarcato nel continente, pareva essere essenzialmente una comodità, a lei sembrava ledere i diritti basilari del lavoratore, che aveva sacrosanto diritto al riposo domenicale. Ricordo che mi colpì molto la veemenza dell’argomentazione, e la profonda incazzatura provocata da un fatto per me neutro. Mi dissi con aria grave e compresa quanto profondamente il comunismo avesse inciso nelle coscienze dei cittadini toscani e notai con rammarico quanto fossi indietro io. Poi andai a fare la spesa, credo con senso di colpa. 


Palermo, 2015. 

L’apertura notturna h24 del supermercato sotto casa è per me motivo di vanto con la mia fidanzata toscana. “Solo a Londra negli anni Novanta ho visto cose così civili” (appena ho una minima possibilità ne approfitto per bullarmi di questa terra apparentemente periferica eppure evidentemente così in linea con le più avanzate esperienze europee). (A chi serva andare a fare la spesa alle 3 di notte resta una questione che preferisco non pormi). Ad ogni modo: questa sera sperimento finalmente l’apertura notturna. È quasi mezzanotte, fa un caldo bestiale. L’aria condizionata evidentemente non funziona. Un cliente lo fa notare alla cassiera, prendendo a cuore la causa di quei lavoratori costretti nella notte della calura sicula a lavorare in condizioni non degne. “Dovete avvisare l’ufficio di medicina del lavoro!”, dice lui. Appena se ne va, la cassiera commenta risentita coi suoi colleghi: “ci manca solo che questo qua ci fa chiudere e ce ne andiamo tutti a casa. Diceva mia nonna: io munnu cipudde e tu chianci. Ma perché non si fa i fatti suoi?”. Quando le chiedo se va bene l’apertura notturna, mi dice con sollievo che sì, viene molta gente, per fortuna.

[Chi volesse potrebbe leggere in questo breve apologo un confronto tra due parti del belpaese. Altri potrebbero paragonare l’Italia pre-crisi a quella della crisi. Per quanto mi riguarda ho comprato pizze surgelate, sofficini, ketchup, marmellata di more. E carta igienica, che non si sa mai]. 

spettro semantico

lunedì, agosto 02, 2010

Gorgo, vortice. Mulinello. 
Spirale (con o senza fondo). Vertigine, anche, talvolta. 
Risucchio. 
oppure Accartocciare.



Parole e immagini che descrivono nel modo più esatto i movimenti che caratterizzano la scrittura della mia tesi di dottorato.

La gnosi del Ferari

mercoledì, agosto 05, 2009

...e intanto il sole schicchera gigliese...


Temevo che sarebbe successo. Ferari mi aveva consigliato quel libro, lo aveva regalato a destra e a manca, era uno dei suoi preferiti. E io, farlocco, gli credetti. Lo ascoltai. Mi disse anche che ne aveva copiato un pezzo a mo' di dedica, nel regalarlo a un'amica. Ritozzo, il ferari, mica scemo. Giunto quasi alla fine, gliene chiesi conto:

- Ferari, scommetto che hai ritorcerato la dedica che hai scritto su quel libro. O forse la strimemori?

Lui me la ferestò, via sms, com'era solito. Aggiunse anche che per lui era il momento più alto, quello più scadrante.

- Scadrante? - dissi io, per nulla fressato, - A me è parso metrofico come tanti altri!

- Non saprei trovare aggettivo più icastico - disse lui, - non direi che fosse carcilico né mi pare opportuno parlare di fogino. Di certo non metrofico. Si vede che non sei entrato molto in ipsi.

Non ci vedetti più dalla lorba.
- Sei il solito pringale, c'è poco da fare. Invece di argomentare, forelli di terlizze le solite chiacchiere. Ma non mi saggellerai: sono vèlito, io.

Al che lui, cernito come non mai:
- Non mi aspettavo che fossi così filzione. Vorresti pilliari (come dite in Sicilia), e invece continui a prestolare la emba. Ma ricorda: "chi anesta lo zulivo in marzo non lo carlinerà certo in tullesi". Anesta. Come vedi non te le mando a dire.

Di certo non aveva imparato niente del siciliano, lo usava come se fosse un gerzone. Ma rimasi sluto, e non potei che aggiungere un classico:
- Coresto...
Poi mi ripresi. Lo accusai, passai al varsellotto, e gli dissi che se fosse stato meno forlacco, avremmo potuto scrivere in onore di Maraini, che lui certo bevenzava dal sapere chi fosse, un gerlin-post per questo blog da tempo nellicato. Sapete cosa ebbe l'affrenza di rispondere?

- Sono forlacco e non me ne scotussisco. Specie ora che sono in carolla. Quanto a Maraini, è stio: l'ecolato. E post a più colenze non so tamarli, noramente.

Questa volta aveva dergito ogni limite. Offeso, sconcertato ma soprattutto respotico, per essere esatti, non potei che congedarmi, forse per sempre, con un sorianico:
- Non ti peritosco più.

animo in pace

lunedì, agosto 06, 2007



La vita dei rigattieri in estate

giovedì, agosto 03, 2006

Si potrebbe pensare che agosto sia un periodo di ferie per i nostri rigattieri: niente di più falso, la loro vita continua ad essere piena di avventure interessanti!

Cominciamo dal Capo (le gerarchie vanno rispettate): egli è impegnato in uno stage presso l'Azienda Provinciale del Turismo di Palermo (particolarmente indaffarata quest'anno), e alterna periodi d'apprendistato come Chef a quelli da portiere d'albergo, capomastro, caporedattore e capogabinetto presso differenti uffici appositi. Lungi dall'essere a riposo, più che occupazione il suo potrebbe essere definito un capolavoro.


Il poliglossa gira l'Europa accompagnato da un autista (come tutte le persone importanti, lui sta dietro, si lascia trasportare). Pratica le sue lingue e continua a mantenere i rapporti tra il nostro paese e svariati altri; per quanto in Italia si dica che il ministro degli esteri sia un tale baffetto, sappiamo benissimo che dietro queste maschere mediatiche il lavoro sporco lo fa il nostro Charlie. Egli è solito ospitare assai sovente artisti di fama internazionale: nella fattispecie, in questo momento, alloggiano nella magione Rigattieri alcune personalità provenienti dalla Colombia.


Greg riposa le sue stanche membra dopo la fatica olandese nelle puglie pianeggianti; attende l'arrivo di alcuni rigattieri e di parecchie altre persone, che si sono date appuntamento per l'happening più in voga d'agosto. Anche il suo riposo dunque non è esente da preoccupazioni: egli si occupa infatti di tutta l'organizzazione dell'evento, in stretta collaborazione con Slow Food Puglia.



Ferrarotto, dulcis in fundo, è al momento l'eroe di viarigattieri. Ebbene sì, ssiòre e ssiòri: non ci crederete, ma è lui ad aver salvato tutti noi da uno sfratto sicuro. Per una casualità assoluta (alcuni gridano già al miracolo), dopo mesi di assenza egli si trovava in viarigattieri nel momento in cui Fosca, a causa di infiltrazioni d'acqua provenienti dal nostro bagno, stava per prendere fuoco insieme a tutta la sua casa e ha chiamato imbestialita il nostro padrone, il quale è accorso con un idraulico e un muratore a buttare giù bagno e cucina. Dopo aver incontrato in casa gli ospiti dell'Ambasciator Charlie, ci ha minacciato di chiamare la Questura, oltre che sfrattarci di corsa. Solo l'azione drenante di Ferrarotto è riuscita a placare le ire del Grande Padrone (aizzato da Fosca, che ha dichiarato il suo odio nei nostri confronti per poi smentirlo e riconfermarlo immediatamente), e a mantenere la casa anche per il prossimo anno ottenendo tazza, bidet e lavandino nuovo. Pare che qualche scontro sia avvenuto quando Ferrarotto, con una delle sue solite boutades, ha proposto al Grande Padrone di non pagare il mese di agosto; accolto da un erutto nascosto da un ruggito, ha immediatamente capito che aveva ha che fare con persona sfornita di grande umorismo, e ha pensato bene di tacere. ONORE E GLORIA AL GRANDE FERRAROTTO!