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Autunno

lunedì, ottobre 15, 2012



Circumnavigando la metà di ottobre, venne anche il momento di riscaldare casa, lassù, nelle lande periferiche del milanese.
(risparmiate finora dall’autunno… che domeniche pomeriggio passate al campo di calcio! Come i bimbi!).
Stamattina, oh, era freddo. Quasi quasi, pensavo, mi lascio andare a un tantinello di struggimento romantico. Tanto sono da solo, non mi vede nessuno, chissenefrega: mi struggo.
Ehnnò, caromio, non ci si può nemmeno più concedere quello. Vedi mai che uno, per caso, riesce finalmente a dar respiro al miocardio.
Macchè.
Di primo mattino vengo improvvisamente strappato dalle mie piccole tragedie ridicole e mi ritrovo d'un tratto nel bel mezzo del teatro dell’assurdo rigattierico.
La caldaia in blocco. Sissignori, avete capito bene.
La maledetta porca s’accende, sussulta, ma dopo dieci secondi, stac!, salta.
Le fiammelle blu metano ristanno quiete, zittite da chissà quale censura maligna, e tanti saluti.
E così, che cosa ho fatto per omaggiare l’autunno? Una doccia fredda, moccoli come se piovesse… mentre m’asciugavo intirizzito ho avuto all’improvviso una rêverie… “ma dove ho già provato cotanto gelo?”...
Però la barba me la sono goduta con una bella pentola d’acqua riscaldata. Perché almeno quella, perdio, la si deve fare ammodino.
Comunque, a vedere la caldaia, passano giovedì.