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Biblioteca Regionale Siciliana

lunedì, ottobre 10, 2011

Sono anni che studio la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Non "alla", proprio "la", il fenomeno-biblioteca regionale Alberto Bombace. Quella di Corso Vittorio Emanuele a Palermo, vicinissimo alla Cattedrale. (Così abbiamo messo tutte le parole chiave per essere ben piazzati su google). Già qui ne parlavo, e poi è capitato anche ad altri di parlarne su questi schermi. Ora non vorrei scrivere niente di lungo, solo prendere degli appunti per continuare a raccogliere materiale,  che sono sicuro sarà prezioso per il futuro. Perché la biblioteca regionale è un patrimonio dell'umanità, ed è destinata a scomparire, questo è poco ma sicuro. La concezione del lavoro all'interno di quel luogo appartiene a un tempo che non c'è più, e dunque va preservata, ed essa stessa si pensa e si presenta come un luogo di resistenza. Tra i miei documenti qui sul computer ho sempre in bella vista quello intitolato arcaismi, che doveva inaugurare una rubrica sulla biblioteca regionale siciliana fatta di brevi immagini che rendessero anche solo in parte la magica atmosfera di quel luogo. Oggi, ad esempio, mentre prendevo un libro in prestito c'erano sei impiegati dentro l'ufficio prestiti. Una mi faceva il prestito, quella accanto contava scrupolosamente i giorni del calendario, un altro sfogliava meticolosamente l'inserto di un quotidiano mentre altri tre, seduti a un tavolo, facevano una riunione di qualche tipo, riuscendo anche contemporaneamente a leggere  il giornale. E non è da tutti.

Post-Venezia 1

mercoledì, settembre 14, 2011



Il Lido veneziano giace ormai abbandonato, dismesso, rinchiuso di nuovo nella sua bolla di silenziosa solitudine che presidia costantemente gli ordinati viali e le ville nobili.
Quella sofisticata, pacifica invasione che viene messa in atto dal pubblico festivaliero – cineasti, industry, attori, gente comune – appare come per incanto una volta l’anno, resta quindici giorni scarsi e poi si smaterializza di nuovo, lasciando le strade del Lido nell’identico stato di prima: un isolato rifugio per anziani riccastri veneti. 
Non c’è comunicazione tra le due realtà, Mostra e Lido; convivono ignorandosi a vicenda, estranei l’uno all’altro per finalità e consistenza.
Passando lungo i viali malinconici del ritorno alla terraferma, dunque, viene da chiedersi cosa sia accaduto veramente in quei giorni: che cos’è la Mostra? E noi, ghezzianamente parlando, ci siamo stati per davvero?
Inizierà qui, nei prossimi giorni, un po’ per divertimento e un po’ per rianimare questo luogo virtuale, una serie di post dedicati a Venezia. Scritti e interpretati da chi ci è passato per davvero – noi cineamatori saltuari o vocativi.
Venezia, che è “stata”, letteralmente, già archiviata nella nostra memoria. E dunque, è già “post”.