Le foto di greg

sabato, aprile 07, 2007

Ricordi olandesi

con un po' di neve



un'alba...

una nave che passa...


buona Pasqua

venerdì, aprile 06, 2007

'a che nessuno pubblica un nuovo post, né termina un post iniziato, mettiamo questa foto che è apparsa oggi su internet...



buona Pasqua a tutti

venerdì, marzo 30, 2007

Io l-avevo detto al capo che l-ambasciatore aveva fatto qualcosa...

viarigattieri è anche questo

lunedì, marzo 19, 2007


in viarigattieri ogni tanto torni, e trovi una cosa del genere. Capita.



Che cos'è la democrazia

venerdì, marzo 16, 2007




lost in blog

venerdì, marzo 09, 2007


Ciunzi

venerdì, marzo 02, 2007


Ciunzi.
Ciunzi è un piccolo grande essere.
Ciunzi ha delle caratteristiche che lo rendono inimitabile.
Intanto dovete sapere che Ciunzi non vive in Italia, anche se quando è in Italia passa da casa nostra.
Ciunzi si stanzia a casa nostra. Di più: Ciunzi a casa nostra si sente come a casa sua. E anche noi ci sentiamo come a casa sua.
Ciunzi ha delle peculiarità: modifica l'ambiente. Quando Ciunzi arriva a casa nostra, è un po' come quando Foucault entrava in una stanza: cambia l'atmosfera. Non perchè ha emesso una flatulenza, attenzione: Ciunzi le emette, certo, ma non intendevo questo. Comunque ne emette, eccome. Ma perchè Ciunzi è uno spirito libero: e come lui stesso ama definirsi, è svergognato, disinibito, spudorato. Ciunzi!
Ciunzi a casa nostra porta la frutta. Che bei momenti quando Ciunzi porta la frutta! Anche chi solitamente non la mangia, come per magia, quando la porta Ciunzi non può sottrarsi a questo rito collettivo! E tutti insieme la mangiamo, e tutti insieme finiamo la frutta, solo perché Ciunzi la possa ricomprare e tutto possa ricominciare da capo!
Ciunzi è un'amante di Guerre Stellari. Un po' come tutti noi. Ma Ciunzi ha eretto Guerre Stellari a metafora del mondo: e così quando c'è Ciunzi, in casa nostra c'è l'impero del male e quello del bene, gli Jedi e i Sith, e così via. E' bello fare le guerre con le nostre spade laser immaginarie, ed è bello sapere che Ciunzi farà parte ora dei buoni, ora dei cattivi, e quindi tutti prima o poi potremo combattere insieme a lui. Ciunzi non vuole che qualcuno di noi rimanga da solo (anche se, bisogna ammetterlo, ha una passione particolare per il Sindaco).
Quante cose potremmo dirvi di Ciunzi!
Ciunzi ama la Z. Anche noi amiamo la Z. Sfortunatamente Ciunzi non possedeva una Z, ed è per questo che noi gliel'abbiamo data. E' per questo che Ciunzi è Ciunzi!
Ciunzi ha un pizzetto accennato, che lo rende un po' filosofo, un po' D'Artagnan. Almeno, noi ce lo immaginiamo così.
Ciunzi, amico mio, quante fregnacce ci siamo detti in queste giornate, eh? Ciunzi ha portato quest'aria particolare in casa nostra, e noi volevamo rendergli omaggio in qualche modo.
Ciunzi!

Anche queste sono Rabbie....

mercoledì, febbraio 28, 2007

Su esempio e ispirazione del Capo rendiamo omaggio, come Lui ci ha insegnato, a quest' angolo di mondo:



ANGERS E' ANCHE QUESTO....


(primo e forse ultimo numero di una lunga serie)

thatcher-e

sabato, febbraio 24, 2007

Da troppo tempo ormai i Rigattieri sono tormentati dall'assenza sui vostri schermi di uno dei grandi acquisti di questo blog. La preoccupazione ha raggiunto livelli di inquietudine che solo un giornale olandese qualche giorno fa ha saputo far "thatchere"....

SIGNORE E SIGNORI,

MARGIE E' TORNATA



(entrate nel meraviglioso mondo di Margie)

il Rimpasto

La notizia naturalmente è riservatissima, ma fra qualche decina di minuti sarà resa pubblica quindi tanto vale non nascondervi niente. Dietro la crisi del governo Prodi c'è una grande manovra strategico-parlamentare. Li avevamo votati: ma ci avevano un po' rotto il cazzo, bisogna dirlo. Non ci piacevano questi spostamenti troppo a sinistra, si parlava addirittura di pace, PACS, DICO, e cose varie. E allora abbiamo pensato a questo scherzetto, il che comporterà un giusto riequilibrio tra le forze del governo. L'annuncio è di quelli forti: pare che il prossimo ministro degli esteri sarà niente popodimeno che il Poliglossa, mentre il ministero degli Interni e quello della Difesa saranno accorpati e affidati al nostro maggior esperto di sicurezza: Greg Lanza. O così, o niente. Abbiamo fatto la voce grossa, d'accordo, ma ci hanno costretto, e noi non potevamo più rimanere inermi a guardare il nostro paese alla deriva. Abbiamo delle responsabilità, noi.
Ebbene sì, dunque, checché ne dicano, follinate e lombardate varie, uddiccì e ccicciddì, è tutto falso: anche in questo caso c'è lo zampino dei rigattieri.

Pausa Disco

giovedì, febbraio 22, 2007

Il ministro delle Riforme

giovedì, febbraio 08, 2007

È già tempo di bilanci. Un mese è passato dall’inizio ufficiale del mio triste esilio da Pisa. Qui nella bruma milanese la malinconia mi strizza il cuore come la spugna verde per i piatti. Come dimenticare gli ultimi trionfali giorni del 200sssèi, quando le porte di Via Rigattieri si sono aperte per me, misero mendico.. tutti quanti, il Capo il ViceCapo Betty Ferrar8 persino Charlie da Angers (così m’immaginavo) mi accolsero con l’affetto che si porge al figlioccio illegittimo.. Eppure il mio soggiorno non è stata una passiva zavorra a carico dei Rigattieri, nossignori. Nessuno può negare l’impegno e le energie profusi per ripagare la generosità e l’amicizia che ho ricevuto a piene mani. Ho lavorato da vera ragazza alla pari, senza risparmio. E alla fine, lasciando Pisa il sssèi di gennaio, ordine e pulizia regnavano nella casa, in attesa che i veri Rigattieri tornassero dalle vacanze natalizie. Ed è proprio in questo momentaccio della melancolia che vorrei elencare qui, pubblicamente, i risultati della mia modesta opera..

LE LIBERALIZZAZIONI DI VIA RIGATTIERI
poche semplici riforme per migliorare le prestazioni di una multinazionale del Potere


1) L’Antibagno. Lungi dall’essere un esoterico concetto teologico, l’Antibagno è in realtà quella zona indefinibile che unisce bagno/cucina/stanza di Betty/finestra: un non luogo quasi metafisico che fino a qualche tempo fa era una regione di stoccaggio per le scorie della Ruhr. Poi, da un giorno all’altro, il pavimento rivide la luce, due tappetini l’adornarono e tutti gli stracci trovarono sede propria in uno dei comodini del Capo (che ne possiede un fottìo e non si sa perchè: forse per il gusto di appoggiare casualmente, in qualunque punto della camera, Massa e potere di Canetti).
2) La Cucina. Decisivo fu il contributo di Betty. Ed è difficile riassumere qui tutti i risultati ottenuti. I nuovi piani di cottura, l’impianto del gas modello Armageddon (scoppierà, ma nessuno sa quando), la pulizia totale due volte la settimana. Un solo caro ricordo: la mitica pulizia del frigo, guidata dal ViceCapo, con tanto di bestemmie e aceto balsamico di Modena.
3) Il Corridoio. Nonostante il ViceCapo sostenesse che “per tradizione il corridoio non si pulisce”, anche questo bavaglio al libero mercato è stato rimosso: pulizia del corridoio (quasi) ogni settimana. Così non si ripeteranno più episodi incresciosi come le scarpe del ViceCapo abbandonate per due settimane davanti alla sua camera con mezzo chilo di farina sopra. Non era uno scherzo, no, ma un tentativo di rimuovere una macchia dalle scarpe: il ViceCapo sosteneva che l’ingrediente chiave fosse il borotalco ma che, in mancanza di esso, anche la farina sarebbe andata benissimo.

E ora? Sarà tornato a regnare il Caos? E Betty, che fine ha fatto? Le mie povere riforme.. perse come lacrime nella pioggia..

Alegre lo Stagista II

Rigattieri via radio

domenica, febbraio 04, 2007

Da un po' di tempo ci gira nella testa - in maniera del tutto sporadica e incostante, come sempre - l'idea di fare un podcast, o semplicemente di mettere ogni tanto dei file audio scaricabili da tutti sul blog. Per farvi sentire, che so, un po' di francia, di new york, di madrid, di algeri, ecc. ecc. ecc...
Ma come si fa? Ogni consiglio tecnico e/o suggerimento ideativo sara' apprezzato.

p.s.: ma voi che ne pensate? è una cosa fattibile e divertente, o no?

Paris - Le scommesse

giovedì, febbraio 01, 2007

1 Febbraio 2007, ore 00 :01.


Un terribile evento colpisce la Francia tutta.
Il primo ministro Dominique de Villepin dichiara essere questo “un moment historique pour la France” .

Anche qui nella patria delle Gauloises e delle Gitanes arrivano le prime leggi antifumo.
Da oggi sarà vietato fumare in svariati luoghi pubblici: a lavoro, nei licei, nei centri commerciali, negli uffici amministrativi, nelle stazioni, negli aeroporti, negli ospedali, nei centri sportivi, nelle sale adibite a spettacoli ecc. ecc.

Qualcuno sostiene che questa svolta potrebbe significare l’inizio della decadenza della filosofia francese, destinata ad aggravarsi il prossimo dicembre quando il fumo sarà vietato anche nei cafés. Si teme la fine definitiva del pensiero francese nella sua accezione più alta; fine che potrebbe essere causata da nuovi provvedimenti per la riduzione dell’alcoolismo o per il divieto di usare citazioni di natura esistenzialista per corteggiare giovani allieve/i.

L’inteligencja francese è in subbuglio. Voci diverse si sovrappongono tra di loro. Qualcuno parla di attentato alla cultura, qualcun altro ritiene si tratti di sottomissione all’imperialismo salutista anglosassone, qualcuno accusa il governo di americanismo e qualcun altro di strategia di biopotere.

Da Oxford qualcuno commenta: “E’ solo una sigaretta”.

Da Paris qualcuno risponde: “non è una sigaretta!


La nuova scalata

martedì, gennaio 23, 2007

Dal “Sole 24 ore” di oggi, martedì 23 gennaio 2007.

Titolo: Rossi prepara la nuova Telecom Italia, (di Antonella Olivieri, Finanza e Mercati, a pagina 33):

"A Buora fa capo anche la direzione relazioni esterne, affidata a Concina, sotto la quale stanno l’area comunicazione (Massimiliano Paolucci, promosso condirettore) e l’area pubblicità (Andrea Imperiali, pure promosso condirettore). L’area pubblicità, immagine e arricchimento del brand, assorbe inoltre Progetto Italia, che si occupa di sponsorizzazioni ed eventi, in precedenza governata da Andrea Kerbaker".

Persino la Città ha avvertito il cambiamento: un diluvio si è abbattutto sui pendolari; le macchine incerte davanti ai semafori saltati per la violenza dell’acqua.
Sono bastate appena due settimane. Due settimane e gli eventi hanno già iniziato a prendere una piega nuova, inaspettata. Rossi ha riorganizzato Telecom. E la società in cui è appena entrato a far parte il Vostro Affezionatissimo Emissario è stata smembrata e inglobata nella grande macchina Telecom. Progetto Italia non esiste più. E non è uno scherzo. In questi corridoi che guardano Milano dall’altro si è scatenata una paura incontrollata: le persone schizzano pallide da un ufficio all’altro senza sapere quale sarà il loro destino (apparentemente anche il destino dello Stagista è ora appeso a un filo: e, di nuovo, non è uno scherzo). La gente si domanda che cosa accadrà domani, dopodomani, tra un mese.
C’è solo un piccolo gruppo di persone che in questo momento assapora il gusto della vittoria, che sente l’odore del sangue, che vede la preda sempre più vicina. Ma costoro non hanno ancora mostrato il loro volto. Anche se presto lo faranno. E la più grande compagnia italiana di telecomunicazioni giace al suolo inerme, spoglia, indifesa. Da oggi più nulla sarà come prima. Incertezza, paura, ansia.
Il Kaos regna.
La rivoluzione è cominciata:
Signori, i Rigattieri sono arrivati a Milano.

Alegre, Lo Stagista II

IL GRANDE RITORNO

lunedì, gennaio 22, 2007

Tutto comincia con una berlina dai vetri anneriti. Tutto comincia sempre con una macchina scura. Si ferma in quel cortile strozzato da palazzi tozzi alti biancastri che chiamano Piazza Affari. Da poco il giorno si arrischia a divenire più chiaro: dal catrame si passa al grigio scuro tipico milanese. Arrivo dalla svolta e mi ritrovo nella piazza vuota, un paesaggio metafisico. Come nella parte finale dell’ “Avvocato del diavolo”. Fanno delle storie all’ingresso. La vigilanza è stretta, non mi vogliono lasciar salire. Dicono che la mia tessera Esselunga non è un documento valido. Io resto zitto, apro il cappotto di cashmire e mostro il regalo di Natale di FraLanz: un coltellaccio senese bilama da due chili e mezzo. Accettano la fidaty card. Salgo in ascensore. Ovviamente esiste il piano fantasma, l’ultimo. Il settimo piano: è in quel non-luogo che domina Milano dall’alto, davanti la facciata fantasmatica del Duomo, che MTP (purtroppo non posso mettere per esteso il nome, ma si tratta dell’omologa figura del Capo) si è rifugiato lontano da tutti, amareggiato, messo spalle al muro dal Sistema. MTP è allo stremo delle forze. E Noi l’abbiamo capito e siamo qui per “aiutarlo”, per rendere più fluido un passaggio di mano. Mi viene incontro, alto e allampanato, in completo scuro, con quella smorfia laterale che sembra il suo sorriso. Indica una poltrona accanto alla finestra. Il mattino si è fatto color indaco e pare che tutti e due ci muoviamo al rallentatore. E soltanto adesso, sedendomi davanti a MTP, realizzo ciò che è accaduto. Sono partito per una missione pericolosa e lontana. Ho lasciato quel paradiso incantato di potere, opulenza e sovvenzioni a pioggia che era ViaRigattieri. Ho lasciato tutto ciò. E ora mi appresto a mettere in vendita anche l’anima.

Alegre, Lo Stagista II

Kafka

giovedì, gennaio 04, 2007


Ore 12.20

Capo: Buongiorno, è la Biblioteca centrale della Regione Siciliana? ... Siii? Ah che bello, rispondete anche al telefono...si, scusi, volevo solo sapere se eravate aperti, devo prendere in prestito un libro...
Voce: Si, ma si deve sbrigare, la biblioteca chiude alle 13.30 ma il prestito termina alle 13. Poi domani siamo chiusi per disinfestazione, e quindi di conseguenza riapriamo lunedì...
Capo: Corro!

Ore 12.31
Ufficio registrazione per ingressi

Capo: Salve, dovrei prendere un libro in prestito, dove devo andare?
Impiegata: Ma a quest'ora mi sa che non gliene danno più, è tardi...
Capo: No signora, si sbaglia, ho telefonato e mi hanno detto che l'ufficio chiude all'una, dove devo andare?
Impiegata: Mah, solitamente già dalle 12.30 non ne danno più, ma forse ho capito con chi ha parlato, può essere che glielo danno, compili questa scheda.

30 secondi dopo

Capo: Ecco qua, dove vado?
Impiegato: Ce l'ha la collocazione?
Capo: no.
Impiegato: e allora là c'è il catalogo.
Capo: bene, grazie.

Ore 12.33
Ufficio Catalogo

Capo: Salve, mi può dire la collocazione de "Il sole e la Luna" di Cantarella?
Impiegato catalogo: Ma è un libro vecchio?
Capo: ... non lo so, lo devo prendere in prestito, mi può dire la collocazione?
Impiegato catalogo: ma è tardi, ormai non glielo danno più!
Capo: se mi dice la collocazione forse mi sbrigo e me lo danno! Ho telefonato e mi hanno detto che l'ufficio chiude all'una, sono le 12.35, se ci sbrighiamo me lo danno
Impiegato catalogo: faccia come crede...143.F3243...
Capo: Grazie. Dove devo andare?
Impiegato catalogo: Passi prima dall'ufficio distribuzione, poi all'ufficio prestiti. Ma secondo me non gliene danno più.
Capo: ...

Ore 12.40
Ufficio distribuzione

Impiegato, con altra signorina: ma qui è scritto male...che numero è questo?...e qua c'è un punto?....signorina, deve ricontrollare la collocazione, ma ormai è tardi, perchè non torna lunedì?
Signorina: guardi che ne sono sicura, sì, lì c'è un punto, il numero è un 3, per cortesia lo può prendere?
Impiegato: vabbene, ma questi sono gli ultimi, eh! Basta, non se ne prendono più, non mi fate litigare con la signora che deve andare a prendere i libri...
Capo: mi scusi ma il prestito non chiude all'una?
Impiegato: ma lo sa dove sono i libri? bisogna andare a prenderli, cercarli, portarli giù...non ce la fa, meglio che torna...

Ore 12.44
Ufficio ingressi

Impiegata: Ha visto che non ce l'ha fatta?
Capo: si, non ce l'ho fatta. Perchè è normale che l'ufficio chiude all'una ma da mezz'ora prima non si può fare più niente. Normale. In tutto il mondo funziona al contrario, ma qua è normale...

Morale della favola:
La biblioteca chiude alle 13.30. L'ufficio prestiti alle 13. L'ufficio distribuzione alle 12.30. Dalle 12 all'Ufficio Cataloghi e all'Ufficio ingressi cominciano a dissuaderti dal tentare di prendere in prestito un libro. E alla fine hanno ragione, e tu fai la figura del fesso. Perchè è normale, funziona così.

Uno e trino

domenica, dicembre 31, 2006

MESSAGGIO DI OCAPODANO 2007
ovvero, il post a reti unificate da un regno di tre Sicilie


Italiane ed italiani, eccovi qui a sbirciare per l'ennesima volta nelle nostre pagine. Ma che vorrete, poi, da noi anche il 31 dicembre? Il nostro pensiero già si volge all'ano a venire, non certo all'ano che se n'è andato!


Secco sia l'ano di chi scorda il passato, mi verrebbe da dire ascoltandoti, ah p-sà! Ma come? già spariamo a zero sulle res gestae degli ani passati? Cari italiane e cari italiani, piuttosto, avviciniamoci a questo nuovo ano, con un tenero pensiero all'ano che è stato e che è ancora per qualche ora. E a maggior ragione, quest'ano, che porta ancora le dolorose ferite del tempo che fu. Io, per esempio, in questi giorni mi trovo ad affrontare una brutta escoriazione al sedere, con qualche lieve perdita di sangue. (sottovoce a P-sano: *no, no, non è di tua competenza il problema, zitto e ascolta). Le feste natalizie, feste di tacchini e salmoni, di risotti e panettoni, di filetti alla Wellington e capitoni, mi hanno causato nei giorni a seguire una piuttosto brutta cagarella (per gli amici francesi che ci stanno ascoltando dal bell'esagono transalpino: chasse); e quando uno soffre di cotanto male va in bagno spesso, e si trova quindi costretto a strofinare più del solito il proprio presidenzial culetto. Neanche il bidet al Lactacyd intimo ci può dare una mano in quei casi. l'ano s'arrossa, l'ano può subire delle lacerazioni. L'ano che si appresta a terminare, dunque, ci porti una delicata lezione: se sei colto da diarrea, fai meglio ad utilizzare meno carta igienica del solito, anche se Scotonelle. E il mio pensiero vola qui all'Europa, e in special modo alla Francia, che ho avuto modo di visitare ufficialmente in questi mesi: grandi differenze culturali sembrano separarci nel modo in cui ci prendiamo cura del nostro ano, ma la fiducia che riponiamo nel sogno europeo ci induce ottimisticamente a pensare che quali che siano le nostre radici igieniche, sempre di ani si tratti, di ani fratelli, o quanto meno cugini. Con o senza bidet.

Signori, signori! Ma che modi sono questi? Ma che toni abbiamo assunto? Signori colleghi, questo è un post congiunto, un post augurale, un post di concordia e armonia universale! Che sono queste porcherie a doppio senso, queste confidenze così intime sul proprio regolamento intestinale? Il blog che io qui rappresento è un blog perbene, adatto alle famiglie, conciliante e ridanciano, mica roba osé come quella che propinate voi! Mi toccherà risollevare i toni della discussione, d'altro canto sono il capo. Happy vi avrebbe fatto tremare semplicemente con un rutto, Ferarotto forse con una flatulenza postmeridionale (e siamo di ritorno all'ano, ahimé..),io ho bisogno di scrivere qualche riga ma il risultato spero sia lo stesso..oggi è il 31 dicembre! che cosa gli diciamo ai nostri lettori congiunti? un po' di ufficialità, insomma! Come passeranno il capodanno le nostre oche e le vecchie ex duchesse?


Vecchia ci sarai tu, e pure ex, quanto sei oca poi non ne parliamo... Qui il punto è che si confondono orientamento della memoria e orientamento del pensiero: serbiamo memoria dell'ano che fu, volgiamo il pensiero all'ano che verrà! Ai nostri lettori congiunti diciamo: "felicitazioni!", contenti che vi siate potuti congiungere, quale che sia il modo da voi scelto per il congiungimento, siamo felici che, ovunque voi siate, il vostro congiungimento sia stato reso possibile, da quest'ano o da ani precedenti. Perché congiunzioni e coniugazioni, da noi in Italia, sono tutt'ora vietate (e la lingua infatti, specie quella televisiva, ne risente). Ma siamo fiduciosi: il 2007 porterà i PaCS e il congiuntivo, nonché un uso corretto del futuro; è a queste famiglie, famiglie future e congiuntive, che dedichiamo allora questo blog, questo post, questo nostro congiungimento triadico (checché ne abbia di ridire Molly) e trinacrico. Indegno e chino il 2006, snodatosi tra scandali elettorali e ripetuti fallimenti dei reality, siamo certi che il 2007 entrerà eretto negli anali di questo Paese.


Checché ne dica il Capo, direi io! (CHECCHE! dirà il capo, dico io). Ma il congiungimento è figurato, s'intende, è la gigioneria birbesca dei compagni d'avventura che ci siamo scelti...mica avrete abboccato all'esca? e l'oca, l'oca? che ne dice, o si placa?


L'oca né dice, né si placa, afflata invece, cioè starnazza. Care e cari italiane e italiani, che notte la notte che sta per arrivare. Già, che notte? Chi dei lettori, prima di congiungersi era solo un mio lettore o una mia lettrice, saprà che quest'anno avevo già disposto di prendere 20 gocce di lexotan e andare a dormire. Non fu possibile, neanche quest'anno. E così farò da accompagnatore a una dolce dama di antica conoscenza, tale EnneMerì. Fino al brindisi. Poi si sa, dopo il brindo selvaggio e tradizionale, si rischia sempre di ricadere in vecchie reti, le vecchie piattaforme di mantenimento reti di contatto chiuse, da cui ci si credeva già salvi. E salvi saremo! E quindi dopo cena non andremo alla grande serata 40€ senza consumazioni della jeunesse dorée palermitana, ma vagheremo, dama al seguito per la Palermo giubilante. Sperando di non essere colpiti da un mortaretto o da un razzo che ci bruci le presidenzial piume, o il già escoriato sedere.

Da vecchio, io sì son vecchio e passatista oltre che oca, non posso che gettare uno sguardo ai tanti ragazzini che nel mio quartiere rievocano con tanto ardore la guerra nel Vietnam. Tanto cari siete ragazzi, che peccato sarebbe ridurvi la faccia in poltiglia. Già, perché i botti fanno anche male, ma l'intera biblioteca storica verdone Einaudi frantumata in faccia fa ancora più male, specie se a colpirvi è un giovane e gaudente storiofilo con esami a gennaio e il culo dolente. Buon anno a voi.

E tu capo? non preoccuparti, smettila di stare adeso al muro. Parla pure, io e p-sano non ti faremo del male. E poi sei anche pieno di microbi e germi della febbre del Wisconsin, pussavia!

Ecco, appunto, pussavia! Qualcuno ha visto la mia maschera d'argilla? Mi devo fare la maschera purificante prima di uscire stasera. C'è Gianna al Politeama. Mi devo arrampicare sul palco vestito da donna e cercare di baciarla - ché solo vestito da donna ho una qualche speranza di riuscire a baciarla, ma nessuna speranza se prima non purifico tutti i miei pori! Oca, non avrai mica scambiato la mia maschera d'argilla per qualche crema analgesica e/o lubrificante?


Pussovia dalle vostre occasioni mondane, io, e mi rintano in casa con la famiglia! almeno fino a mezzanotte: allo scoccar della quale, novello zucchino (toscanismo per intendere zucchina ma qui ci sono già troppe ambiguità di genere), la mia febbre deciderà se consentirmi una festa privata radicalchic con compositori di musica contemporanea (Sollima), od ordinarmi repentino il letto più vicino. D'altro canto, ciò che si farà stanotte verrà ripetuto durante tutto l'anno che viene, come vuole il detto: e mica si può pensare che il capo diventi nottambulo per l'intero 2007, o mi sbaglio??!!??!!???!!!


CONCLUSIONE DEL PRIMO ESPERIMENTO DI POST A RETI UNIFICATE; IL CAPO DEI RIGATTIERI, L'OCAMUCCATA E IL PISS-ANO AUGURANO A TUTTI GLI AMICI E LETTORI UN FELICE ANNO NUOVO DA UN REGNO DELLE TRE SICILIE

Ah ma eravamo ancora in onda? Beddamatri chi malafiura chi mi facistivu fari! Ma poi si chiude così dico io?

Nicole'… Nicole'!

Qualcuno ha visto la Orsomando?... ah, è morta? Ma perché la gente muore senza che nessuno gliel'abbia ordinato? C'è sempre da rimboccarsi le maniche in questo show, è un'emergenza continua, un giorno finirò ucciso da un riflettore che si stacca dal soffitto!


Gentili retespettatori e retespettatrici, abbiamo appena pubblicato il messaggio di ocapodano del Capo, di Ocamuccata e di P-sano, diffuso a blog unificati in mondolettura. Nel lasciarvi ai programmi della serata, ne approfittiamo per augurarvi un felice ano nuovo da un regno di tre Sicilie.


almeno il tecnico per l'effetto stellina al centro dello schermo quando lo tocco con il dito sorridendo c'è o se n'è andato anche lui?

I Rigattieri spiccano il volo

venerdì, dicembre 29, 2006

Cari amici, care amiche,
giochiamo a carte scoperte. Possiamo permettercelo, dato che ogni nostra azione è volta (come sapete) al miglioramento dell'ordine costituito, e che di questi tempi nessuno più di noi sembra essere chiamato a prendere pubblicamente una decisione importante, per il nostro futuro, per il futuro della nostra generazione, del paese e del mondo intero.
Ieri ho colloquiato a lungo col fido Betty. E abbiamo sentito fortemente l'esigenza di fare un salto di qualità. Basta coi treni, bisogna spiccare il volo. Il futuro è nell'etere.
Abbiamo già annunciato al ministro Ferrero, nottetempo, la nostra decisione di concorrere al rilevamento di Alitalia. La notizia ha suscitato scalpore persino negli ambienti più quotati della finanza italiana: La Repubblica titola oggi che, dopo la nostra offerta, "il titolo Alitalia è schizzato su: più 3 per cento in apertura, più 5 a metà mattinata".
Era prevedibile, ma sappiamo cosa stiamo facendo. D'altronde già da tempo ci siamo infiltrati nel campo dell'editoria italiana, che gestiamo pressocché in toto. Dopo l'esperienza di qualche mese fa con trenitalia, la prosecuzione più logica era quella della più grande compagnia aerea del nostro paese.
Lo facciamo per voi, attenzione: consci delle nostre capacità (Happy lo mandiamo appositamente a studiare 6 mesi a Milano, mica per scherzo), vogliamo risanare questo patrimonio della storia e della cultura italiana. E' per questo che la nostra offerta sarà di rilevare il 48,8% delle quote azionarie. Il capitale sarà ovviamente ricavato dagli introiti degli ultimi pranzi di natale, più parte delle paghette di gioventù di Greg Lanza.
L'incertezza più grossa è pero sul nome: il governo è convinto che il marchio vada mantenuto tale e quale, mentre accurate indagini di mercato svolte dal Ferari durante questo lungo anno (apparentemente) sabatico hanno dimostrato che il popolo europeo si fiderebbe assai di più di una compagnia di crociera che si chiamasse: AIRGITTIER, o più banalmente RIGATTIERIAIRLINES. Il dato più sicuro di questa analisi è ad ogni modo la fiducia che il popolo europeo ha riposto in anni e anni di serio e duro lavoro dei Rigattieri su e giù per il continente.
Il 29 gennaio sarà la data in cui il nostro paese potrà finalmente dare una svolta importante nel rilancio della nostra economia, o continuare a governare nel solito malcostume altalenante e straccione.

Auguri a tutti?

domenica, dicembre 24, 2006

Il fantasma del natale passato

mercoledì, dicembre 20, 2006

Vi sono vicino in questo grande avvenimento natalizio - quasi una tradizione - quale è il Pranzo di Natale in Viarigattieri (vicino a voi e non ai vostri piatti per vostra fortuna...).
Per dimostrarvelo ho deciso di allietarvi con questo capolavoro scovato in internet e che mi ha riportato con la memoria ai bei tempi di Viarigattieri.
Perchè mai, secondo voi?



Un assaggio di passata vita quotidiana, insomma...







charlie

Annunciazió, annunciazió

venerdì, dicembre 15, 2006


Il 20 dicembre C.A., a partire dalle ore 13, avrá luogo la seconda edizione del tradizionale Pranzo di Natale Viarigattieri 200ssssssèi. Il ricevimento é strettamente limitato agli ospiti che ne hanno ufficialmente ricevuto - in forma privata - comunicazione; per tutti coloro che ritenessero (erroneamente) di avere dei reclami é a disposizione un indirizzo e-mail per contattare direttamente l´organizzazione (organizzazione@viarigattieriweinachtsessen.deh).
Le modalitá, per chi le avesse dimenticate, sono le stesse dell´anno scorso: ognuno porta ció che puó o ció che vuole, da mangiare o da bere (o entrambe), per festeggiare tutti assieme quello che i giornali tedeschi definiscono "l´evento piú parossistico dell´anno per l´intera Europa meridionale". É evidente che neanche loro hanno idea di cosa significhi la parola "parossistico".
Allora a presto
Il capo
p.s.: i commenti a questo post possono anche servire da pubblico proclama del proprio menu (per evitare doppioni, far sorgere l´acquolina in bocca, evitare che manchi del tutto il pandoro, ecc.).

QVIZ

venerdì, dicembre 08, 2006

Was ist das??



immagini

lunedì, dicembre 04, 2006

Alexanderplatz, qualche giorno fa.
Giovani sorridenti (non tanti, una decina) manifestano con cartelli in mano, sotto la Fernsehturm.
Il capo é sensibile alle dimostrazioni, inoltre ha visto dei poliziotti verdi in tenuta antisommossa nella U-bahn, quindi é ancora piú solidale.
Incuriosito, si avvicina.
La conversazione é assai breve:

Capo: Was ist ein Hug?

Il manifestante lo abbraccia. seguirá foto, quanto prima.

p.s.: accanto a me, alla Stabi, c´è un uomo colorato che legge qualcosa d´incomprensibile (indú? swaili? arabo no, sicuro) nello schermo del suo computer, sussurra parole altrettanto incomprensibili, scuote il capo (il suo, non io) e compostamente si dimena. Mi devo preoccupare?

Berlino è anche questo...#4

sabato, novembre 25, 2006




Ciao... (ora basta però. ok? la smettete di morire?)

venerdì, novembre 24, 2006

ciao...

mercoledì, novembre 22, 2006

Berlino è anche questo...#3

giovedì, novembre 16, 2006




Burrocrazia

martedì, novembre 14, 2006

Sioreessiori,

Charlie oggi è qui per portarvi, da vero ambasciatore, un po' di
FRANCIA, un nome rinomato nel campo dei latticini come ben saprete...




Décret n°88-1204 du 30 décembre 1988

Décret réglementant la fabrication et la vente des beurres et de certaines spécialités laitières


Le Premier ministre,


Sur le rapport du ministre d'Etat, ministre de l'économie, des finances et du budget, du garde des sceaux, ministre de la justice, du ministre de l'agriculture et de la forêt et du ministre de la solidarité, da la santé et de la protection sociale, porte-parole du Gouvernement,


Article 1
Abrogé par Décret n°97-963 du 14 octobre 1997 art. 3 (JORF 21 octobre 1997).

Article 2
Modifié par Décret n°97-963 du 14 octobre 1997 art. 4 (JORF 21 octobre 1997).

a) La dénomination "beurre cru" ou "beurre de crème crue" est réservée au beurre obtenu exclusivement à partir de crème n'ayant pas subi de traitement thermique d'assainissement.

b) La dénomination "beurre extra-fin" est réservée au beurre fabriqué exclusivement à partir de crème :
1. N'ayant pas subi de traitement d'assainissement autre que la pasteurisation ;
2. N'ayant été ni congelée ni surgelée ;
3. Mise en fabrication dans un délai de soixante-douze heures au maximum après la collecte du lait ou de la crème, et quarante-huit heures au maximum après l'écrémage du lait, et n'ayant subi aucune désacidification.
Cette dénomination ne peut être utilisée pour désigner des beurres ayant subi une opération de congélation, de surgélation, de mélange, de foisonnement.

c) La dénomination "beurre fin" est réservée au beurre dans lequel la proportion de matière première laitière congelée ou surgelée mise en oeuvre n'excède pas 30 p. 100.
Les beurres définis au présent article ne doivent pas être préparés à partir de crème de sérum.
Des arrêtés conjoints des ministres chargés de l'agriculture et de la consommation fixent, le cas échéant, les critères physico-chimiques et organoleptiques auxquels doivent répondre ces beurres.

d) La dénomination "beurre pasteurisé A" au sens du décret n° 84-1147 du 7 décembre 1984 susvisé est réservée aux beurres qui sont définis aux b et c du présent article et qui satisfont en outre aux critères organoleptiques ou physico-chimiques définis par un arrêté conjoint des ministres chargés de l'agriculture et de la consommation.

Article 3

La dénomination "beurre de cuisine" ou " beurre cuisinier" est réservée au produit provenant exclusivement de matière grasse laitière obtenu après élimination pratiquement totale de l'eau et de la matière sèche non grasse provenant du lait, de la crème et du beurre par des procédés physiques et contenant au minimum 96 grammes de matière grasse pour 100 grammes de produit fini.
La dénomination "beurre concentré" est réservée au produit défini à l'alinéa précédent et contenant au minimum 99,8 grammes de matière grasse pour 100 grammes de produit fini.



Par le Premier ministre :
MICHEL ROCARD.

Le ministre d'Etat, ministre de l'économie, des finances et du budget,

PIERRE BÉRÉGOVOY.

Le garde des sceaux, ministre de la justice,

PIERRE ARPAILLANGE.

Le ministre de l'agriculture et de la forêt,

HENRI NALLET.

Le ministre de la solidarité, de la santé et de la protection sociale, porte-parole du Gouvernement,

CLAUDE ÉVIN.

Le secrétaire d'Etat auprès du ministre d'Etat, ministre de l'économie, des finances et du budget, chargé de la consommation,

VÉRONIQUE NEIERTZ.

Das Coppino? Der Coppino?

lunedì, novembre 13, 2006


Coppino è un vocabolo che evidentemente non ha traduzione in lingua alcuna. Eppure non esiste parola più precisa, il che la dice lunga sulla superiorità del siciliano. Mestolo in tedesco si dice invece Kochlöffel, cucchiaio da cuoco, ma è un’altra cosa. In Toscana il coppino si chiama ramaiolo, ma è un dialettismo che non mi è utile né può aiutarmi a descrivere l’oggetto che ho in mente. Allora siccome ho già fatto un grande sforzo per capire che mattarello si dice Teigroll (“Haben sie das Gegenstand das du um Pizza zu machen benutzt?” “ah, die Teigroll!”), ora dovrò andare in giro per spiegare cos’è un coppino. Quello che potrei dire è più o meno:

Hallo, ich suche einen besonderes Löffel, das man benutzt wann Minestrone man hat gemacht, um die Minestrone im Fußboden nicht einzugießen. Können Sie bitte mir helfen?

Ma sono sicuro che – oltre agli errori per i quali prego i germanofoni frequentanti il blog di correggermi – non mi capirebbero, perché questi tedeschi NON HANNO IL COPPINO! Sembra proprio che non lo usino! Eppure hanno un aggeggio particolare per prendere le patate dalla pentola dove bollono, oltre alla classica schiumarola. Bah…
Ma siccome quando avrò messo tutto questo sul blog il minestrone sarà già stato gegessen da circa due giorni, immagino che dovremo arrangiarci con delle tazze da tè, sbrodolando tutto il parquet finto. Accidenti. Vi terrò informati comunque sull’esistenza del coppino in Germania, chiedendo informazioni a Takeshi (il nome è di fantasia), cuoco giapponese/tedesco/spagnolo/italiano amico di Blume (altro nome di fantasia) che ci apprestiamo a conoscere nei prossimi giorni.

Tschuess….

p.s.: da quando ho scoperto il verbo benutzen, non riesco a farne a meno. Qualcuno riesce a capirmi?

Berlino è anche questo...#2

martedì, novembre 07, 2006





NUOVA RUBRICA

mercoledì, novembre 01, 2006

Voglio parlarvi per immagini. CREO pertanto questa nuova rubrica, che spero possa durare e magari rendersi interessante con il tempo. Intanto cominciamo...(ma siccome è la quinta volta che ci provo, magari non partiamo proprio bene! Vabbè, mi direte...)

BERLINO E' ANCHE QUESTO... #1







Alles Gut!

martedì, ottobre 31, 2006

Scusate la fretta, per ora solo due piccole foto del quartiere, ma presto racconteremo!
Il capo



Berlin: Der Durchbruch, la svolta.

lunedì, ottobre 30, 2006






Mago Scaramuzzino, grande artista della preveggenza, ci offre oggi nuovi scenari riguardanti l'esistenza del nostro Capo, ricostruendo un'immagine la più fedele possibile a ciò che ha scorto nel futuro rigatteriano.

Guardando il filmato, possiamo osservare i grandi successi di cui il Capo sarà capace nel campo dell' «immagine-movimento»...

Non stiamo parlando di filosofia, né di cinema, ma di CIRCO Signori miei... di Grande Circo!

La Grande Svolta è vicina e Berlino ne sarà il fortunato palcoscenico...

Nach Berlin

sabato, ottobre 28, 2006




"True, time is short,
but that is no reason
for being in a hurry"

[Buddistisches Tor Berlin]










ci vuol solo diligenza


desolati e desolanti rigattieri.

giovedì, ottobre 26, 2006

Signore e Signori,

vorrei farvi notare come dalla partenza dell'Ambasciatore il blog ormai è in una condizione di trascuratezza e decadenza, a tal punto da essere completamente abbandonato perfino negli eventi più importanti della sua esistenza.


Portiamo in silenzio il pensiero all'anniversario che abbiamo irrispettosamente dimenticato, allo scorso 15 d'ottobre quando il blog ha compiuto 2 anni.

L'unica testimonianza è un breve libricino scritto da un certo 'Capo' che vive quasi-attualmente a Berlino, da cui pare che diriga traffici illeciti di film polacchi muti della durata di quattro ore, vietati dalla Commissione europea per la Sanità Pubblica.
Il Capo compare in copertina...




TWO YEARS LATER

Racconto d'autunno

venerdì, ottobre 13, 2006
















Ci vuole solo un po' di titubanza, un pizzico di incostanza e un leggero accento romano...nonché le scarpe giuste...





Oggi alle 15:45 nelle migliori sale pisane:


"Cos si laurea"

Una questione morale

giovedì, ottobre 05, 2006

C'è una questione morale. Ma si sa, le questioni morali non contano più niente. Avrei dovuto tenerlo a mente quando ho salvato quello stracietto maculato che il nostro ex-coinquilino chiama giraffina dagli occhi dolci, regalo erasmus a cui tengo molto.
Avrei dovuto tenerlo a mente più volte e insistere nei miei tentativi, sempre troppo clementi, di uccidere e martoriare quell'ammasso di peli sintetici goffo e sgraziato che il nostro ex chiamava orso-orsetto non so con quale nomignolo, non so da chi regalato. Quando cercavo di strappargli lel braccia a morsi, quando l'ho impiccato vicino allo scaccia pensieri con spirito cristiano, per alleviare, o meglio dare un senso musicale, agli ultimi istanti della sua inutile esistenza.

Le questioni morali non contano. Le questioni morali non esistono nell'animo di uno che è mistico. Di questo ne avevamno un sospetto, fondato, ma pur sempre un sospetto. Ora ne abbiamo la certezza assoluta. L'ultima mossa del nostro ex è stata "genni"ale nella sua freddezza. Spietata nel suo cinismo e orribile nel suo moto di distruzione. Pensavamo che ingoiare chili di marmellata con il mestolo fosse un atto indegno. Pensavamo che arrivare a godere del lavoro culinario degli altri senza muovere un dito, che trovarsi sempre nel momento giusto al posto giusto fossero cose ignobili. Ma mai avremmo potuto spingerci a tanto, anche concentrandoci con tutti i nostri pensieri negativi. Mai, neanche un intero consiglio di strege stregoni e Wanne Marchi avrebbero mai architettato una trama così mortale.

Spedirsi un pacco sapendo di non poterlo pagare dalla terra d'oltralpe e farlo così pagare agli ingenui coinquilini che adesso sono sul tutti lasrico e non possono fare la spesa perché tu abbia potuto avrere le tue cianfrusaglie inutili. Questa mio caro AMBASCIATORE è un'azione terribile. Tu dormi su milioni di euro e noi rosicchiamo le scorze del parmiggiano cinese, tu vai a feste e ricevimenti imperiali e noi ci guardiamo negli occhi al suono stridente dei nosri stomaci che reclamano il minimo per la sussistenza...
Tu leggi librei e gestisci situazioni importanti, ma avevi bisogno dei tuoi "fidduri", noi stiamo svendendo tutto: libri, calcolatori, mobili e persino qualche organo del capo.

Sorridi pure compiacendoti della nostra disperazione, ma non pensare a tornare... non pensarci neanche. Sarai divorato - fisicamente intendo - dalla nostra ira selvaggia. Le tue ossa rosicchiate saranno donate a Fosca in segno di pace e allora, almeno una volta nella tua vita, avrai servito la Comunità.

Per ora, nella dolce attesa, mangiamo la tua giraffa
Ti aspettiamo a bocche aperte