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NRC XII - Machete

domenica, maggio 01, 2011



Già laureato «Pellicola dell’anno duemiladieci» (da una giuria composta da me), Machete è un film che la critica internazionale si dovrebbe affrettare a dichiarare “semplicemente mitico”, e che finalmente, dopo avercelo fatto aspettare per mesi, arriva nelle sale della nostra periferia.
Ora, il film si può riassumere così: prendete un tizio con l’immaginario complessivo di un sedicenne messicano cresciuto a Stursky&Hutch, significativamente arrapato, sotto acidi e supergalvanizzato dall’idea che un giorno conquisterà gli Stati Uniti, guiderà una Harley e sparerà con un fucile a canne mozze, anzi due. Dite al suddetto sedicenne di realizzare un film a piacere dotandolo dei seguenti strumenti:
A. una quantità di fondi tale da far sembrare Il signore degli anelli il filmino della gita dell’oratorio,
B. l’impegno a non censurarsi, e dunque il dovere di mettere in scena tutte le sue fantasie (preti crocifissi all’altare, ragazze che fanno la guerriglia in bikini e con la benda da pirata sull’occhio, intestini usati come liane, e tanti, tanti, tanti arti che volano),
C. un tetto massimo di centocinquanta parole per scrivere la sceneggiatura,
D. Robert de Niro,
E. uno stuolo di fica tale per cui Jessica Alba rischia di non salire neanche sul podio.

Non bisogna essere dei geni, per capire che ne esce un capolavoro. Non solo: ne esce anche il miglior film politico di sempre, probabilmente.




[Consigli di visione: si preferisca un multisala, possibilmente uno spettacolo pomeridiano. Magari di domenica, per massimizzare le probabilità che la sala sia gremita di adolescenti rumorosi. Si accompagni dunque la visione con una confezione king-jumbo-supersize di popcorn (tanto la maggior parte voleranno via nelle prime scene mozzafiato) e una coca da litro. Vedrete che non sarà facile tornare a casa e non appendere sul caminetto, con entusiasmo fanciullesco, lo scalpo di vostra madre].