Le avevano provate tutte. Li avevano convinti, per anni e anni, che la mediocrità paga. E non alla lunga: tutto e subito! Erano anche gente di un certo talento, i rigattieri. Ma c'erano cascati. Finché la cosa non li riguardò direttamente ci pensavano con una certa aria di distacco, con quel non so che di superiorità che contraddistingue i vincenti (così pensavano). Ma il tempo stringeva, e i risultati tardavano a palesarsi. Eppure credevano di aver seguito il copione alla lettera. L'impegno? Caratteristica prescindibile, così si diceva in giro. L'abnegazione? Superata, superata. Qualunque residuo di originalità, si erano metodicamente applicati a lasciarlo da parte, fino a dimenticarlo del tutto. Erano certi che in questo modo il successo sarebbe arrivato in fretta. Inaspettatamente, si ritrovarono con un pugno di mosche. "E se per tutti questi anni ci avessero solo presi per il culo?" Non riuscirono mai a darsi una spiegazione convincente; l'ultimo di essi passò anni a studiare il fenomeno della superficialità. Un giorno si guardò attorno, si rese conto d'esser rimasto solo, volse gli occhi all'orizzonte ed emesso un forte peto, spirò.
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5 Responses to “coccodrillo”
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R.I.P.
07/02/11, 20:08requiescat in peto?
08/02/11, 09:04nooooo... avete trovato un lavoro???
08/02/11, 14:50seeeeee, figurati.
08/02/11, 15:32e comunque si deve impegnare, il lavoro. vedrai che altrimenti non ci trova.
anche perché, se è vero che ultimamente il lavoro è un po' pigro e non ha tanta voglia di cercarci, c'è da dire che pure noi finora abbiamo fatto di tutto per nasconderci.
08/02/11, 15:48Posta un commento