DESPERATE HOUSEWIVES

mercoledì, giugno 14, 2006

Dal carteggio segreto fra le first lady più amate d’America… (Boia deh!)






















Dear Eleanor,

hai visto? Nel covo di Al Zarkawi hanno trovato lingerie leopardata, e una foto di tuo marito...
se era questo l'internazionalismo che volevi, eccoti servita. Un terrorista che si fa le pippe sulle foto di Franklin D. toccando mutandine di seta, mi sembra una metafora perfetta della vostra politica estera.
Per fortuna che vi raddrizziamo noi, con gli F-16.

Hugs,
Nancy



Dear Nancy,

se è per questo, è successo anche in Nicaragua, Vietnam e Liberia e, chissà come mai, sempre quando al governo eravate voi: anche i nemici si rifugiano nei ricordi. E' la prova che tuo marito non ha appeal. Che TU non ne avessi... be', non c'era bisogno di prove.
Toglimi una curiosità: ma quanto lubrificante usi per masturbarti con gli F-16?

Sincerely yours,
Eleanor



Cara Eleanor,

la battuta sugli F-16 svela volgarità isterica dietro ai tuoi bei vestitini: ormai sei ridotta a un incrocio fra Michael Moore ed Eva Longoria.
Quanto al Vietnam, che dire? Nemmeno Johnson, quel gran paradosso di un democrat texano, era un galantuomo. E il Golfo del Tonchino non é uno scuba center sul Mar Rosso...
Ma dimmi, che cosa pensi di fare da qui a novembre? Fai l'orlo alle gonne di Hillary? Ora s'è rimessa in testa di regalare cerotti ai poveri, la dolce miss charity.
Oppure ti associ ai deliri ambientalisti di quel tree-hugger di Gore? Avete scoperto che stanno sparendo i ghiacciai, ma risparmiatemi il freakout, per carità: i cubetti per il vostro Negroni ve li faremo avere comunque, a costo di invadere la Finlandia.

Kisses,
Nancy



Nancy, honey,

ripeterò "masturbarti con un F-16" fino alla nausea, fino alla fine del tempo, finché per via della miope legge che avete approvato non mi arriverà una multa con tanti di quegli zeri che tutta la carta del mondo non basterà a stamparla. Quando invaderete la Siberia per gli alberi, allora tutti capiranno che c'è qualcosa che non va nelle amministrazioni repubblicane.

Ad ogni modo, da qui a novembre riderò, sfruttando il fatto che non posso morire dal ridere.
Riderò. Riderò tantissimo. Già adesso mi trattengo a stento. Non ci posso quasi credere... sei proprio ridicola, anzi grottesca... hi hi... fare televendite di divani posando da gatta morta con un vestito rosso... alla tua età!



Dunque, posso fare uno sforzo e capire come il tuo fervente nazionalismo ti abbia spinta a farti incidere il Grand Canyon sulla fronte... ah, no, sono le rughe, scusa... ad ogni modo il punto è: va benissimo darsi alla pazza gioia dopo la morte del marito, ma se poi ti prendi lo scolo, almeno abbi cura di cambiarti d'abito per il servizio fotografico. Quell'alone sul pube è il frammento di storie che le nostre orecchie non vogliono sentire -per non dire di quelle che vostri elettori!

Umilmente tua,
Eleanor



Eleanor, sweetie,

quell'alone lo hanno sicuramente aggiunto i tuoi geeks su al MIT, covo di rattacci liberali quant'altri mai. Vabbè, già che devo mandare un paio di agenti della Cia a tappar la bocca a Chomsky, dirò loro di passare anche dal dipartimento di informatica.
Sulla mia mise, invece, hai poco da ridacchiare (sotto i baffi). Io mi vesto ancora come una donna americana, sfidando il ridicolo per amore della patria. Tu invece ti sei venduta da anni a quegli smidollati degli stilisti francesi. Poi non ti lamentare se l'America non vi dà più retta: voi donne dell'asinello, quando vi si vede in giro, sembrate turiste nate e cresciute sulla rive gauche. Avete preso in giro per mesi la moglie del povero giudice Alito, per via del suo vestire, e ora ve la prendete anche con me.
Noi siamo le housemaids di questo paese, quelle che badano i bimbi e sorvegliano la torta di mele, mentre voi consumate le vostre Visa nelle boutique sulla quinta e vi sfate di botox. E la chiamate "emancipazione"!
Noi siamo Marion di Happy Days, voi Brenda di Beverly Hills. Con le vostre manie di protagonismo, avete portato al Congresso quel tocco di femminilità di cui proprio non si sentiva il bisogno. E solo perchè volevate mettere in mostra i vostri Coco Chanel.

Saluti dalla ruvida campagna americana,
Nancy



Honey, potevi dirlo subito che stai nella ruvida campagna americana!
Quando Frankie diede l'avvio al progetto Manhattan lo si fece convinti che non ci fosse nessuno nei paraggi. Voglio dire: chi vivrebbe in una desolata prateria percorsa da mandrie di bisonti e senza una boutique di Cartier nel raggio di duemila miglia?
Fra l'altro prima era una verde prateria, ma quelli di Hollywood dovevano girare La Signora del West e avevano finito con La Casa nella Prateria, così abbiamo detto a Oppheny di sbrigarsela lui.
Quando leggevo nella tua biografia che hai trascorso l'adolescenza e hai fatto carriera sotto la luce artificiale di Manhattan pensavo ai neon, non ai fratellini di Little Boy... be', questo però spiega molte cose... non mi resta che attendere che tu mi raggiunga quando ti accorgerai che sei morta. Ooops, te l'ho detto! forse non avrei dovuto...

Baci,
Eleanor

più o menopausa

lunedì, giugno 12, 2006



Maaaaaaaa...
una pausa?









Il comitato antagonista-fancazzista












Ah! Comunque lei si è laureata oggi con 11o e lode in Scienze della Prostituzione sociale e comunitaria....Lei chi? Ma la nostra

GIUSY TADDEUS!!!

Eccola qui durante l' esposizione...



(ed è la terza volta che la pubblichiamo!)

Piccino Picciò

martedì, giugno 06, 2006


- Ma che dite arriverà?

-Non saprei, sono giorni che rimanda la partenza...chi lo può sapere?

-Qualcuno dice che tornerà domani...

-In tal caso saremo pronti...ehi Piggy, non volare a vuoto, non vorrai stancarti prima della performance.


-Scusa mamma.


-Questi piccioncini non sanno cosa sia fare uno spettacolo aviario. C'è bisogno di concentrazione, tanta concentrazione...e pazienza.

-Sì, l'hai detto, pazienza. Aspettare e sempre aspettare, finché lui aprirà la porta e allora svolazzeremo ovunque nella stanza. Vedrai che panico che provocheremo.

-Spero di sopravvivere fino a quell'ora. Se quello non si fa vedere e si fa venire davvero il mal d'Africa? allora boooonaseeeera!

-Ma vedrai che verrà...ormai non può più tardare.

-Sai che bello! Gli faremo pagare tutto quello che c'ha fatto passà, come i colpi inaspettati...ne ha fatto morire ben dieci d'infarto.

-Ma perché? quando batte sulle persiane? Mio nipote è caduto giù, ché non sapeva volare il picciotto. L'abbiamo dovuto portare alla piccionaia medica di Pontedera. Se l'è vista brutta.

-Sì, ma non scorderai mi'a la cosa peggiore? Quello lì è stato capace di mettere per séi ore di seguito 'Brucia troia' di Vinicio Capossela. Ti ricordi? Non ci si poteva neanche avvicinà a Viarigattieri per quanto era alto e faceva schifo!

-Sì che me lo ricordo, ormai quella canzone mi provoca una nausea incontrollabile . Ma perché? quando c'ha fatto trovare affacciato alla sua finestra quel vecchio decrepito che diceva d'esse n'artista? un regista, diceva. Tonino lo chiamava la moglie.

-Sì Tonino...che schifo, ha anche tentato di accarezzare il mio piccioncello. L'ho dovuto fà vaccinà.

-Eeeeh, portano un sacco di malattie quegli altri esseri inutili. Solo buoni a mangià a bere a fà casino. E poi tutte ste zozzerie che lasciano ogni sera per strada fuori dalle porte. sacchi grigi, sacchi blu e sacchi marroni, uno più puzzolente dell'altro. ma dico, ma si può rovinare una città a sto modo. Troiai lasciano, troiai belli e buoni.

-Faranno di vesta città un bottino, io li sterilizzerei tutti!

-Per non parlà di quel telefonino...ma di'o, ma non si può dormire il pomeriggio. E t'addormenti un secondo e là c'è sto cellulare che squilla e risquilla...eppoi quel "Puonto" invece di 'Pronto' mi fa venire i nervi. E poi risquilla e lui richiama e risquilla a sua volta. E ora vuol sapé come si fanni i ceci, e poi come si fanno le lenticchie, e poi le melanzane e i tortini. ma di'o io...o non potevi affittarti na cuoca con tutto quello che spendi di telefonate, invece di venrci a rompere e quando dormiamo e quando cachiamo e quando tubiamo?....'na condanna, 'na condanna sono vesti-vì. ma chi ce li avrà messi? Oh come si stava bene prima ch'arrivassero!

-Eggià...che bello!

-Non c'è niente da fà...bisogna farli fuggì via. Una svolazzatina, vello lì ci casca e noi si ritorna padroni del territorio.

-Macché! Bisogna tornare a Sud, non c'è storia. Ti ricordi a Bari? tutta un'altra cosa. Lì i piccioni li trattano con cura, li cercano, li inseguono. Lì hanno proprio un altro senso...

- Eggià....Oh silenzio tutti. Ho sentito aprire la porta.

-E' lui!E' lui!...pronti?

-ssssssssssssssssssssssttttt....comincia lo spettacolo...



L'occhiale

domenica, giugno 04, 2006

Vorrei parlare un po' con voi degli occhiali da sole. E' un tema che mi tocca molto da vicino, oltre ad essere un buon argomento per riavvicinare il blog ad uno dei rigattieri, latitante ormai da troppo. Lo si legga dunque come un omaggio a quel Garfield che ha peccato di disaffezione nei nostri (virtuali) confronti. Bando alle ciance, comincino le danze.

Devo dire la verità, non ho moltissime idee al riguardo, ma ci sono due cose che per me sono chiare e assolutamente fuori discussione:

a) gli occhiali non possono costare così tanto. La soluzione marocchini è una falsa soluzione, dunque non si tenti di banalizzare la questione avanzando questa scusa. Noi rigattieri ci teniamo agli occhi e allo stile, dunque niente marocchini. Solo mi ribello al fatto che un paio di rayban di plastica costino 100 euro. Tutto qua.


b) sono un fermo sostenitore della minima distanza tra l'occhiale e lo zigomo. Mi rendo conto che su questo punto è più difficile che mi seguiate, ma vi prego di fare questo sforzo. Direte voi: dipende dall'occhiale, dipende dallo zigomo. Ed ancora il buon vecchio (ma sempre attuale) "non dire banalità" riecheggia repentino nella mente di più d'uno di voi: cerchiamo allora di seguire questa regula aurea, perchè il problema è serio.

Ritengo che l'occhiale abbia una funzione principalmente protettiva, secondariamente estetica (la distinzione tra funzioni non implica però un giudizio di valore: è solo questione di priorità). La distanza tra l'occhiale e lo zigomo comporta l'esistenza di un baratro che permette il passaggio di correnti d'aria incontrollabili, nonché sprazzi di luce non filtrata che sfuggono alla potenza dell'occhiale. Ed è chiaro che questa non è una cosa accettabile. E' per questo che personalmente prediligo l'occhiale a mascherina. Ma con questo ritorniamo al problema a): l'occhiale a mascherina ha una montatura in plastica. Inoltre, b), non sempre soddisfa il criterio di distanza minima: anzi, quasi mai.

Sia a causa del problema a), che soprattutto a causa del b), per concludere, ogni anno mi trovo ad arrovellarmi lungamente sulla questione, epperò rimango sempre senza occhiale.

E' per questo che chiedo l'aiuto di tutti voi; senza nascondervi che le mie aspettative sono grandi: penso che da qui possa nascere una nuova fenomenologia ottica.


Il capo è morto, viva il capo!

martedì, maggio 30, 2006

Meno male che anche in tempi duri c'è sempre qualcuno che ti vuole bene...grazie ragazzi





COMING BACK SOON
Le Chef

Povero Greg... ma dove mi trovo?

Da Repubblica online:



AMSTERDAM - Nasce oggi in Olanda il primo partito dichiaratamente pedofilo: si chiamerà Nvd ("Amore del prossimo, libertà e diversità") e ha tra i suoi obiettivi la liberalizzazione della pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini.

"Educare i bambini significa anche abituarli al sesso.
Proibire rende i bambini ancora più curiosi", ha dichiarato Ad van den Berg, 62 anni, fondatore del partito, al quotidiano olandese Algemeen Dagblad. "Vogliamo trasformare la pedofilia un argomento di dibattito", ha aggiunto van den Berg, secondo cui l'immagine dei pedofili è stata infangata dallo scandalo del pluriomicida di bambine Dutroux.

Non c'è però soltanto la pornografia infantile nel programma di Nvd, che propone la soppressione del Senato, della funzione di primo ministro, la legalizzazione di tutte le droghe, leggere e pesanti, e l'ergastolo per gli omicidi recidivi. E ancora, sì al sesso con gli animali, no ai maltrattamenti e la possibilità di viaggiare sempre gratis in treno per l'intera popolazione.

Il partito, sul suo sito internet, afferma che chiunque abbia compiuto 16 anni dovrebbe poter interpretare film porno e che la maggiore età sessuale dovrebbe essere abbassata a 12 anni. "Daremo una svegliata all'Aja!", è l'eloquente slogan che compare sul sito.

"Ci hanno zittiti", ha rincarato la dose l'esponente di Carità, Libertà e Diversità. "Il solo modo di farci sentire è attraverso il Parlamento", che appunto ha sede all'Aja, la città da "svegliare". Secondo la Nvd, il possesso di materiale pedo-pornografico non dovrebbe più essere assoggettato ad alcuna sanzione, anche se i suoi dirigenti concedono che il relativo smercio dovrebbe continuare a essere proibito.

Quando alla diffusione dei film porno, in televisione essi dovrebbero potersi vedere liberamente persino durante il giorno; soltanto quelli di contenuto violento andrebbero confinati nella fascia tardo-serale. L'educazione sessuale dovrebbe diventare materia scolastica d'insegnamento anche per i bambini più piccoli; una volta sedicenni, inoltre, tutti dovrebbero poter recitare nelle pellicole pornografiche o addirittura prostituirsi. Infine, assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti.

Ritaexpress arrivò (?)

venerdì, maggio 26, 2006



Cerco l'estate tutto l'anno
e all'improvviso eccola qua...
lei è partita per le spiaggie
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo
per me,
mi accorgo di non avere più risorse senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri,
dei miei pensieri all'incontrario va.

saluti dagli zii d'america

mercoledì, maggio 24, 2006

Un Articolo per i mistici pisani

lunedì, maggio 22, 2006

Lo svelamento svelato
di Umberto Eco
(corsivi e eventuali commenti di Greg)


Il clima New Age e la fame di mistero che si è sostituita al crollo delle ideologie e delle utopie secolari spiegano il successo del 'Codice' fasullo. A Milano è stata organizzata nel Castello Sforzesco una mostra dedicata al Codice Trivulziano e ad altri cimeli di Leonardo da Vinci. È stato realizzato naturalmente anche un bel catalogo Electa ma, ciò che mi pare più interessante ancora da un punto di vista della diffusione della cultura, allo stesso argomento è stata dedicata l'esposizione fotografica permanente di via Dante.

Per chi non è di Milano, ricordo che da un po' di tempo lungo questa via ormai pedonale vengono esposti grandi pannelli fotografici, illuminati dal retro, dedicati volta per volta a un determinato argomento di varia enciclopedia (visioni della terra, usi e costumi asiatici e così via) con didascalie e altri riferimenti esplicativi. Le foto sono tutte di grande qualità e l'esposizione così ricca che anche chi, come me, ha occasione di percorrere questa via molto di frequente, ogni volta scopre sempre qualcosa di nuovo. Che ora l'esposizione riguardi l'opera di Leonardo mi pare molto bello, e dovrei sentirmi (come cittadino e utente della strada) molto contento.

Salvo che, evidentemente per attirare l'attenzione del pubblico, l'esposizione si intitola 'Il Codice Svelato'. Non occorre essere molto acuti per capire che, visto che si tratta di un'iniziativa volta a far conoscere meglio il Codice Trivulziano, il titolo sarebbe appropriato; ma non occorre essere necessariamente stupidi per fare immediatamente un'altra connessione e fiutare un'allusione al 'Codice da Vinci' di Dan Brown, libro, film, e annessi e connessi scandali e polemiche.

Io capisco che un fabbricante di mutande a scacchi, se improvvisamente scoppiasse un caso qualsiasi su presunte mutande a scacchi di Brad Pitt, farebbe benissimo a legare il nome della propria marca al caso in questione (per esempio lanciando lo slogan 'per un inguine allo stato Brad'), perché gli affari sono affari. Ma che si debba fare la stessa operazione e usare Dan Brown per 'lanciare' Leonardo (quando almeno Dan Brown aveva fatto con molta modestia l'operazione inversa, e cioè aveva usato Leonardo per lanciare se stesso) mi pare abbastanza sconfortante.


D'altra parte è quello che avviene dappertutto: al Louvre non riescono più a tenere lontani i visitatori che vogliono vedere la Gioconda, e non basta che, come è già stato notato, il cortocircuito sia bizzarro, poiché il libro di Brown parla di un enigma da decifrare guardando il Cenacolo e non Monna Lisa. È ovvio che è più remunerativo andare a vedere la Gioconda che non il Cenacolo, perché poi da Parigi si fa un salto alla Disneyland francese.

Non credo neppure ci sia da chiedersi perché un libro di successo debba spingere la gente a compiere faticosi viaggi di scoperta (mentre per 'Via col vento' nessuno era andato a cercare Tara, e dopotutto pochissimi vanno a vedere quel ramo del lago di Como): tutti ricorderanno che alcuni anni fa si era scoperto che il Mulino Bianco, che appariva su una marca di biscotti, esisteva davvero (ovvero i pubblicitari per poterlo fotografare avevano ridipinto un vecchio mulino di cui non importava più niente a nessuno), e torme di signori in canottiera alla domenica conducevano con la loro utilitaria i figlioli a vedere il Mulino (senza chiedersi se l'oggetto in pietra fosse l'originale dell'immagine dei biscotti o se non fosse l'immagine dei biscotti il vero originale di quella falsa reliquia).

D'altra parte mi dicono che ora la gente alla domenica va sui luoghi dove è stato ammazzato il piccolo Tommaso e dunque che si vada a vedere la Gioconda è ancora niente. La gente è fatta così, altrimenti alle elezioni Berlusconi avrebbe avuto meno voti di quelli che ha avuto.

Tuttavia - visto che anche persone dagli interessi culturali onesti e insospettabili hanno dovuto far ricorso al disvelamento di un Codice fasullo per poter contrabbandare materiale leonardesco autentico e di prima qualità - qualcuno (che ancora ha fiducia nel genere umano) potrebbe continuare ad arrovellarsi per capire perché le folle di tutto il mondo si siano appassionate non tanto a un romanzo (che in sé non è né più bello né più brutto di tanti altri) quanto alla presunta rivelazione mistica (o antimistica) che faceva baluginare.

E adesso vi beccate un normalista...

mercoledì, maggio 17, 2006

Dall'Unità all'Università - parapapà - arriva il seboso Mussi, also known as il bisunto dal signore. Tiè!

La legge di Charlie...

lunedì, maggio 15, 2006




Dopo secoli di silenzio Licurgo, il leggendario legislatore di Sparta, richiamato dall'anarchia domestica di Viarigattieri, risalendo l'Arno, attraccò al ponte più vecchio della città. Lì approdò e si diresse verso la nostra tana, seguendo l'odore di carne marcia, che da Viarigattieri si diffonde in lungo e in largo per il borgo antico. Impiegò settimane per salire la lunga scalinata che portava al Sanctum Sanctorum dei rifiuti organici e non. Con un fitta al cuore e il fiato spezzato dallo sforzo fisico e dal fetore immondo del terzo piano bussò alla porticina dei Rigattieri. Aprì un figuro lungo e smunto. Dalle profondità della tana giungeva al vecchio saggio una musica straordinariamente alta, una tarantella, si dice che fosse. L'abitatore della tana si presentò. Charlie era il suo nome. Il vecchio misterioso legislatore, soffocando i conati multipli che gli contorcevano il corpo ormai sfatto dal tempo, con un gesto repentino gli consegnò due tavole incise, due tavole di leggi, dicendogli:
"Charlie, ecco la legge! Questa sarà da ora la tua legge; tu ne sarai il custode. Falle rispettare e difendile da chiunque ne voglia ostacolare l'esistenza e l'efficacia. Sarò forse costretto a tornare?"

L'autoctono Charlie raccolse con un gesto pacifico le tavole dalle ossute secche mani del vecchio saggio e in un lungo sospiro lasciò scivolare un risposta d'irriconoscibile e tremenda determinazione: "No".




Oggi il tempo è morto e rinato.
Tutto ricomincia e tutto comincia.
E' oggi l'inzio d'una nuova era
ed è grande privilegio assistere
al nuovo primordiale respiro di Viarigattieri.
Udite udite e portate testimonianza di quanto avrete conosciuto.




LA LEGGE DI CHARLIE



1. Io sono la tua dimora. Non avrai altra dimora all'infuori di me.

2. Non sporcare invano(a) .

3. Ricordati di santificare i turni.

4. Onora il secchio e lo straccio.

5. Non distruggere.

6. Non lasciare i fornelli impuri.

7. Non orinare fuori dal consentito.

8. Non fare falsa pulizia.

9. Non accumulare immondizia, né con né contro gli altri.

10. Non sporcare la roba d'altri.



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(a) Discussa la lettura del secondo comandamento. Alcuni ritengono che esso dica: "Non sporcare il vano", intendendo l'andito tra cucina e bagno. Il dubbio esegetico è parso irrisolvibile, per cui la tradizione ritiene giusto rispettare il comandamento in entrambi i sensi possibili.

Berl-in

giovedì, maggio 11, 2006

Puorte o cazone cu 'nu stemma arreto
'na cuppulella cu 'a visiera alzata.
Passe scampanianno pe' Tuleto
camme a 'nu guappo pe' te fa guardà!

Tu vuò fa l' americano!
mmericano! mmericano
siente a me, chi t' ho fa fa?
tu vuoi vivere alla moda
ma se bevi whisky and soda
po' te sente 'e disturbà.

Tu abballe 'o roccorol
tu giochi al basebal '
ma 'e solde pe' Camel
chi te li dà? ...
La borsetta di mammà!









Tu vuò fa l' americano
mmericano! mmericano!
ma si nato in Italy!
siente a mme
non ce sta' niente a ffa
o kay, napolitan!
Tu vuò fa l' american!
Tu vuò fa l' american!



Ziamò all'Università.

martedì, maggio 09, 2006



Udite Udite!

Università della Terza Età (pisa).

Hilbert. 110/110 e lode.

E' successo qualcosa. Qualcheccous.

Lady Nicoletta. O Aunty Molly.

Dottoressa. Dottoressa?



CONGRATULATIONS





Ancien Régime

venerdì, maggio 05, 2006


Quando eravamo moderni...






ore 17.15, Pisa (ITALIA)

sala della cinemateca Arsenale

INCONTRO CON
JEAN-MARIE STRAUB & DANIÈLE HUILLET








I due registi rispondono alle domande del pubblico. Lui tiene costantemente un sigaro in bocca che ogni tanto, infrattato in una rientranza laterale della sala, rianima con un minuscolo accendino.
Primo intervento. Si tratta di una professoressa che è lì per presentare la coppia autrice del film 'Antigone', che verrà proiettato dopo il dibattito. Probabilmente è stata scelta per la sua erre moscia, che rende di solito un italiano meno riprovevole ai francesi.

Professoressa: «Il vostro film è il risultato di una traduzione che Hölderlin ha fatto della targedia di Sofocle. Il testo tedesco di Hölderlin è stato rivisto e messo in scena da Brecht. Voi fate riferimento alla versione di Brecht, ma nella vostra messa in scena manca il Prologo della stesura brechtiana. Questo risponde ad un intento preciso?»

Danièle Huillet è momentaneamente assente, per cui il compito di rispondere è lasciato a lui, Jean-Marie Straub. Il vecchio regista comincia ad agitarsi, dimena le braccia. 'Sta sbottando', si mormora accanto a me.

JMS: «Ma quale prologo, di che prologo parli. Quello era solo una scusa di Brecht, perché aveva paura. E' stato un vigliacco. Cosa vuoi dirmi, chiedendomi di questo prologo?...non capisco, perché mi chiedi di questo prologo?Cosa vuoi?...quel prologo non sarebbe dovuto esistere. Lui l'ha scritto solo per paura di quelli di sinistra come lui, ma contro di lui. Il prologo,tsé...ma di che parli, ma che vuoi, che vuoi dirmi?Non capisco perché ora hai tirato fuori questo prologo...»

Jean-Marie muove verso il corridoio laterale della sala e si ripara nell'anfratto con il suo mezzo sigaro impregnato di saliva. La professoressa osserva l'orizzonte della sala, si perde nei volti bui del pubblico, tace...non sembra imbarazzata, forse stordita, ma non imbarazzata...no, imbarazzata no di certo...anzi di lei resta una muta fissità immersa in un globale silenzio da rito misterico. Il pubblico si aspetta che fra un momento all'altro Jean-Marie compia un gesto o pronunci una parola che sia significativa, che riveli il senso nascosto del tutto, anche di quel profondo e ansioso silenzio; che riveli la trama nascosta di quello scatto d'ira, portando alla luce una verità più alta e più profonda dell'inaspettato contraddittorio cui si è appena assistito. Ma no, forse non ancora. Jean-Marie solo scatarra rumorosamente, raccoglie con la lingua i detriti vischiosi e infine ingoia tutto, vecchio e soddisfatto. Col sigaro stretto tra i denti, aspetta una nuova domanda. Il compìto silenzio pare aver lasciato il posto ad un diffuso imbarazzo nella sala.

Una signora prende la parola. Un profondo respiro per farsi coraggio. Sospiro del pubblico. Lui si dirige di nuovo al di sotto dello schermo, di fronte alla platea. E' pronto. Nel frattempo Danièle ha preso posto.

Signora:«Buonasera. Nel film ho avvertito dei rumori di sottofondo, volevo sapere se si trattava di tuoni, o di cosa? Erano molto suggestivi e...»

Il cuore glielo aveva preannunciato: 'Non ce la farai. Non terminerai. Non passerai impunemente la prova.'

JMS:«Ma cosa significa? Non erano tuoni, era il vento, era il vento, solo che vuoi uomini moderni siete così abituati al doppiaggio e a tutte queste macchine poi. Non avete idea di cosa sia il cinema, di cosa state parlando. Se non ti è piaciuto non ci posso fare nulla...Queste macchine, queste macchinette...»
dice lui guardando le molte telecamerine digitali in prima fila.

Interviene lei, Danièle, con indignazione e partecipazione

DH«...è vero, anche ora mi filmate, non siete capaci di concentravi. Non potete vedere un film usando quelle macchinette. Oggi con telefonini e cose varie, non siete capaci di concentrazione, di guardare. Io penso che se un uomo che non è capace di resistere all'apparecchio che ha in tasca NON E' UN UOMO!»

Scoppia un applauso. Indignazione e partecipazione, ora tutti però. 'Ah questi uomini moderni!'. Pare che la sala ne sia stata epurata, ma forse no. nella mia fila c'è qualcuno che tira fuori il cellulare per controllare che sia spento. 'Evitare di farsi vedere ed evitare di farlo squillare per sbaglio. Questi potrebbero scuoiarti vivo!'.

Di nuovo il silenzio. Imbarazzo. la gente vorrebbe ricominciare ad applaudire per rimediare. Ma se nessuno dice nulla a cosa si applaude? Silenzio, allora.

Un ragazzo infine interviene. E' giovane, temerario, spavaldo. In ultima fila la gente punta su chi vincerà il terzo round. Le previsioni danno il ragazzino per spacciato.

Ragazzo:«Lei stesso ha detto che nel vostro film sono individuabili almeno quattro strati: Sofocle, Hölderlin, Brecht e infine il vostro, Straub-Huillet. Volevo chiedervi come mai non avete pensato di caratterizzare in maniera più specifica la vostra messa in scena, il vostro strato, aderendo invece a quello di Brecht.»

JMS:«Ma non capisco cosa vuole questo qui. Se vuoi lo puoi fare tu il film e metterci quello che vuoi. ma il film lo abbiamo fatto noi e ci abbiamo messo quello che volevamo noi. se non ti è piaciuto il film questo non è un problema nostro, ma è il TUO problema. Non ha senso quello che dite. Voi uomini moderni non capite neinte del cinema. Non sapete neanche chi è zapotek. Voi uomini moderni non lo sapete. Chi è Zapotek, ditemelo!»

Un uomo in seconda fila fa entusiasta un gesto con le dita. 'Era un corridore' è la traduzione.

JMS:«Ecco solo lui lo sa. Zapotek era un grande corridore, correva, correva»
anche lui corre, ora. Ma è costretto a fermarsi. la breve corsa sul posto gli ha provocato una crisi di tosse. Scatarra rumorosamente. Tuona, si potrebbe anche dire. Si infratta nuovamente per accendere il sigaro.

E' ora il turno di una ragazza che chiede perché avessero preferito far recitare gli attori in posizioni quasi immobili e fisse.

JMS:«Ma tu non l'hai visto il film. ne hai visto solo metà. Ma quando fermi, non sono fermi! Ma se un attore si getta per terra e fa così e così e così. Cosa vuoi dire con 'fermi'? I personaggi sono dei vulcani, non stanno fermi. Cosa dici?»

Lei, Danièle, interviene,

DH:«ma i vulcani stanno fermi anche quando eruttano.
Abbiamo scelto di lasciarli fermi per far risaltare i momenti di movimento, come quando Creonte corre»

Lui è infastidito dall'intervento di Danièle. dare ragione a quella mocciosa, tsé...non avrebbe dovuto farlo. perciò lui punta di nuovo sul tema di prima.

JMS:«Sì, sì...ma che significa, fissi. ma cosa vuole...non capisco. Voi uomini moderni non avete idea del cinema. Voi non sapete cosa signica questo. Voi con le vostre macchinette. Voi non capite il cinema, andate a casa allora, andate a casa! Basta non dico più niente...ora vado a prendere un po' d'aria.»

Finge solo d'andarsene, poi torna subito. Dopo un paio di finte e dopo aver risposto ad altre due domande, decide di andar via. 'Per prendere una boccata d'aria' dice. La presentatrice dell'Arsenale lo insegue con il microfono, accennando una protesta, ma vi rinuncia quasi subito. Per alcuni minuti il pubblico resta immobile in stordito silenzio. 'Sarà finita davvero?'. Pare di sì: lui non torna. Si alzano i primi e si precipitano verso l'uscita ('Prima che ci ripensi' ?). Il pubblico è evidentemente spossato, si alza con lentezza e con fatica. Qualcuno va a chiedere un autografo a Danièle. Qualcun'altro si tasta il viso e si chiede se è moderno anche lui e per quanto ancora lo sarà.
Resta solo nel sommesso brusìo del pubblico una vaga paura d'invecchiare.

Via Rigattieri

giovedì, maggio 04, 2006



Ma che bella questa strada...

anche l'uomo che cammina solo sulla strada bagnata non e' solo
...

THE IRON LADY'S METRO SECTION

lunedì, maggio 01, 2006

ULTIME NIÙS DALLA GRANDE MELA





-Hanno sbattuto in galera per una settimana un sindacalista perché ha messo in piedi uno sciopero delle metropolitane di 60 ore (anche se erano decenni che la Subway novayorchese non si fermava). La prossima settimana: ferrovieri italiani in viaggio premio a Manhattan per il Brodo Grasso Tour.






-Assolta la “Granny Peace Brigade”, un gruppo di vecchiette che aveva bloccato il centro di reclutamento di Times Square e aveva cercato di arruolarsi per l’Iraq. Alla domanda dell’accusa “Pensa davvero di essere pronta per l’Iraq?” una di loro ha risposto: “Ho appena divorziato da mio marito, dopo un divorzio la guerra non mi spaventa”. Diliberto le fa una pippa.



-Infine, una domanda che mi assilla: perché quando scrivo devo usare “African-American” anziche “black”? In fondo sono più neri di quanto non siano africani. Questo politically correct mi angoscia. E non dite niente al Poliglossa, sennò mi tocca chiamarlo “African-Italian” anziché terrone.

MARGIE THATCHER
(Under the dutiful supervision of: NANCY REAGAN)

temps de printemps

giovedì, aprile 27, 2006




Guarda che sole ch'è sortito, Nannì
che profumo de viole, de garofoli e panzè,
com'è tutto 'n paradiso, li Castelli so' così.
Guarda Frascati ch'è tutto un soriso,
'na delizia, 'n'amore, 'na bellezza da incantà.
Lo vedi, ecco Marino,
la sagra c'è dell'uva,
fontane che danno vino,
quant'abbondanza c'è;
appresso viè Genzano
co'r pittoresco Arbano;
su viette a divertì,
Nannì, Nannì.
Là c'è l'Ariccia, più giù c'è Castello
ch'è davvero 'n gioiello co' quer lago da incantà;
e de fragole 'n profumo solo a Nemi poi sentì:
sotto quer lago un mistero ce sta,
de Tibberio le navi so' l'antica civirtà.
So mejo de lo sciampagnali vini de 'ste vigne
ce fanno la cuccagna
dar tempo de Noè;
li prati a tutto spiano
so' frutte vign'e grano:
s'annamo a mette lì,
Nannì, Nannì.
E' sera, e già le stelle
ce fanno 'n manto d'oro,
e le velletranelle se mettono a cantà;
se sente 'no stornello
risponne un ritornello:
che coro, viè' a sentì,
Nannì, Nannì,
che coro, viè' a sentì,
Nannì, Nannì.












(l'altroieri a Pisa)





[così.... solo per fare un nuovo post,
ché tutti lo chiedevano, ché tutti lo volevano...]




Auguri a Betty

Comunicazione interna...

venerdì, aprile 21, 2006

i non addetti chiudano gli occhi!





IL TELEFONINO DI FERRAR8 AVVISTATO IN ZONA COLLEGIO NORMALE 'PAM'.







AVVENUTO SCAMBIO DURANTE SIMPATICA CONVERSAZIONE DA PAUSA-CAFFE'.





ATTENTI! RISCHIO DI INTERCETTAZIONI!!!






I Maledetti



[Per il resto, per le questioni di denaro, sì lo so Capo che c'erano dei resti, cui tu devi partecipare tra l'altro...non mi ricordo se era quella la cifra, ma può benissimo essere, poi controllerò tornato alla Tana. Ma quando mi avresti detto della bolletta?
Maledettamente miserrimi]

Benvegnù

domenica, aprile 16, 2006

Benvegnù tornava dalla carpa. I fuochi accesi nel bosco – era lungo il cammino per giungervi – gli avevano tenuto compagnia, nelle notti buie davanti al tendone. Spuntavano come funghi dove meno te l’aspettavi, ma era sempre un piacere. Da tempo in fuga, Benvegnù stava finalmente per ricongiungersi a noi. La parlantina svelta, i modi spigolosi che lo avevano sempre caratterizzato si erano acuiti col passare degli anni; ma era diventato splendido: saltava, scriveva, correva come se fosse un bambino. Tutti ne avevano ormai un ricordo solo vago – poiché spesso gli uomini, a causa delle distanze spazio-temporali, dimenticano ciò che tanta importanza pure rivestiva nella loro vita -, così dovette fare molta fatica prima di farsi riconoscere del tutto. Ma l’epifania dell’ignoto porta con sé tanto rischio quanta meraviglia.
Benvegnù era ritornato.

Waiting for Godot

giovedì, aprile 13, 2006





Quando l'unica realtà è il dubbio...




FINALE DI PARTITA









Il 13 Aprile 1906

nasceva a Foxrock (Eire)

Samuel Beckett



NONNO FOR PRESIDENT

mercoledì, aprile 12, 2006


DAL VOSTRO INVIATO A NEW YORK – Il risultato delle elezioni italiane disturba i placidi sonni degli americani. Sconvolti dalla minaccia di una Berlusconi-bis, migliaia di newyorchesi si sono riversati a Times Square, per esprimere solidarietà al popolo italiano e seguire su maxischermo l’esito di questo scontro fra titani.
La prima delusione arriva quasi subito, quando si scopre che il candidato della sinistra è uno sconosciuto Romano Prodi, un vecchietto reduce da un’anonima charity foundation con sede a Bruxelles.
Confortanti i primi exit poll. Ma il progressivo rivolgimento della situazione fa andare di traverso più di un vanilla coffee ai militanti dell’Unione, riuniti per l’occasione in uno Starbuck’s sulla quarantaduesima (molto criticata la decisione di abbandonare la storica sede della Pizziria Bela Nappoli, dopo che Rumsfeld aveva accusato i proprietari di condire la pizza pepperoni con carne di bambini – cinesi, per giunta, chè costano di meno).
Alle nove di sera ora locale (le tre in Italia) Prodi sfida il ridicolo salutando pubblicamente la brillante vittoria. L’idea di un premier che festeggia un pareggio dal cassone di un autotreno, parcheggiato in un centro storico europeo, urta visibilmente la sensibilità degli indigeni. Per fortuna, un’interferenza manda in audio il discorso di un senatore del Kentucky contro i rischi legati al consumo di pollo fritto: la borghesia liberal dell’Upper East Side, salutista e visibilmente galvanizzata, torna a sperare in un nuovo leader carismatico (per quanto continuino a serpeggiare fra la folla dei disfattisti “Totti was better”).
Alle dieci il pareggio sembra ormai consolidato, la Canzone Popolare di Fossati si conferma incapace di scaldare gli animi quanto la Pausini, e gli americani sentenziano unanimi: Emma Bonino non sarà mai la nuova Sofia Loren. Intanto i pochi berlusconiani presenti, rialzata la cresta, intonano slogan aggressivi contro i piani quinquennali di McDonald’s, i comunisti californiani e le toghe rosse alla Corte Suprema. I prodiani rispondono chiedendo allo zio Sam di esportare la democrazia anche in Italia. L’NYPD seda i tafferugli distribuendo hot dog fat-free. Un militante di sinistra, convinto dai tempi dell’Interrail che la capitale italiana sia Praga, si cosparge di ketchup e si dà fuoco come Ian Palach. Resta l’impressione di un Paese diviso: non doveva finire così.

MARGIE





Prodi a Central Park (aspettando di farsi sparare come John Lennon, per entrare nella leggenda)

qualcheccous è cambiet.....addaver'!

martedì, aprile 11, 2006

quelqu'un qui m'a dit qu'on a gagné déjà....





Ah quando c'era Lui! Ah com'era bravo Lui! Ah com'era "de-voto" Lui!
In Sicilia prendeva 61 su 61
e non aveva bisogno di Johnny e Tony di Little Italy
e di Consuelo di Caracas per prendersi quattro seggi in più!
Qualcheccous è cambiet...non so checcous,
ma qualcheccous è cambiet!




UN'ELEZIONE, UN'ELEZIONE, UN'ELEZIONE TRISTE

PER UN'UNIONE MODESTA, UN'UNIONE MODESTA, UN'UNIONE MODESTA!


SEGGI, SEGGI, SEGGI, SEGGI INDIFFERENTI

PER CONTI INDIGESTI, PER CONTI INDIGESTI, PER CONTI INDIGESTI!



Viarigattieri - Back to CCCP

E-lezioni

lunedì, aprile 10, 2006







VOTANTÓ

VOTANTÓ

VOTANTÓ











Il 9 e il 10 aprile VOTA VIARIGATTIERI, la vera casa delle libertà.
Pulizia? bollette? affitto? montagne di piatti da lavare?
Fregatene! Esci anche tu dallo stato di minorità!




E CE PIACE TANTO DE CHIACCHIERA'!!!

la palma sale, sale...

giovedì, aprile 06, 2006

In traghetto verso Messina, ore 7, a 3 giorni dalle elezioni politiche.



UOMO Statti zitta tu, che sei comunista!
DONNA Io, comunista?
U Se, comunista. O mi sbaglio?
D Io voto garofano.
U Ma garofano chi, Craxi?
D Si.
U Ma garofano masculo o garofano fimmina?
D Garofano fimmina, Stefania Craxi.
U U viristi? Comunista.
... ... ...
... ... ...
D Si.

Il Ritorno dell'Eretico

martedì, marzo 28, 2006

L’ho cercato, a lungo. Per mesi, vivendo nell’ombra, ho percorso le strade di questa città marcia e perduta. L’ho cercato in questi giorni di silenzio, per le strade, nella notte barese che diventava sempre più liquida e immobile a mano a mano che l’inverno se ne andava.
Ho vissuto nascosto come un eretico, fingendomi vana apparenza: un nicodemita.
Cercavo lui, l’unico nostro nemico, l’ostacolo più temibile per la scalata: l’Uomo dei Serpenti.
A poco a poco ho imparato a conoscere come si muovono i suoi turpi fedeli, dove vivono, che abitudini hanno: le informazioni si aggiungevano man mano che le notti insonni facevano vacillare la mia mente, le immagini di questo disegno malvagio scendevano sempre più copiose, goccia a goccia.
Quando finalmente giunsi a comprendere le trame dell’Uomo dei Serpenti, decisi che era venuto il momento di entrare in azione, di muovere una contromossa, di alzare la posta in gioco.

Era una domenica mattina assolata, una luce accecante invadeva per gran parte l’asfalto alberato di via Cavour. La gente passeggiava verso il mare. Dalla finestra potevo vedere qualunque foglia si muovesse nel viale. Dentro la camera, i velluti rossi alle pareti oscuravano l’aria e attutivano i rumori dell’esterno: hotel oriente, camera 206.
Bussarono alla porta.
Andai ad aprire e s’intrufolò dentro la sagoma alta e massiccia dell’Editore.

- Mi scusi se l’ho fatta attendere, ma.. sa.. era meglio una passeggiata diversiva
- Non c’è problema, risposi
- Sono rimasto in ansia finora: al telefono mi ha detto che sa qualcosa sull’Uomo dei Serpenti…
- So molte cose, l’interruppi sedendomi pesantemente su una poltrona. Un alone bianco si effondeva alle mie spalle. L’Editore restava immobile, in piedi.
- Ora sappiamo molte cose, - cominciai- ma prima di “confidarmi” ho bisogno di garanzie da parte sua.
- Be’, se lei mi assicura che è in grado di eliminare l’Uomo dei Serpenti, se lei può farlo davvero, le giuro che avrà una lauta ricompensa…
- D’accordo, mi fido – l’interruppi di nuovo – Allora, in questo dossier troverà tutti i particolari. Ma la cosa più importante che ho scoperto è che l’Uomo dei Serpenti non si trova qui a Bari
- No? Ma …
- Sta arrivando, ma non è ancora qui… se ne sta rintanato nella sua base, che in realtà si trova a… Pisa
- Pisa?!
- Esatto. Sta per arrivare qui e sono sicuro che, se non l’aiuterò, spazzerà via lei e tutti i suoi affari, quelli leciti e quelli… be’ anche gli altri.
L’Editore impallidì visibilmente e si appoggiò alla sponda del letto. Nel frattempo mi alzai e andai verso la porta: non sarebbe stato prudente trattenermi a lungo lì. Già sul punto di uscire, mi girai per l’ultima volta:
- Ah, le ricordo che non sarò da solo. Presto si uniranno i miei superiori.
- Come?
- Ha capito benissimo. Non ci sarà un solo contratto, ma cinque. Buona giornata.
L’Editore scomparve dietro la porta.

?? ?? ?? ??

lunedì, marzo 27, 2006

Ho incontrato una signora alta e nera,
teneva per la mano un bambino
per cui ridere era una chimera.

Se ne andav per il mondo piano piano.
Sempre in aria il suo ditino,
ad indicar uccelli, il cielo e il mare.

Chi e' lui che non potea parlare e,
peso ancor peggiore,
che non potea sperar d'amare?


I piu veloci a indovinare riceveranno un meraviglioso premio. In piu' la possibilita' unica e irripetibile di un viaggio nel nord Europa tutto spesato. Affrettatevi la vacanza vi aspetta.

Scrivete la vostra risposta all'indirizzo del nostro blog (szeno8@libero.it).


NON PERDETE L'OCCASIONE

ll Caimano

sabato, marzo 25, 2006


Il caimano pensa che vada tutto bene, non sa che la sua fine è ormai prossima. Sporchi giochi di potere ne hanno segnato la sorte, rogatorie extra-pisane alla disperata ricerca di una posizione nella società borghese. Ma il caimano non può pensare che le cose rimarranno tali e quali: non è questo il tempo - se mai ce ne fu uno - delle porte aperte, troppa acqua e' passata sotto i ponti (e sotto i tavoli, dagli oblò). Non gli resta ancora molto, presto dovrà dirigere i suoi passi verso altri porti, altri ponti, altre porte, prima che lo Stato gli affidi un altro ruolo chiave (che lui repentinamente perderà, riacquisterà, riperderà, e così all'infinito). D'altronde è questa l'altalenante sorte dei caimani. Eh ò.

Emergenza Blog

venerdì, marzo 24, 2006

Oggi, giorno della Pasqua Cattonica, il mondo festeggiante per la duemilaseiesima volta la resurrezione di Cristo, elimino questa immagine della Melanconia perchè è destabilizzante per gli equilibri astrali

Greg il Censore Carovigno 16 Aprile 2006





Terribile Evento...

che delusione il blog sta svanendo lentamente... e non mi riferisco solo al decadimento estetico che martoria posts e commenti. Mi riferisco alle immagini gloriose del nostro passato. Mi riferisco a quesi pezzi di memoria che silenziosi se ne sono andati senza che nessuno potesse farci niente.

Che amarezza che delusione, chi ci potra' ridare i nostri ricordi??? Oh se almeno il computer del vicecapo non si fosse bruciato, lui si che aveva conservato il nostro amato blog per consegnarlo all'eternita'... Ma ora chi ci ridara' le nostre immagini, come faremo?

Consiglio a tutti di pensare a una soluzione a posto di scrivere minchiate nei commenti super affollati... Impariamo a guardare in dietro e conservare il nostro passato...
Ma che tristezza il blog ci muore tra le mani.

L'inquilino del terzo piano.

martedì, marzo 21, 2006

Solo perchè siamo del Terzo, solo perché siamo arrivati da poco, poco, poco, troppo poco, diceva quella di sotto, quella vecchia...La polizia, la Pulizia la chiamano, ecco che arriva, per noi, per me, e per chi se no? Solo perché siamo del Terzo. Lo dicevo, me lo dicevo, non avremmo dovuto farlo, no no no no! Non avremmo dovuto farlo! Di venire a vivere qui intendo - in questa topaia voglio dire. Con le loro parole ci uccideranno. sì sì sì sì, oggi un sorriso e domani? la botta, la botta...come ieri d'altronde...Metteranno i ferri ai cavalli, ah ma lo sapevo io, e glielo dicevo io...i ferri ai cavalli...sì sì li metteranno, ne hanno presi già tre di noi, di quelli come noi, e per cosa poi? solo perchè siamo del Terzo, solo per questo, e per cosa se no? Li sento, li sento camminare, sul soffitto dal pavimento alle pareti ovunuqe...arrivano, arrivano pesanti con la Pulizia - la chiamano così quelli -, e con chi se no? Li sentite? Li sentite anche voi?... sono qui, a due passi, sempre più vicini sempre più soffocanti nel loro passo....passi passi su passi, giù... passeranno ma non senza...
i ferri, stanno venedo a mettere i ferri...ai cavalli, ai cavalli!
La porta....ECCOLI!



IO NON SO UN CAZZO DI QUELLE FINESTRE!!!






[free inspired by us and the Others]

A volte ritornano...

lunedì, marzo 20, 2006

SOLO POCHE CONTENUTE PAROLE:



DORA BACK HOME




fino a quando, fino a qual dì...nessuno lo sa, nessuno lo sa, nessuno lo sa.

il frattempo

giovedì, marzo 16, 2006



Blog temporaneamente morto

easy rider?

lunedì, marzo 06, 2006









[no] hay que llorar la vida es un carnaval...










charlot

Il Carnevale

sabato, marzo 04, 2006

Viarigattieri era da sempre schierata contro il padrone e le sue feste reazionarie. La nuova ventata di rinnovamento pseudo-rivoluzionario nasconde un bieco conformismo conservatore, invisibile solo alle masse - ben noto invece ai pochi, ai singoli. Lo spirito di viarigattieri non si lascia però ingannare da piume e cotillons: al tentativo di seguire le mode e recarsi a Viareggio di parte della casa, il Viarigattieri's Geist si è ribellato, professando coi fatti ciò che la sua storia da mesi dimostra - potete anche invertire i termini "professare", "dimostrare", se vi pare.
Un piccolo incidente - con danni davvero contenuti, come se una mano ultraterrena avesse dolcemente accompagnato il veicolo verso una salvezza, attutendone il colpo - ha bloccato questo passo indietro della civiltà rigatteriana. Come rimanere scettici di fronte a tali dimostrazioni celesti? Proclamiamo BEATI, per quanto ci riguarda, i nostri martiri, proprio rifacendoci al senso greco di "testimoni" della rivelazione: Giusi, il Poliglossa, la Principessa.
LODE E ONORE A VOI!!!