Di ritorno da Itaca

mercoledì, agosto 30, 2006

Nella valle dell’Ofanto, terra baciata dal sole degli dei, è stato recentemente ritrovato un coccio sul quale si può scorgere una breve iscrizione. Si tratta quasi certamente di un passo di un dialogo più ampio, la cui paternità pare attribuibile a qualche scolarca dell’Accademia se non allo stesso Platone. Fino ad oggi era del tutto inedito. Lo riportiamo per intero, potendo solo immaginare il contesto da cui possa avere preso origine la disputa:



A. Ora dimmi: il fare è un’attività o piuttosto una passività?
B. Un’attività, senz’altro.
A. E la vacanza, è un’attività o una pausa dall’attività?
B. Una pausa, ma non necessariamente una passività. E’ necessaria una attività differente da quella della non vacanza.
A. Orbene, il lavoro è un’attività, ma anche lo smettere di lavorare è un’attività. Sbaglio?
B. Dici bene.
A. Così il mangiare, il bere, sono attività?
B. Si, sono attività.
A. E la decisione di dormire, per poter riposare le membra dall’attività lavorativa, per permettere al cervello di scrutare l’imperscrutabile, tramite la fruttuosa attività dei sogni, ti sembra forse una passività?
B. No, maestro, anche questa mi pare una sorta di attività, e diversa da quella della solita vita quotidiana. Forse è proprio in questo che consiste l’attività peculiare della vacanza.
A. Hai ragione, vedo che siamo arrivati ad un accordo.

Cine-rigattieri II

TAXI DRIVER




Siccome siamo buoni e non sappiamo che altro fare, vi facciamo vedere altre ritrovaglie, perlopiù spezzoni di film visti tanto tempo fa. Questi sono estratti da "Tassisti di notte" di J. Jarmusch...

Ovviamente va visto prima Taxi 1 e poi Taxi 2....di unirli, non ci è ancora riuscito...






Taxi 1








Taxi 2



Cine-rigattieri

mercoledì, agosto 23, 2006

Ritrovato un cortometraggio visto qualche anno fa...



"romanticismo parigino"



{J'attendrai le suivant}





[Charlie]

Il diplomatico

lunedì, agosto 07, 2006



Diplomatico

Nome Diplomatico
Tipo Piatto Bevande
Ingrediente Principale Vermouth Rosso
Persone 1
Note -
Ingredienti
1/3 Vermouth Rosso - 2/3 Vermouth Dry - 1 Spruzzo Maraschino -
Per Servire: - 1 Ciliegia - 1 Scorza Di Limone Lunga
Preparazione Agitare nel mixer con ghiaccio in cubetti. Servire nel tumbler stretto, con una ciliegia e una lunga scorza di limone.







Credevate impossibile aggiungere perfezione a ciò che è già perfetto?
No, non son diventato prefetto, non così perfetto; non ancora almeno...



Sta arrivando....


Charlie


the Ambassador

laude estiva

venerdì, agosto 04, 2006

In quest'estate senza requie, in una Milano traferitasi ormai in massa al Billionaire, mi sono imbattuto in un cortocircuito dello spazio tempo.
Ecco di seguito un ritrovamento (un altro!) che ha dell'impossibile. Quando i miei stanchi occhi vi sono capitati sopra, una mescolanza di meraviglia e orgoglio mi ha fatto vibrare gl'intestini..

Il banco dell'incanto era nella stanza più ampia, nella stanza del Buddha. Intorno, s'affollavano i compratori. Erano, per la maggior parte, negozianti, rivenditori di mobili usati, rigattieri: gente bassa. Poiché d'estate mancavano gli amatori, i rigattieri accorrevano, sicuri d'ottenere oggetti preziosi a prezzo vile. Un cattivo odore si spandeva nell'aria calda, emanato da quegli uomini impuri.

(G. D'Annunzio, Il piacere)

Avete inteso, lettori del blog?
I nostri ragazzi, sì, proprio loro, citati niente meno che dal Vate!!
Mio Dio.. che estate...
Sono o non sono, i Rigattieri, i ventenni più "cool" attualmente in circolazione? Vogliamo dirlo?

Un abbraccio malinconico a todos
Alegre

La vita dei rigattieri in estate

giovedì, agosto 03, 2006

Si potrebbe pensare che agosto sia un periodo di ferie per i nostri rigattieri: niente di più falso, la loro vita continua ad essere piena di avventure interessanti!

Cominciamo dal Capo (le gerarchie vanno rispettate): egli è impegnato in uno stage presso l'Azienda Provinciale del Turismo di Palermo (particolarmente indaffarata quest'anno), e alterna periodi d'apprendistato come Chef a quelli da portiere d'albergo, capomastro, caporedattore e capogabinetto presso differenti uffici appositi. Lungi dall'essere a riposo, più che occupazione il suo potrebbe essere definito un capolavoro.


Il poliglossa gira l'Europa accompagnato da un autista (come tutte le persone importanti, lui sta dietro, si lascia trasportare). Pratica le sue lingue e continua a mantenere i rapporti tra il nostro paese e svariati altri; per quanto in Italia si dica che il ministro degli esteri sia un tale baffetto, sappiamo benissimo che dietro queste maschere mediatiche il lavoro sporco lo fa il nostro Charlie. Egli è solito ospitare assai sovente artisti di fama internazionale: nella fattispecie, in questo momento, alloggiano nella magione Rigattieri alcune personalità provenienti dalla Colombia.


Greg riposa le sue stanche membra dopo la fatica olandese nelle puglie pianeggianti; attende l'arrivo di alcuni rigattieri e di parecchie altre persone, che si sono date appuntamento per l'happening più in voga d'agosto. Anche il suo riposo dunque non è esente da preoccupazioni: egli si occupa infatti di tutta l'organizzazione dell'evento, in stretta collaborazione con Slow Food Puglia.



Ferrarotto, dulcis in fundo, è al momento l'eroe di viarigattieri. Ebbene sì, ssiòre e ssiòri: non ci crederete, ma è lui ad aver salvato tutti noi da uno sfratto sicuro. Per una casualità assoluta (alcuni gridano già al miracolo), dopo mesi di assenza egli si trovava in viarigattieri nel momento in cui Fosca, a causa di infiltrazioni d'acqua provenienti dal nostro bagno, stava per prendere fuoco insieme a tutta la sua casa e ha chiamato imbestialita il nostro padrone, il quale è accorso con un idraulico e un muratore a buttare giù bagno e cucina. Dopo aver incontrato in casa gli ospiti dell'Ambasciator Charlie, ci ha minacciato di chiamare la Questura, oltre che sfrattarci di corsa. Solo l'azione drenante di Ferrarotto è riuscita a placare le ire del Grande Padrone (aizzato da Fosca, che ha dichiarato il suo odio nei nostri confronti per poi smentirlo e riconfermarlo immediatamente), e a mantenere la casa anche per il prossimo anno ottenendo tazza, bidet e lavandino nuovo. Pare che qualche scontro sia avvenuto quando Ferrarotto, con una delle sue solite boutades, ha proposto al Grande Padrone di non pagare il mese di agosto; accolto da un erutto nascosto da un ruggito, ha immediatamente capito che aveva ha che fare con persona sfornita di grande umorismo, e ha pensato bene di tacere. ONORE E GLORIA AL GRANDE FERRAROTTO!

Un ritrovamento, in stile Charlike

mercoledì, luglio 26, 2006




Qualche giorno fa, in mezzo a chincaglierie varie, abbiamo trovato in viarigattieri un papiro arrotolato, con su scritte queste parole:

" Locanda infestata dalle cimici, il poeta morsicato a sangue ti saluta. Non per ringraziarti di avergli dato riparo una notte lungo un oscuro cammino. È vero che la notte è limacciosa come quella che conduce all'Ade - ma i tuoi giacigli sono malridotti, le tue lanterne fumose. Il tuo olio è rancido, il pane ammuffito, e dallo scorso autunno ci sono piccoli vermi bianchi nelle tue noci vuote. Ma il poeta è riconoscente ai mercanti di porci che giungendo ad Atene da Megara gli impedirono di dormire con i loro singhiozzi (le tue pareti, locanda, sono sottili), e rende grazie anche alle tue cimici, che lo tennero desto avanzando sulla branda in schiere frettolose e rodendolo dappertutto.
Perchè, insonne, egli andò a respirare la luce bianca della luna da una feritoia, e vide un trafficante di donne che bussava alla porta, a notte fonda. Questi gridò «Bambino, bambino!» Ma lo schiavo, disteso sul ventre, russava e si tappava le orecchie incrociando le braccia sulla coperta. Allora il poeta si avvolse in una veste gialla, del colore del velo nuziale. Quella veste tinta di croco gli era stata lasciata da un'ilare fanciulla, il mattino in cui era fuggita indossando il mantello di un altro amante. Così, sotto le sembianze di una serva, il poeta aprì la porta, e il mercante di donne fece entrare un folto drappello. L'ultima ragazza aveva i seni sodi come mele cotogne. Valeva almeno venti mine.
«Serva, disse, sono stanca. Dov'è il mio letto?»
«Mia cara signora, rispose il poeta, le tue amiche hanno già occupato tutti i letti della locanda, non rimane che il giaciglio della tua serva. Se vuoi, puoi coricarti lì».
Lo spregevole uomo che manteneva tutte quelle giovani e fresche fanciulle esaminò il volto del poeta alla luce fioca della lampada, e vedendo una serva né troppo bella né troppo curata, tacque.
Locanda, il poeta morsicato a sangue ti ringrazia.
La donna che si coricò quella notte insieme alla serva era più morbida del piumino d'oca, e il suo seno profumato come un frutto maturo. Ma tutto ciò, locanda, sarebbe rimasto segreto, se non fosse per il chiacchiericcio stridulo del tuo giaciglio. Il poeta teme che i porcellini di Megara abbiano appreso in tal modo la sua avventura. Oh voi che ascoltate questi versi, se i mendaci "oinc, oinc" dei porcellini dell'agorà di Atene vi raccontano che gli amori del nostro poeta sono vili, venite alla locanda a vedere l'amica dai seni duri come cotogne ch'egli seppe prendere, in una notte di luna, morsicato dalle beate cimici."

Pensavamo potesse farvi piacere condividere questo gioiello.

I rigattieri

p.s.: scolorita, in fondo al papiro, s'intuiva una firma: M. Schwob, o qualcosa del genere.

Viarigattieri, Urbis et Orbis

mercoledì, luglio 19, 2006

Il messaggio dei Rigattieri non fu subito ascoltato e recepito. Inizialmente si trattò solo d'un successo locale, di carattere quasi solo cittadino. Ben presto però la loro opera si diffuse fino alle coste pacifiche del Nord America e fino all'Indonesia, rivelandosi una chiave universale di comunicazione capace di farsi ascoltare dalle più svariate culture.
Solo dopo due anni di vita dell'Ordine dei Rigattieri si può già parlare d'un successo e d'una fama mondiale del loro messaggio; lo confermano le fonti, tra le quali questa mappa che è stata da poco ritrovata e che segnerebbe i luoghi di maggior diffusione della cultura rigatteriana.




Un messaggio universale, affascinante dunque. Ad oggi però non abbiamo ancora capito di che messaggio si trattasse. Sfogliando le pagine del 'blog' (caratteristico diario di natura informatica del XXI secolo) non riusciamo a trovare nulla di particolare valore filosofico, religioso o semplicemente esistenziale che possa spiegare il grande successo dei Rigattieri. A dire la verità alcuni storici sono arrivati alla conclusione che una tale diffusione del blog rigatteriano possa essere del tutto casuale e priva di conseguenze rilevanti per la cultura del XXI secolo, tanto più che i 'post' (pagine del diario-blog) risultano spesso incomprensibili ai più, al punto da generare il sospetto che non significhino niente. Ma si tratta di posizioni estreme; la storiografia tradizionale non trova plausibile questa tesi, nella misura in cui ritiene che non sia possibile nella storia umana che un messaggio goda di una tale 'audience', rimanendo solo un passatempo demenziale e immotivato nonché sterile, privo d'un contenuto di effettivo interesse universale o di una certa genialità.



[Manuale di storia moderno-classica: dal XIX al XXIII ss.,
Mondadori, anno 3107]

La catena di Greg

sabato, luglio 15, 2006

Bene, io colgo l'invito di ocamuccata... In realtà non ho capito niente di come funziona sta catena e quindi mi limito solo a scrivere la mia sulla questione dei vizi. Spero che alle questioni tecniche ci penserà qualcuno degli altri due (confido molto nel Poliglossa). Dunque ecco il titolo del mio post:

I sette Greg capitali

Giustificazione del titolo: Dire che incarno perfettamente ognuno di questi vizi è dire poco. Sarebbe un'offesa al concetto stesso di vizio. Direi quindi che ognuno dei sette non è altro che un piccolo Greg. Se volete, ognuno di essi non è altro che un sinonimo delle piccole parti che compongono l'identità di Greg, o per meglio di re la Gregghità (e lasciamo da parte le questioni merereologiche

Hunger

giovedì, luglio 13, 2006



Vi prego,


andiamo a mangiare!




charlie

Champions du monde!

domenica, luglio 09, 2006








Dillo in pisano, dillo in livornese,
dillo in palermitano, dillo in barese,
dillo in veneziano, dillo in calabrese,
dillo in romano, dillo in torinese,
dillo in italiano, che te lo dico pure in francese...










Bilingual or Cunnilingual?

sabato, luglio 08, 2006

Il rapper Ali-G intervista Noam Chomsky. A quando Iacono intervistato dalla Carrà?



Margie

Nomen Omen.....Amen.

domenica, luglio 02, 2006

Avete mai pensato a quante implicazioni ogni termine che usiamo porta in sé e restituisce nell'esperienza quotidiana che abbiamo delle cose?


Prendiamo ad esempio il termine PENSIONE




Dunque pensione significa all'incirca "rata di pagamento".

Fate attenzione alle sfumature di significato.

L'idea qui è che lo Stato dopo aver ricevuto i contributi dei lavoratori per anni, decida di 'ripagarli', dove ripagare tende più al senso di 'ricompensare' che di 'restituire' il dovuto. La pensione come pagamento crea una certa distanza tra il pensionato e i suoi contributi, introducendo un momento intermedio consistente in un atto quasi paternalistico dello Stato di protezione del fedele e vecchio lavoratore ripagandolo dello sforzo compiuto e della condotta di leale contribuente fin lì mostrata.
In un quadro come questo l'intervento dello Stato sul fondo-pensioni è inteso come una manovra di carattere puramente gestionale.

Ma spostiamoci in area tedesca, dove il termine pensione viene sostituito da Rente, vale a dire rendita. Il termine 'rendita' riconduce con molta più immediatezza rispetto a 'pensione' al diritto del contribuente di lunga data di poter riscuotere gradualmente parte dell'investimento.
Investo in qualcosa perché questa cosa renda, e se non rende come previsto perché qualcuno ci ha messo le mani, mi ritengo vittima d'un furto, d'un reato, ma non parlo mai di 'manovra finanziaria'. Tanto che in tedesco il quasi omonimo 'Manöver' significa solo manovra nell'uso della macchina e in situazioni simili. Il corrispettivo del senso amministrativo del nostro 'manovra' sarebbe 'Massnahme', cioè l'adozione di disposizioni particolari; il che non solo suggerisce una straordinarietà di queste disposizioni, ma porta in sé un senso di o della 'misura', che scompare del tutto nell'amministrazione di tipo italiano. E' pur vero che troviamo anche in ambienti di lingua tedesca il termine Pension, il che potrebbe far crollare le nostre indagini...ma in via preliminare ci atteniamo al fatto che esso è meno diffuso di Rente, per lo meno in discorsi di natura politica. Pension lo troviamo più in espressioni quotidiane del tipo 'in Pension sein' o 'in Pension gehen' (essere/andare in pensione), e d'altronde ci sembra plausibile supporre per l'origine di queste formule d'uso colloquiale l'influenza della numerosa comunità italiana in territori di lingua tedesca. Certo, se la storia ci avesse offerto l'esperienza inversa, oggi noi forse diremmo che andiamo a 'ritirare la rendita' piuttosto che la pensione, con un sentimento diverso probabilmente, capace di restituirci un senso dimenticato dello Stato e del nostro ruolo in esso.
Ma torniamo alle nostre riflessioni.

Una parentela con il nostro 'pensione' la troviamo in Inghilterra, dove si parla di 'retirement pension', ma in tal caso l'accento è posto sulla componente retirement dell'espressione anglosassone, in quanto essa definisce in maniera specifica la pensione di quiescenza da un semplice 'vitalizio' (che è invece il significato primario di 'pension'). In questa nuova formula le sfumature non sono più tese a rendere più o meno esplicito il legame di diritto che intercorre tra il contribuente e la sua pensione di quiescenza, o 'rendita' se preferite. L'espressione tiene invece a sottolineare il valore sociale del 'pensionamento', della 'quiescenza, ovvero del 'retirement'. Non diremo trattarsi di una 'ritirata' quanto piuttosto di un 'ritirarsi', laddove la seconda traduzione non porta per forza alla mente certi usi di guerra, che risulterebbero drammatici ma pur sempre plausibili in questioni di ordine interno in perfetto stile britannico (provate a immaginare una politica pensionistica attuata dalla Lady di ferro e l'immagine della ritirata di quattro vecchi minatori settantenni con gli attrezzi del camino in mano di fronte a una schiera di polizzioti si renderà chiara e limpida davanti ai vostri occhi).
'Ritirarsi' dunque. Il pensionamento e la cessazione dell'attività lavorativa rappresentano la fine d'un ruolo attivo nella società e la fuoriuscita dai meccanismi della medesima. Il vecchio, terminando la propria attività lavorativa 'si ritira' dalla società divenendo un soggetto passivo e non più attivo della comunità.

Lo stesso troviamo in area francofona dove la pensione diventa semplicemente retraite (la formula 'pension de retraite', equivalente dell'inglese 'retirement pension', non viene quasi mai utilzzata). Qui il senso di fuoriuscita dai settori attivi della società diviene più esplicito, in quanto 'retraite' indica precisamente l'atto del ritirarsi, fino al significato-limite del 'ritiro sprituale', mentre non ha nulla a che fare col significato di 'rivalsa' che riguarda un caso omonimo di 'retraite'. La determinazione sociale della 'retraite' come destinazione del 'retraité', del pensionato ad un ruolo marginale all'interno della comunità, risulta ancor più palese nell'accostamento di retraite-pensione a maison de retraite, cioè 'casa di riposo' per anziani.



A questo punto arriviamo al nòcciolo della Nostra lunga ricerca, quello cui abbiamo teso finora e finora disatteso e per ciò stesso tanto atteso. (La parte che preferiamo)...

Qualcuno sa spiegarCi perché mai gli spagnoli quando parlano di pensione parlano di

JUBILACIÓN???

Ma che c'avranno da giubilare? E poi com'è che per loro tutto è motivo di festa? Ma come fanno? Ditemelo, ditemelo, ditemelo... !



E poi se vanno in pensione e fanno festa, vuol dire che vengono a fare bordello sotto casa Nostra?










[Charlie Il-letterale, con il prezioso aiuto di Giocandolo e grazie alle amichevoli fonti ispaniche...vabbene così, Giocà?]

i Biscattieri

venerdì, giugno 30, 2006

Ah, la magica atmosfera di viarigattieri...



In un periodo infernale, tra il caldo, gli esami, le bambine che ballano, i teatri bollenti, le angosce per il futuro, i prefetti aggiunti e le olandesine volanti, NOI abbiamo la ricetta per risolvere ogni problema! Seguici!




Trasformarsi da commercianti in biscattieri: ecco la via da seguire.

Apri la tua mente: non pensare che la cosa non ti riguardi perchè non commerci, o ad esempio perchè non vuoi bischeggiare. Non avere paura. Non pensare che la nostra sia una metafora: stiamo proprio parlando di inbiscattierirsi. Fiori lontani da noi lo hanno fatto, con notevole profitto. Respira una nuova aria, e riuscirai ad entrare in un mondo dorato, fresco, marittimo, disegnato apposta per te!


Philosophes

lunedì, giugno 26, 2006

MONDIALI DI FILOSOFIA


il calcio illuminato
e un po' fulminato



(cliccare sull'immagine, per favore)




[Grazie Margie]

VIVA VERDI

mercoledì, giugno 21, 2006


"Ora t'arrestano assieme a me
l'avevo detto di non farti sentire.
Le tue parole ci hanno fatto male
Tutto il silenzio che c'era in me
Non ci basta, lo sai perché?
C'è troppa polizia..."



[Avion Travel - la Famiglia]







cimici, lucciole ....... E le cicale
cicale cicale cicale
e la formica
invece non cicale mica
automobili telefoni tivu'
nella scatola del mondo io tu
per cui la quale
cicale cicale cicale

DESPERATE HOUSEWIVES

mercoledì, giugno 14, 2006

Dal carteggio segreto fra le first lady più amate d’America… (Boia deh!)






















Dear Eleanor,

hai visto? Nel covo di Al Zarkawi hanno trovato lingerie leopardata, e una foto di tuo marito...
se era questo l'internazionalismo che volevi, eccoti servita. Un terrorista che si fa le pippe sulle foto di Franklin D. toccando mutandine di seta, mi sembra una metafora perfetta della vostra politica estera.
Per fortuna che vi raddrizziamo noi, con gli F-16.

Hugs,
Nancy



Dear Nancy,

se è per questo, è successo anche in Nicaragua, Vietnam e Liberia e, chissà come mai, sempre quando al governo eravate voi: anche i nemici si rifugiano nei ricordi. E' la prova che tuo marito non ha appeal. Che TU non ne avessi... be', non c'era bisogno di prove.
Toglimi una curiosità: ma quanto lubrificante usi per masturbarti con gli F-16?

Sincerely yours,
Eleanor



Cara Eleanor,

la battuta sugli F-16 svela volgarità isterica dietro ai tuoi bei vestitini: ormai sei ridotta a un incrocio fra Michael Moore ed Eva Longoria.
Quanto al Vietnam, che dire? Nemmeno Johnson, quel gran paradosso di un democrat texano, era un galantuomo. E il Golfo del Tonchino non é uno scuba center sul Mar Rosso...
Ma dimmi, che cosa pensi di fare da qui a novembre? Fai l'orlo alle gonne di Hillary? Ora s'è rimessa in testa di regalare cerotti ai poveri, la dolce miss charity.
Oppure ti associ ai deliri ambientalisti di quel tree-hugger di Gore? Avete scoperto che stanno sparendo i ghiacciai, ma risparmiatemi il freakout, per carità: i cubetti per il vostro Negroni ve li faremo avere comunque, a costo di invadere la Finlandia.

Kisses,
Nancy



Nancy, honey,

ripeterò "masturbarti con un F-16" fino alla nausea, fino alla fine del tempo, finché per via della miope legge che avete approvato non mi arriverà una multa con tanti di quegli zeri che tutta la carta del mondo non basterà a stamparla. Quando invaderete la Siberia per gli alberi, allora tutti capiranno che c'è qualcosa che non va nelle amministrazioni repubblicane.

Ad ogni modo, da qui a novembre riderò, sfruttando il fatto che non posso morire dal ridere.
Riderò. Riderò tantissimo. Già adesso mi trattengo a stento. Non ci posso quasi credere... sei proprio ridicola, anzi grottesca... hi hi... fare televendite di divani posando da gatta morta con un vestito rosso... alla tua età!



Dunque, posso fare uno sforzo e capire come il tuo fervente nazionalismo ti abbia spinta a farti incidere il Grand Canyon sulla fronte... ah, no, sono le rughe, scusa... ad ogni modo il punto è: va benissimo darsi alla pazza gioia dopo la morte del marito, ma se poi ti prendi lo scolo, almeno abbi cura di cambiarti d'abito per il servizio fotografico. Quell'alone sul pube è il frammento di storie che le nostre orecchie non vogliono sentire -per non dire di quelle che vostri elettori!

Umilmente tua,
Eleanor



Eleanor, sweetie,

quell'alone lo hanno sicuramente aggiunto i tuoi geeks su al MIT, covo di rattacci liberali quant'altri mai. Vabbè, già che devo mandare un paio di agenti della Cia a tappar la bocca a Chomsky, dirò loro di passare anche dal dipartimento di informatica.
Sulla mia mise, invece, hai poco da ridacchiare (sotto i baffi). Io mi vesto ancora come una donna americana, sfidando il ridicolo per amore della patria. Tu invece ti sei venduta da anni a quegli smidollati degli stilisti francesi. Poi non ti lamentare se l'America non vi dà più retta: voi donne dell'asinello, quando vi si vede in giro, sembrate turiste nate e cresciute sulla rive gauche. Avete preso in giro per mesi la moglie del povero giudice Alito, per via del suo vestire, e ora ve la prendete anche con me.
Noi siamo le housemaids di questo paese, quelle che badano i bimbi e sorvegliano la torta di mele, mentre voi consumate le vostre Visa nelle boutique sulla quinta e vi sfate di botox. E la chiamate "emancipazione"!
Noi siamo Marion di Happy Days, voi Brenda di Beverly Hills. Con le vostre manie di protagonismo, avete portato al Congresso quel tocco di femminilità di cui proprio non si sentiva il bisogno. E solo perchè volevate mettere in mostra i vostri Coco Chanel.

Saluti dalla ruvida campagna americana,
Nancy



Honey, potevi dirlo subito che stai nella ruvida campagna americana!
Quando Frankie diede l'avvio al progetto Manhattan lo si fece convinti che non ci fosse nessuno nei paraggi. Voglio dire: chi vivrebbe in una desolata prateria percorsa da mandrie di bisonti e senza una boutique di Cartier nel raggio di duemila miglia?
Fra l'altro prima era una verde prateria, ma quelli di Hollywood dovevano girare La Signora del West e avevano finito con La Casa nella Prateria, così abbiamo detto a Oppheny di sbrigarsela lui.
Quando leggevo nella tua biografia che hai trascorso l'adolescenza e hai fatto carriera sotto la luce artificiale di Manhattan pensavo ai neon, non ai fratellini di Little Boy... be', questo però spiega molte cose... non mi resta che attendere che tu mi raggiunga quando ti accorgerai che sei morta. Ooops, te l'ho detto! forse non avrei dovuto...

Baci,
Eleanor

più o menopausa

lunedì, giugno 12, 2006



Maaaaaaaa...
una pausa?









Il comitato antagonista-fancazzista












Ah! Comunque lei si è laureata oggi con 11o e lode in Scienze della Prostituzione sociale e comunitaria....Lei chi? Ma la nostra

GIUSY TADDEUS!!!

Eccola qui durante l' esposizione...



(ed è la terza volta che la pubblichiamo!)

Piccino Picciò

martedì, giugno 06, 2006


- Ma che dite arriverà?

-Non saprei, sono giorni che rimanda la partenza...chi lo può sapere?

-Qualcuno dice che tornerà domani...

-In tal caso saremo pronti...ehi Piggy, non volare a vuoto, non vorrai stancarti prima della performance.


-Scusa mamma.


-Questi piccioncini non sanno cosa sia fare uno spettacolo aviario. C'è bisogno di concentrazione, tanta concentrazione...e pazienza.

-Sì, l'hai detto, pazienza. Aspettare e sempre aspettare, finché lui aprirà la porta e allora svolazzeremo ovunque nella stanza. Vedrai che panico che provocheremo.

-Spero di sopravvivere fino a quell'ora. Se quello non si fa vedere e si fa venire davvero il mal d'Africa? allora boooonaseeeera!

-Ma vedrai che verrà...ormai non può più tardare.

-Sai che bello! Gli faremo pagare tutto quello che c'ha fatto passà, come i colpi inaspettati...ne ha fatto morire ben dieci d'infarto.

-Ma perché? quando batte sulle persiane? Mio nipote è caduto giù, ché non sapeva volare il picciotto. L'abbiamo dovuto portare alla piccionaia medica di Pontedera. Se l'è vista brutta.

-Sì, ma non scorderai mi'a la cosa peggiore? Quello lì è stato capace di mettere per séi ore di seguito 'Brucia troia' di Vinicio Capossela. Ti ricordi? Non ci si poteva neanche avvicinà a Viarigattieri per quanto era alto e faceva schifo!

-Sì che me lo ricordo, ormai quella canzone mi provoca una nausea incontrollabile . Ma perché? quando c'ha fatto trovare affacciato alla sua finestra quel vecchio decrepito che diceva d'esse n'artista? un regista, diceva. Tonino lo chiamava la moglie.

-Sì Tonino...che schifo, ha anche tentato di accarezzare il mio piccioncello. L'ho dovuto fà vaccinà.

-Eeeeh, portano un sacco di malattie quegli altri esseri inutili. Solo buoni a mangià a bere a fà casino. E poi tutte ste zozzerie che lasciano ogni sera per strada fuori dalle porte. sacchi grigi, sacchi blu e sacchi marroni, uno più puzzolente dell'altro. ma dico, ma si può rovinare una città a sto modo. Troiai lasciano, troiai belli e buoni.

-Faranno di vesta città un bottino, io li sterilizzerei tutti!

-Per non parlà di quel telefonino...ma di'o, ma non si può dormire il pomeriggio. E t'addormenti un secondo e là c'è sto cellulare che squilla e risquilla...eppoi quel "Puonto" invece di 'Pronto' mi fa venire i nervi. E poi risquilla e lui richiama e risquilla a sua volta. E ora vuol sapé come si fanni i ceci, e poi come si fanno le lenticchie, e poi le melanzane e i tortini. ma di'o io...o non potevi affittarti na cuoca con tutto quello che spendi di telefonate, invece di venrci a rompere e quando dormiamo e quando cachiamo e quando tubiamo?....'na condanna, 'na condanna sono vesti-vì. ma chi ce li avrà messi? Oh come si stava bene prima ch'arrivassero!

-Eggià...che bello!

-Non c'è niente da fà...bisogna farli fuggì via. Una svolazzatina, vello lì ci casca e noi si ritorna padroni del territorio.

-Macché! Bisogna tornare a Sud, non c'è storia. Ti ricordi a Bari? tutta un'altra cosa. Lì i piccioni li trattano con cura, li cercano, li inseguono. Lì hanno proprio un altro senso...

- Eggià....Oh silenzio tutti. Ho sentito aprire la porta.

-E' lui!E' lui!...pronti?

-ssssssssssssssssssssssttttt....comincia lo spettacolo...



L'occhiale

domenica, giugno 04, 2006

Vorrei parlare un po' con voi degli occhiali da sole. E' un tema che mi tocca molto da vicino, oltre ad essere un buon argomento per riavvicinare il blog ad uno dei rigattieri, latitante ormai da troppo. Lo si legga dunque come un omaggio a quel Garfield che ha peccato di disaffezione nei nostri (virtuali) confronti. Bando alle ciance, comincino le danze.

Devo dire la verità, non ho moltissime idee al riguardo, ma ci sono due cose che per me sono chiare e assolutamente fuori discussione:

a) gli occhiali non possono costare così tanto. La soluzione marocchini è una falsa soluzione, dunque non si tenti di banalizzare la questione avanzando questa scusa. Noi rigattieri ci teniamo agli occhi e allo stile, dunque niente marocchini. Solo mi ribello al fatto che un paio di rayban di plastica costino 100 euro. Tutto qua.


b) sono un fermo sostenitore della minima distanza tra l'occhiale e lo zigomo. Mi rendo conto che su questo punto è più difficile che mi seguiate, ma vi prego di fare questo sforzo. Direte voi: dipende dall'occhiale, dipende dallo zigomo. Ed ancora il buon vecchio (ma sempre attuale) "non dire banalità" riecheggia repentino nella mente di più d'uno di voi: cerchiamo allora di seguire questa regula aurea, perchè il problema è serio.

Ritengo che l'occhiale abbia una funzione principalmente protettiva, secondariamente estetica (la distinzione tra funzioni non implica però un giudizio di valore: è solo questione di priorità). La distanza tra l'occhiale e lo zigomo comporta l'esistenza di un baratro che permette il passaggio di correnti d'aria incontrollabili, nonché sprazzi di luce non filtrata che sfuggono alla potenza dell'occhiale. Ed è chiaro che questa non è una cosa accettabile. E' per questo che personalmente prediligo l'occhiale a mascherina. Ma con questo ritorniamo al problema a): l'occhiale a mascherina ha una montatura in plastica. Inoltre, b), non sempre soddisfa il criterio di distanza minima: anzi, quasi mai.

Sia a causa del problema a), che soprattutto a causa del b), per concludere, ogni anno mi trovo ad arrovellarmi lungamente sulla questione, epperò rimango sempre senza occhiale.

E' per questo che chiedo l'aiuto di tutti voi; senza nascondervi che le mie aspettative sono grandi: penso che da qui possa nascere una nuova fenomenologia ottica.