Ho sentito il pacchione dire che si dimette. Ho come l'impressione di non starmi adeguatamente godendo questi momenti. (Ho come l'impressione che ci sia poco di che godere, ma comunque). Però se si dimette, se cade, se casca, stavolta sembra difficile che possa in qualche modo ritornare. Quindi sarebbero momenti storici. E io li vivo da via S. Agata alla Guilla, in una casa ancora vuota, in un momento di grandi mutazioni (come sempre negli ultimi anni). Come racconteremo questi momenti? Come racconteremo questi anni? La mia prof. di spagnolo mi disse - e lo ricorderò sempre - della bottiglia di champagne stappata alla morte di Franco. Della caduta di Craxi ci si ricorda ancora, bambini, con quelle immagini delle monetine davanti a un albergo romano. Come vivremo queste ore? Che immagini le vedranno protagoniste? Che cosa staremo facendo? Dove saremo? Rigattieri, a raccolta per la storia! Ma soprattutto: ci credete davvero che casca? Dice che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il passaggio di Gabriella Carlucci all'UDC. Siamo messi bene.
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la sostenibile stupidità dell'essere
giovedì, novembre 25, 2010
La Zeit mi arriva a casa, silenziosa si apposta sugli scalini all’ingresso, poco lontano dal posto della spazzatura. È una delle cose che mi mancherà di più dopo dicembre. Anche se non la leggi tutta, anche se non la capisci tutta, ti rimane sempre qualcosa e, soprattutto, impari sempre qualcosa. Anche il 18 novembre era lì, un po' bagnaticcia, tanto che ho pensato, ma se ne rendono conto quelli che la consegnano della responsabilità che hanno?
La riprendo in mano durante la settimana, fino al giovedì dopo. Di solito la mattina quando bevo il caffè. Nella Zeit del 18 novembre, con mia sorpresa, nel numero dedicato a Tolstoj nell’anniversario della sua morte, trovo un contributo di P. Flores D’Arcais dal titolo “Die Dummheit der Linken” (http://www.zeit.de/2010/47/P-Berlusconi). Ecco, io sono sempre stato un sostenitore della stupidità della sinistra. Immaginate la contentezza nel trovare questo articolo. Allora ho pensato che forse possiamo leggerlo insieme. Poi lui è una persona intelligente, un grande intellettuale. Non solo per quel nome che ha, che sicuramente non è semplice e quindi affascinante, ma anche perché dirige una grande rivista come MicroMega ed è anche giornalista, professore e filosofo, come la didascalia del giornale ci ricorda.
Si parla della questione Silvio e si comincia una una tesi in pieno spirito illuministico: le spiegazioni più semplici sono le meno affascinanti. Per questo ricevono meno attenzione. Vero? Falso? Io penso che sia abbastanza vero. Certo, sono contrario a questi inizi generali. E poi penso anche che una cosa sia prima affascinante e poi semplice o complessa. Ad ogni modo, il Nostro ci parla della stupidità della sinistra, sostiene la mia tesi. Possiamo dunque procedere.
La posizione di P. Flores D’Arcais emerge subito: nessuno pensa alla risposta più semplice, ossia che la forza di Silvio, seine ganze Kraft, si spiega con la debolezza della sinistra e con gli errori dei suoi leader. Ecco il punto, anche io lo penso. Molti lo pensano, non è una scoperta. È inconfutabile che i vari leader della sinistra abbiamo fatto disastri. Ricordo solo le varie bicamerali di D’Alema, le strategie domenicali di Veltroni, l’autodistruzione della sinistra radicale (non vi fa ridere l’espressione sinistra radicale?) etc.
Però mi viene anche da dire che questa tesi è un po’ fortina. ‘Seine ganze Kraf’... ma veramente tutta la sua forza è spiegabile con gli errori dei vari sventurati che in Italia hanno distrutto quella che era una buona tradizione politica? Io fino a questo non mi ero spinto, pensavo invece che oltre all’incapacità dei leader della sinistra, ci dovesse essere qualcosa altro. Però io sono pronto ad accogliere la tesi forte e allora andiamo avanti nella lettura.
Il primo errore, secondo la ricostruzione storica del Nostro, l’ha compiuto, con narcisistico slancio e stupidità, A. Occhetto quando si è candidato rifiutando il candidato della società civile nel 1994. Assolutamente d’accordo, Occhetto è narcisista un po’ stupido. Precisiamo, non è che io a dieci anni le capivo bene queste cose, però un paio di anni fa l’ho visto a Roma, in via del Governo Vecchio. Molto invecchiato rispetto a quando lo vedevo in televisione. Però sembrava abbastanza narcisista, tanto che mi chiesi come mai poi scomparve dalla circolazione? Forse avrà pagato per qualche errore e allora i conti tornano. Si può sbagliare e poi pagare per gli errori, è umano. Poi con Occhetto si chiude un ciclo, si tagliano i ponti con il passato comunista. La cosa coincide però anche con l’innesco di un processo molto berlusconiano, di cui ora viviamo le conseguenze. I titoli di questo processo sono: antipartitismo, commercializzazione di politica e istituzioni, banalizzazione delle realtà di fatto. E il nostro infatti, tra un errore e l’altro, fa riferimento anche a questo.
Però, come ricorda PFd’A, il governo di Silvio dura solo otto mesi. Poi un governo tecnico. Poi nel 96, un cattolico progressista di nome Romano Prodi. A quel punto silvio se la vede brutta, quasi lo fanno fuori, anzi hanno tutti i mezzi per farlo fuori. Succede però che D’Alema, che intanto aveva fatto le scarpe a prodi, invita silvio a riscrivere insieme la costituzione. Allora berlusconi riacquista credibilità e rivince nel 2001 (pensiamo un po, contro rutelli). D’Alema capo dell’opposizione, prodi lo mandano a Brussel e silvio è il capo di due governi disastrosi: berlusconi II (2001- aprile 2005) e berlusconi III (aprile 2005-maggio 2006). Nel 2002, siccome massimo non oppone, ci sono i girotondini. Come scordarli i girotondini. Mi rimane il dubbio se anche loro fanno parte della stupidità generale oppure no. Però riflettendoci no, infatti la stupidità in questione è quella dei leader. Invece questi sono artisti e intellettuali che combattono silvio ma anche l’opposizione che non oppone.
Nel 2006 si ripropone prodi. Silvio è indietro nei sondaggi e bisognerebbe solo aspettare le elezioni per estrometterlo. Invece errori su errori e i leader della sinistra gli offrono un dialogo e si rivolgono contro la protesta della società civile. Il risultato è la vittora di prodi che tutti ricordiamo, tanto instabile che due anni dopo il buon mastella fa cadere il governo. Silvio rivince nel 2008.
Ora questa lettura generale è condivisibile. Anzi integrabile con ulteriori elementi di flagrante stupidità. Infatti non viene menzionato il paladino della stupidità della sinistra con le sue diverse sconfitte: governo, roma, sardegna e pure il suo stesso partito. Non sono stati menzionati altri movimenti popolari come quelli di grillo. Non è stato menzionato di pietro. E così via. Comunque la lettura rimane in larga misura condivisibile. Alla fine dell’articolo la mazzata: oggi siamo allo stesso punto, ossia al punto in cui la possibilità di sconfiggere berlusconi verrà cancellata dalla stupidità dei leader del partito democratico. Ecco ora mi è tutto chiaro, gli stupidi sono quelli del partito democratico e della loro tradizione. Oppure, malignamente, mi viene il sospetto da condividere con l’autore, che anche loro facciano parte della Casta. Caspita, questa si che è un ipotesi interessante, l’ho sempre pensato che D’Alema potesse fare parte della casta!
Però bisogna anche essere onesti e fare delle riflessioni. Per prima cosa mi pare che questa sia una tesi molto meno semplice e molto più complottista di quello che il nostro cerca all’inizio. O meglio, è una tesi semplice sono tutti d’accordo, sono tutti dei parassiti privilegiati... Però è una tesi di una semplicità qualunquista e un po’ inutile, non certo di una semplicità illuministica. Infatti, o la si dimostra seriamente e allora non vale la tesi iniziale del nostro, perché vorrebbe dire che il potere di berlusconi non deriva dalla stupidità dei leader ma da una complessa e articolata, tutt’altro che semplice rete di rapporti. Oppure, se la tesi finale rimane indimostrata nei dettagli è semplice, ma anche essa stupida. In altre parole, il dilemma o sono stupidi o sono d’accordo è stupido anche esso.
In realtà, è anche possibile che tutte e due le cose siano vere. Infatti in politica non ci sono vere contraddizioni. Può essere che a sinistra ci siano degli infiltrati berlusconiani che sfruttano la stupidità di compagni di partito per fare un favore a silvio. Bisogna però riflettere anche su un’altra cosa. Su qualcosa che nell’articolo si pone al margine come bistrattato e incompreso barlume di speranza: I girotondini, i grillini etc... Questi sono gli intellettuali che hanno cercato di contrastare la stupidità della sinistra. Ancora però nessuno mi spiega come sia possibile che la sinistra sia diventata quello che è. Che una scuola politica seria e una tradizione solida si sia schiantata completamente. Certo mica il comunismo cade al livello internazionale senza creare disagio. Però la domanda da fare è: è stato silvio che ha distrutto i partiti e la cultura politica italiana, oppure nella distruzione generale della cultura della sinistra italiana quel genio di silvio ha trovato una via maestra per costruire un impero?
In entrambi i casi non può essere che il suo potere si spiega con la stupidità della sinistra. E se anche questo fosse vero, bisogna chiedersi da dove questa stupidità provenga e bisogna anche caratterizzarla. Non tutte le stupidità sono uguali. Ed è certo che in un partito possano convivere disonesti, stupidi, arrivisti, complottisti, berlusconisti. La forza di un partito sarebbe quella della maggioranza dei componenti 'educati’ da una certa cultura che possa contrastare i disonesti, gli stupidi etc. Se questa parte manca vuol dire che manca una cultura di base, oppure che la cultura di base è essa stessa stupida. Come la mettiamo con questa ulteriore riflessione? Insomma qualcuno mi dice anche perché questi capi sono così stupidi?
La riprendo in mano durante la settimana, fino al giovedì dopo. Di solito la mattina quando bevo il caffè. Nella Zeit del 18 novembre, con mia sorpresa, nel numero dedicato a Tolstoj nell’anniversario della sua morte, trovo un contributo di P. Flores D’Arcais dal titolo “Die Dummheit der Linken” (http://www.zeit.de/2010/47/P-Berlusconi). Ecco, io sono sempre stato un sostenitore della stupidità della sinistra. Immaginate la contentezza nel trovare questo articolo. Allora ho pensato che forse possiamo leggerlo insieme. Poi lui è una persona intelligente, un grande intellettuale. Non solo per quel nome che ha, che sicuramente non è semplice e quindi affascinante, ma anche perché dirige una grande rivista come MicroMega ed è anche giornalista, professore e filosofo, come la didascalia del giornale ci ricorda.
Si parla della questione Silvio e si comincia una una tesi in pieno spirito illuministico: le spiegazioni più semplici sono le meno affascinanti. Per questo ricevono meno attenzione. Vero? Falso? Io penso che sia abbastanza vero. Certo, sono contrario a questi inizi generali. E poi penso anche che una cosa sia prima affascinante e poi semplice o complessa. Ad ogni modo, il Nostro ci parla della stupidità della sinistra, sostiene la mia tesi. Possiamo dunque procedere.
La posizione di P. Flores D’Arcais emerge subito: nessuno pensa alla risposta più semplice, ossia che la forza di Silvio, seine ganze Kraft, si spiega con la debolezza della sinistra e con gli errori dei suoi leader. Ecco il punto, anche io lo penso. Molti lo pensano, non è una scoperta. È inconfutabile che i vari leader della sinistra abbiamo fatto disastri. Ricordo solo le varie bicamerali di D’Alema, le strategie domenicali di Veltroni, l’autodistruzione della sinistra radicale (non vi fa ridere l’espressione sinistra radicale?) etc.
Però mi viene anche da dire che questa tesi è un po’ fortina. ‘Seine ganze Kraf’... ma veramente tutta la sua forza è spiegabile con gli errori dei vari sventurati che in Italia hanno distrutto quella che era una buona tradizione politica? Io fino a questo non mi ero spinto, pensavo invece che oltre all’incapacità dei leader della sinistra, ci dovesse essere qualcosa altro. Però io sono pronto ad accogliere la tesi forte e allora andiamo avanti nella lettura.
Il primo errore, secondo la ricostruzione storica del Nostro, l’ha compiuto, con narcisistico slancio e stupidità, A. Occhetto quando si è candidato rifiutando il candidato della società civile nel 1994. Assolutamente d’accordo, Occhetto è narcisista un po’ stupido. Precisiamo, non è che io a dieci anni le capivo bene queste cose, però un paio di anni fa l’ho visto a Roma, in via del Governo Vecchio. Molto invecchiato rispetto a quando lo vedevo in televisione. Però sembrava abbastanza narcisista, tanto che mi chiesi come mai poi scomparve dalla circolazione? Forse avrà pagato per qualche errore e allora i conti tornano. Si può sbagliare e poi pagare per gli errori, è umano. Poi con Occhetto si chiude un ciclo, si tagliano i ponti con il passato comunista. La cosa coincide però anche con l’innesco di un processo molto berlusconiano, di cui ora viviamo le conseguenze. I titoli di questo processo sono: antipartitismo, commercializzazione di politica e istituzioni, banalizzazione delle realtà di fatto. E il nostro infatti, tra un errore e l’altro, fa riferimento anche a questo.
Però, come ricorda PFd’A, il governo di Silvio dura solo otto mesi. Poi un governo tecnico. Poi nel 96, un cattolico progressista di nome Romano Prodi. A quel punto silvio se la vede brutta, quasi lo fanno fuori, anzi hanno tutti i mezzi per farlo fuori. Succede però che D’Alema, che intanto aveva fatto le scarpe a prodi, invita silvio a riscrivere insieme la costituzione. Allora berlusconi riacquista credibilità e rivince nel 2001 (pensiamo un po, contro rutelli). D’Alema capo dell’opposizione, prodi lo mandano a Brussel e silvio è il capo di due governi disastrosi: berlusconi II (2001- aprile 2005) e berlusconi III (aprile 2005-maggio 2006). Nel 2002, siccome massimo non oppone, ci sono i girotondini. Come scordarli i girotondini. Mi rimane il dubbio se anche loro fanno parte della stupidità generale oppure no. Però riflettendoci no, infatti la stupidità in questione è quella dei leader. Invece questi sono artisti e intellettuali che combattono silvio ma anche l’opposizione che non oppone.
Nel 2006 si ripropone prodi. Silvio è indietro nei sondaggi e bisognerebbe solo aspettare le elezioni per estrometterlo. Invece errori su errori e i leader della sinistra gli offrono un dialogo e si rivolgono contro la protesta della società civile. Il risultato è la vittora di prodi che tutti ricordiamo, tanto instabile che due anni dopo il buon mastella fa cadere il governo. Silvio rivince nel 2008.
Ora questa lettura generale è condivisibile. Anzi integrabile con ulteriori elementi di flagrante stupidità. Infatti non viene menzionato il paladino della stupidità della sinistra con le sue diverse sconfitte: governo, roma, sardegna e pure il suo stesso partito. Non sono stati menzionati altri movimenti popolari come quelli di grillo. Non è stato menzionato di pietro. E così via. Comunque la lettura rimane in larga misura condivisibile. Alla fine dell’articolo la mazzata: oggi siamo allo stesso punto, ossia al punto in cui la possibilità di sconfiggere berlusconi verrà cancellata dalla stupidità dei leader del partito democratico. Ecco ora mi è tutto chiaro, gli stupidi sono quelli del partito democratico e della loro tradizione. Oppure, malignamente, mi viene il sospetto da condividere con l’autore, che anche loro facciano parte della Casta. Caspita, questa si che è un ipotesi interessante, l’ho sempre pensato che D’Alema potesse fare parte della casta!
Però bisogna anche essere onesti e fare delle riflessioni. Per prima cosa mi pare che questa sia una tesi molto meno semplice e molto più complottista di quello che il nostro cerca all’inizio. O meglio, è una tesi semplice sono tutti d’accordo, sono tutti dei parassiti privilegiati... Però è una tesi di una semplicità qualunquista e un po’ inutile, non certo di una semplicità illuministica. Infatti, o la si dimostra seriamente e allora non vale la tesi iniziale del nostro, perché vorrebbe dire che il potere di berlusconi non deriva dalla stupidità dei leader ma da una complessa e articolata, tutt’altro che semplice rete di rapporti. Oppure, se la tesi finale rimane indimostrata nei dettagli è semplice, ma anche essa stupida. In altre parole, il dilemma o sono stupidi o sono d’accordo è stupido anche esso.
In realtà, è anche possibile che tutte e due le cose siano vere. Infatti in politica non ci sono vere contraddizioni. Può essere che a sinistra ci siano degli infiltrati berlusconiani che sfruttano la stupidità di compagni di partito per fare un favore a silvio. Bisogna però riflettere anche su un’altra cosa. Su qualcosa che nell’articolo si pone al margine come bistrattato e incompreso barlume di speranza: I girotondini, i grillini etc... Questi sono gli intellettuali che hanno cercato di contrastare la stupidità della sinistra. Ancora però nessuno mi spiega come sia possibile che la sinistra sia diventata quello che è. Che una scuola politica seria e una tradizione solida si sia schiantata completamente. Certo mica il comunismo cade al livello internazionale senza creare disagio. Però la domanda da fare è: è stato silvio che ha distrutto i partiti e la cultura politica italiana, oppure nella distruzione generale della cultura della sinistra italiana quel genio di silvio ha trovato una via maestra per costruire un impero?
In entrambi i casi non può essere che il suo potere si spiega con la stupidità della sinistra. E se anche questo fosse vero, bisogna chiedersi da dove questa stupidità provenga e bisogna anche caratterizzarla. Non tutte le stupidità sono uguali. Ed è certo che in un partito possano convivere disonesti, stupidi, arrivisti, complottisti, berlusconisti. La forza di un partito sarebbe quella della maggioranza dei componenti 'educati’ da una certa cultura che possa contrastare i disonesti, gli stupidi etc. Se questa parte manca vuol dire che manca una cultura di base, oppure che la cultura di base è essa stessa stupida. Come la mettiamo con questa ulteriore riflessione? Insomma qualcuno mi dice anche perché questi capi sono così stupidi?
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martedì, novembre 09, 2010
Qualche tempo fa, in biblioteca, un tizio davanti a me leggeva un libro blu: Precetti Coniugali di Plutarco (a cura di G. Martano e A. Tirelli, M. d'Auria Editore, Napoli 1990, oggi esaurito e disponibile solo in cd-rom). A un certo punto lo ha porto a una sua amica e le ha detto: "leggi qua, il § 43: ecco quello che Berlusconi non ha capito".
Ho dovuto aspettare che se ne andassero per scoprirlo, che cosa Berlusconi non avesse capito. Scrive Plutarco:
Ho dovuto aspettare che se ne andassero per scoprirlo, che cosa Berlusconi non avesse capito. Scrive Plutarco:
Quando il retore Gorgia lesse ai Greci ad Olimpia un discorso sulla concordia, Melanzio esclamò: "Eccolo qui, ci dà consigli sulla concordia, lui che nella vita privata non ha saputo convincere sé, la moglie e la serva ad andare d'accordo: ed erano in tre!". A quanto sembra, infatti, Gorgia aveva un debole per la servetta, e la moglie ne era gelosa. Deve pertanto tenere in buona armonia la sua casa chi si accinge a mettere armonia nella città, nell'assemblea del popolo, tra gli amici, poiché sembra che agli occhi della gente passino inosservate più le manchevolezze delle donne che quelle verso le donne.
L'amica ha commentato: sei troppo buono.
Io ho ricominciato a studiare.
L'amica ha commentato: sei troppo buono.
Io ho ricominciato a studiare.
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domenica, maggio 03, 2009
io nella mestizia politica generale, per una mano, se avessi facebook, aprirei subito un gruppo dal titolo semplice semplice:
Veronica, sbancalo.
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scuola di polizia
giovedì, ottobre 23, 2008
Dopo le uscite Berlusconi di ieri, che ha dichiarato che la risposta alla protesta contro la "riforma"-che-riforma-non-è Gelmini-Tremonti sarà l'invio della polizia negli Atenei (per dire quanto il diritto al dissenso oggi in Italia sia garantito, liquidato tutto sotto "problemi di ordine pubblico"), ecco la ciliegina sulla torta da parte di uno dei personaggi più inquietanti della storia dell'Italia repubblicana, Francesco Cossiga:

solo per ricordarci chi è e quante responsabilità ha il rispettabile francesco cossiga, quel vecchietto che tanto ci diverte con le sue dichiarazioni franche e fuori dal coro, che suscitano ilarità e compiacimento anche a sinistra. per rinfrescarsi la memoria si consiglia di rileggere anche L'affaire Moro di Sciascia, e ricordare cosa l'onorevole Aldo Moro pensasse di certi suoi compagni di partito.
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